Maturità 2022: Serianni, lo stress va affrontato, non evitato
Tipologia dell'esercizio: Tema
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Riepilogo:
Scopri come affrontare lo stress all’esame di maturità 2022 con i consigli di Serianni per trasformare l’ansia in crescita personale e successo scolastico 📘
Maturandi stressati e l’esame di maturità: affrontare lo stress come parte della crescita educativa e personale
Nel panorama scolastico italiano, l’esame di maturità rappresenta da sempre uno degli snodi più significativi nell’esperienza degli studenti. Negli ultimi anni il dibattito si è acceso intorno all’opportunità di modificare o abolire le prove scritte, specialmente in seguito ai profondi cambiamenti imposti dalla pandemia. Le petizioni promosse dagli studenti mirano a evidenziare un crescente disagio, lamentando livelli di stress ritenuti insostenibili e domandando che l’esame diventi meno gravoso, talvolta solo orale.
A fronte di queste richieste, la risposta di illustri figure del mondo accademico – come il compianto linguista Luca Serianni – invita a non demonizzare lo stress come una piaga da estirpare, ma piuttosto a riconoscerlo come un aspetto inevitabile e persino benefico della crescita, purché opportunamente gestito. Serianni ha ribadito che la maturità, con le sue prove, non deve essere ridotta a un semplice adempimento, poiché incarna un passaggio essenziale nell’assunzione di responsabilità e nella costruzione dell’identità adulta.
Questa riflessione conduce alla tesi centrale: lo stress non dev’essere evitato a ogni costo, ma riconosciuto e affrontato, proprio perché fa parte del percorso educativo ed esistenziale. Questo elaborato si prefigge di analizzare le ragioni contrapposte di studenti e docenti, indagare la funzione formativa dell’esame scritto, valorizzare lo stress come occasione di crescita e proporre strategie pratiche per la gestione dell’ansia, offrendo spunti per un confronto costruttivo sulla maturità di oggi.
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1. Il contesto attuale dell’esame di maturità
Evoluzione dell’esame nel periodo pandemico
La pandemia ha profondamente segnato la scuola italiana, imponendo una revisione dei tradizionali modelli di valutazione. Negli ultimi due anni, per motivi di sicurezza sanitaria e per la difficoltà nello svolgimento delle prove in presenza, il Ministero dell’Istruzione ha sostituito il classico esame articolato in prove scritte e orali con quello che è stato chiamato “maxi orale”. Se da un lato queste scelte hanno garantito la continuità didattica in un periodo emergenziale, dall’altro hanno alterato la percezione della maturità, riducendone il carattere selettivo e lasciando ai maturandi l’ombra di un’esperienza incompleta.Malcontento e richieste degli studenti
Occupando la ribalta, la voce degli studenti ha assunto toni di insoddisfazione crescente. Attraverso petizioni e mobilitazioni social, è emersa una domanda diffusa: abolire o alleggerire le prove scritte perché fonte di stress, considerate superflue, talvolta punitive. In diversi casi, è stato argomentato che gli anni di scuola superiore sono già costellati da verifiche e interrogazioni e che l’esame, così com’era concepito, rischiava soltanto di ripetere ciò che era già stato valutato nel percorso. Nel messaggio sottostante a queste istanze si coglie non solo un desiderio di equità e serenità, ma anche l’urgenza di trovare nell’esame un senso aggiornato al contesto odierno.La posizione delle istituzioni e degli esperti
Sul fronte opposto, il Ministero dell’Istruzione e parte della comunità scientifica hanno difeso la necessità di mantenere uno standard di rigore nella valutazione finale. Il Ministro Patrizio Bianchi ha ripetutamente sottolineato, anche in dialogo con accademici di rilievo, che la maturità deve restare un banco di prova serio e accessibile, oltre che sicuro. Serianni stesso, come già accennato, ha rimarcato l’importanza della componente scritta quale garanzia di una valutazione più articolata e completa, in particolare per la lingua italiana come elemento fondante dell’identità nazionale. Il confronto tra chi vorrebbe rendere la maturità un passaggio più snello e chi auspica il ritorno alla sua complessità originaria delinea una frattura che attraversa tutto il sistema scolastico.---
2. Lo stress come componente naturale dell’esperienza di maturità
Che cos’è lo stress scolastico?
Nell’ambito scolastico, lo stress nasce principalmente come risposta psicofisica a situazioni percepite come sfidanti o minacciose. Lo stress non è però un fenomeno univoco: può essere benefico (eustress), stimolando l’impegno, oppure distruttivo (distress), quando supera la capacità individuale di fronteggiamento. Alla vigilia dell’esame di maturità, molti studenti attraversano emozioni contrastanti: ansia per l’esito, paura di deludere le aspettative familiari e incertezza verso il futuro. Sono sensazioni connaturate a ogni tappa di passaggio, e conoscere questa dinamica aiuta a relativizzarla.Prospettive storiche e culturali: la maturità come rito di passaggio
La maturità non è solo un esame, ma un rito laico che scandisce il termine dell’adolescenza e l’ingresso simbolico nel mondo adulto. Nell’immaginario di generazioni passate, la maturità era vista come un evento fondativo, carico di apprensione ma anche di orgoglio. La testimonianza di chi ha sostenuto la maturità negli anni ’60 o ’70 racconta di notti insonni, di intere città che sembravano fermarsi per solidarietà agli studenti e di lettere che venivano custodite come ricordi di una sfida superata. Oggi, se è vero che i tempi cambiano, non si può negare che il valore simbolico dello stress, affrontato collettivamente, contribuisca a cementare la memoria e l’identità di una generazione.Competenze di vita acquisite grazie allo stress
Gestire lo stress significa anche imparare l’autodisciplina, la capacità di pianificare, la resilienza di fronte ai fallimenti. Attraversare l’ansia dell’attesa e delle prove non prepara soltanto agli esami, ma ai futuri colloqui di lavoro, agli imprevisti della vita universitaria, alle responsabilità dell’età adulta. È nella pratica ordinaria del confrontarsi con se stessi e con le aspettative che si impara a distinguere le emozioni, a incanalarle, a non lasciarsi sopraffare. Questa educazione emotiva, benché informale, rappresenta forse il lascito più solido tra i banchi di scuola.---
3. L’importanza delle prove scritte nella maturità
Funzione pedagogica e valutativa delle prove scritte
Le prove scritte non sono un puro rituale: esse servono a verificare competenze fondamentali difficilmente rilevabili in altro modo. Scrivere richiede di organizzare idee, argomentare, strutturare ragionamenti, utilizzare un lessico adeguato – abilità centrate sull’individualità e sulla capacità espressiva, che non sempre emergono nell’oralità, specie sotto pressione. La traccia di italiano, per esempio, è una palestra insostituibile per sviluