Un caso concreto di disturbo oppositivo provocatorio nella scuola dell'infanzia: Aspetti della vendicatività e del fare qualcosa per dispetto
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 15.01.2026 alle 11:24
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 6.05.2025 alle 22:19
Riepilogo:
Scopri come riconoscere e gestire un disturbo oppositivo provocatorio nella scuola dell'infanzia: vendicatività, fare qualcosa per dispetto e strategie pratiche.
Un caso concreto di disturbo oppositivo provocatorio (DOP) nella scuola dell'infanzia che ha destato particolare interesse in letteratura è stato osservato in un bambino di nome Marco (nome fittizio per garantire la riservatezza), seguito in uno studio condotto da un gruppo di psicologi infantili italiane. Marco aveva cinque anni quando ha iniziato a manifestare comportamenti attribuibili al DOP, un disturbo caratterizzato da un modello di comportamento ostile, negativo e provocatorio.
Le prime segnalazioni dei comportamenti problematici di Marco sono emerse dalla sua insegnante della scuola dell'infanzia, che notava in lui reazioni eccessive e comportamenti vendicativi nei confronti dei compagni. Ad esempio, Marco mostrava una tendenza a incolpare gli altri per i propri errori o difficoltà, ed era incline a portare rancore. Ogni volta che veniva ripreso per un comportamento non appropriato, come spingere un compagno, Marco si mostrava apertamente offensivo e ribelle nei confronti dell'autorità.
La vendicatività di Marco era particolarmente evidente in situazioni in cui percepiva di aver subito un torto, anche quando si trattava di incidenti di poco conto o malintesi con i suoi coetanei. Un esempio documentato nel caso studio riguardava un episodio in cui, dopo essere stato escluso da un gioco da un compagno, Marco aveva deliberatamente nascosto il gioco preferito del suo coetaneo per vendicarsi. Questo comportamento, purtroppo, ha portato ad un'escalation di conflitti, poiché la sua reazione vendicativa non ha fatto altro che esasperare le tensioni con i suoi compagni.
Il comportamento di Marco sembrava motivato in parte da una percezione alterata delle intenzioni altrui, interpretando spesso le azioni innocue o accidentali dei compagni come intenzionalmente dannose o denigratorie, il che scatenava in lui un ciclo di azioni vendicative. Questi episodi di vendicatività erano accompagnati da scoppi di collera, durante i quali Marco poteva urlare, lanciare oggetti o rovesciare i banchi, manifestando così una forte frustrazione e incapacità di gestire efficacemente le proprie emozioni.
Un ulteriore aspetto del comportamento di Marco, analizzato nel contesto del DOP, era la sua tendenza a fare qualcosa per dispetto, un altro tratto distintivo del disturbo. La sua insegnante riportava episodi in cui Marco, conoscendo le regole della classe, sceglieva deliberatamente di infrangerle per provocare la reazione dell'insegnante. Ad esempio, durante il momento del silenzio in classe, Marco si alzava volontariamente e iniziava a parlare ad alta voce, spesso destabilizzando l'intera classe. Questo fare qualcosa per dispetto era un comportamento che Marco attuava sistematicamente, e sembrava arrecargli una certa soddisfazione quando riusciva a suscitare l'attenzione o la frustrazione dell'adulto.
La combinazione di vendicatività e di fare qualcosa per dispetto rendeva particolarmente complesso il compito degli educatori nel gestire le dinamiche relazionali di Marco all'interno della classe. Gli adulti tendevano a reagire con irritazione o punizioni, che spesso inasprivano ulteriormente i suoi comportamenti problematici, alimentando un circolo vizioso di provocazione e risposta.
Gli specialisti che hanno studiato il caso di Marco hanno evidenziato l'importanza di una risposta educativa e psicologica che miri ad interrompere questo ciclo attraverso strategie di intervento mirate. Nel caso di Marco, è stata cruciale l’implementazione di programmi di gestione delle emozioni e delle abilità sociali, che miravano ad aiutarlo a riconoscere e interpretare correttamente le intenzioni altrui, nonché a esprimere adeguatamente la propria frustrazione.
Inoltre, sono stati condotti incontri regolari tra psicologi, insegnanti e genitori per sviluppare strategie di risposta coerenti e strutturate ai comportamenti di Marco. Queste includevano il rafforzamento positivo per il comportamento appropriato e l'insegnamento delle tecniche di risoluzione dei conflitti. È stata data priorità alla costruzione di un ambiente di apprendimento in cui Marco potesse sentirsi compreso e supportato, riducendo così l'impulso di vendicarsi o di agire per dispetto.
I progressi di Marco, documentati nel caso studio, indicavano una diminuzione dei comportamenti vendicativi e provocatori grazie all'intervento strutturato e continuo, sottolineando l'importanza di un approccio multidisciplinare nel trattamento del disturbo oppositivo provocatorio.
Valutazione dell'insegnante:
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 15.01.2026 alle 11:24
Voto: 28 Commento: Hai presentato in modo efficace il caso di Marco, evidenziando caratteristiche del DOP e strategie d'intervento.
Vota:
Accedi per poter valutare il lavoro.
Accedi