Egoismo sano: significato, caratteristiche e importanza per il benessere
Tipologia dell'esercizio: Saggio breve
Aggiunto: ieri alle 7:34
Riepilogo:
Scopri il significato e le caratteristiche dell’egoismo sano per migliorare il benessere personale e relazionale con un approccio equilibrato e consapevole.
Egoismo sano: caratteristiche e perché è importante
“Pensa anche un po’ a te stesso”: quante volte ci siamo sentiti ripetere questa frase, magari come consiglio tra amici, o nei lunghi dialoghi intimi con i nostri familiari? Eppure, nel contesto della cultura italiana, il termine “egoismo” continua a evocare un’aura quasi colpevole, come se occuparsi di sé stessi fosse sempre e comunque un atto da biasimare. L’idea dominante, che risale a secoli di etica religiosa e sociale, ci insegna a valorizzare il sacrificio per gli altri – specialmente nelle dinamiche familiari e comunitarie – mentre chi fa attenzione alle proprie necessità rischia spesso di essere percepito come individualista o insensibile.
Tuttavia, negli ultimi anni, la riflessione sul benessere psicologico e sulla salute mentale ci ha spinti, anche in Italia, a rimettere in discussione questi concetti. L’“egoismo sano” appare così come un’alternativa positiva rispetto a un egoismo dannoso ossia distruttivo: prendersi cura di sé senza trascurare il valore degli altri, ma senza annullarsi per compiacere tutto e tutti. In questo saggio approfondiremo le caratteristiche fondamentali del sano egoismo e il suo valore per la persona e la collettività, proponendo anche alcune strategie per coltivarlo nella vita quotidiana.
Capire l’egoismo sano: ridefinire i confini della cura di sé
Egoismo negativo ed egoismo sano: una distinzione essenziale
In primo luogo, è necessario chiarire la differenza tra egoismo negativo e quello che definiamo “sano egoismo”. Il primo è tristemente noto: si tratta dell’atteggiamento di chi antepone sistematicamente i propri interessi calpestando quelli degli altri, senza alcuna considerazione o compassione. Un archetipo letterario dell’egoismo distruttivo ci viene offerto da personaggi come Don Giovanni di Molière o Don Rodrigo ne “I Promessi Sposi”, nei quali la brama personale diventa causa di sofferenza e ingiustizia.L’egoismo sano, invece, è tutt’altra cosa: presuppone la capacità di ascoltarsi, di riconoscere i propri bisogni psicofisici e di saperli comunicare, senza pretendere che il mondo ruoti attorno a noi, ma nemmeno accettando di sacrificare sempre e comunque la propria integrità. Non si tratta di narcisismo, che implica un’eccessiva adorazione del proprio io, né di menefreghismo o arroganza. Esemplare, da questo punto di vista, è l’atteggiamento di molte figure letterarie italiane – basti pensare a Elsa Morante ne “L’isola di Arturo”, dove la scelta del protagonista di occuparsi della propria crescita personale viene rappresentata come una tappa necessaria verso la maturità.
Le caratteristiche del sano egoismo
Fra i principali tratti distintivi dell’egoismo sano spiccano:- Confini personali chiari: Impostare dei limiti, imparando a dire “no” quando serve, protegge sia la propria identità sia la qualità dei rapporti interpersonali. Ad esempio, imparare a rifiutare richieste troppo onerose senza sentirsi in difetto è la chiave per relazioni più autentiche. Come insegna il concetto di “assertività”, oggi molto valorizzato anche nei programmi scolastici italiani di educazione civica, un “no” detto bene è spesso più rispettoso di un “sì” forzato. - Ascolto dei propri bisogni: Distingue tra bisogno essenziale (riposo, attenzione alle proprie emozioni, tempo libero) e il puro capriccio. Tecniche come la scrittura di un diario o la riflessione sulle proprie giornate aiutano a capire che cosa realmente ci nutre interiormente. - Coerenza con i propri valori: Fare scelte, anche difficili, in linea con ciò che si reputa importante, senza lasciarsi travolgere dai condizionamenti esterni. Come nel romanzo “Il fu Mattia Pascal” di Pirandello, la capacità di ridisegnare la propria esistenza passa anche dalla consapevolezza di cosa si desidera nel profondo. - Autostima consapevole e responsabilità: Riconoscere i propri limiti e talenti, prendersi la responsabilità per ciò che si fa o si sceglie, senza attribuire costantemente colpe all’esterno. Qui torna utile la lezione classica di Marco Aurelio e dei filosofi stoici: la serenità nasce dall’affermazione ragionata delle proprie priorità.
L’importanza dell’egoismo sano per la persona e la società
Benessere psicologico e físico
Prendersi cura di sé ha una ricaduta immediata sulla salute mentale e fisica. Il proverbio “Non si può versare da una caraffa vuota” riassume questa verità: solo chi si mantiene in equilibrio è davvero disponibile per gli altri. Molti psicologi italiani sottolineano come l’incapacità di dire “basta” sia tra le principali cause di stress, ansia, esaurimento. Il cosiddetto burnout, termine ormai entrato nell’uso comune, colpisce chi ha interiorizzato il mito del sacrificio perpetuo fino ad annullarsi per i bisogni altrui.Relazioni più sane e durature
Un sano egoismo rappresenta anche la base di rapporti solidi: quando i confini sono chiari e c’è rispetto sia per sé che per l’altro, si eliminano dinamiche tossiche fatte di sacrifici non riconosciuti e conseguente rancore. Pensiamo alle famiglie descritte da Natalia Ginzburg ne “Lessico famigliare” o, in senso opposto, alle figure materne troppo dedite al sacrificio, come la celebre “Mamma” di De Amicis, spesso trascurata e infelice perché incapace di rivendicare spazi propri. Una buona dose di amore per sé stessi è la migliore prevenzione contro relazioni sbilanciate in cui si diventa “invisibili”.Crescita personale e autorealizzazione
Mettere al centro la propria persona non è egoismo sterile, ma motore di sviluppo. Quando impariamo a dedicarci ai nostri obiettivi profondi, stiamo di fatto scegliendo di crescere. Non si tratta di isolarsi, ma di investire su di sé per restituire poi alla collettività il meglio delle proprie capacità: pensiamo ai grandi artisti italiani, da Giotto a Morandi, che attraverso la cura laboriosa della propria arte hanno arricchito tutto il Paese.Il mito del sacrificio nella società italiana
La tradizione cattolica e il valore, spesso esasperato, della famiglia hanno spinto intere generazioni – specialmente le donne – a vedere l’annullamento di sé come unica strada per la felicità collettiva. Tuttavia, come dimostra la recente diffusione di iniziative legate al benessere e alla salute psicologica anche nella scuola (si pensi al crescente interesse per lo sportello di ascolto nelle scuole superiori), sta emergendo una consapevolezza diversa: trascurare sé stessi, in nome del “dovere” verso gli altri, è nocivo per l’individuo e, a lungo andare, impoverisce l’intero tessuto sociale.Strategie per coltivare l’egoismo sano
Riconoscere e accettare i propri bisogni
Non si può esercitare un sano egoismo senza conoscere a fondo le proprie esigenze. Scrivere ogni sera cinque cose che ci hanno fatto stare bene o male, oppure ritagliarsi ogni giorno un piccolo momento di silenzio, sono semplici strumenti per imparare ad ascoltarsi. A scuola, progetti di educazione emotiva come “Il diario delle emozioni” stanno aiutando anche gli adolescenti a familiarizzare col proprio mondo interiore.Imparare a dire no
Saper dire no senza sensi di colpa è fondamentale. È qualcosa che si può apprendere attraverso piccoli passi: imparare formule educatamente ferme (“In questo momento non posso”, “Ho bisogno di tempo per me”) distingue il sano egoismo dall’aggressività. In alcune scuole si stanno promuovendo percorsi di formazione sull’assertività proprio per rafforzare questa capacità nei giovani.Gestire le relazioni e i limiti
Non tutti i rapporti sono salutari. Imparare a distinguere tra chi ci arricchisce e chi invece prosciuga le nostre energie permette di stabilire le famose “zone di protezione”, fondamentali per non ammalarsi di altruismo eccessivo. Nei casi più difficili, il sostegno di un amico fidato, di un insegnante, o di un professionista, può rivelarsi decisivo.Coltivare autocompassione e intelligenza emotiva
Pratiche come la mindfulness o la meditazione guidata, ma anche il semplice auto-dialogo positivo, sono ottimi alleati. Accettare di aver sbagliato, senza punirsi troppo, rappresenta la base di un equilibrio interiore che si riflette poi anche verso l’esterno.Organizzare il tempo e le priorità
Viviamo in una società iperattiva, che premia chi è sempre indaffarato. Ma il vero benessere nasce quando impariamo a distinguere tra ciò che è urgente e ciò che è importante. Una routine che rispetti i tempi “lenti” – una passeggiata, la lettura di un buon libro, la cena in famiglia senza telefoni – è il primo passo per coltivare uno stare bene che dura.Conclusione
Rivalutare l’egoismo non significa difendere l’individualismo esasperato – il rischio di chi pensa solo a sé – né sminuire il valore dell’altruismo. Piuttosto, si tratta di riconoscere che senza una sana attenzione per la propria persona è impossibile offrire agli altri e alla società il meglio di sé. La nostra cultura, oggi più che mai, ha bisogno di uomini e donne capaci di prendersi cura di sé per essere solidali davvero, non per dovere ma per scelta libera e consapevole.L’augurio, soprattutto a chi studia e si affaccia al mondo adulto, è di trovare il coraggio di ascoltarsi e di esercitare il diritto (e il dovere) a una dose di sano egoismo. La scuola, le famiglie, la società tutta sono chiamate a promuovere questa nuova consapevolezza, attraverso educazione emotiva e buone pratiche quotidiane, per costruire un futuro più equilibrato, empatico e autenticamente umano.
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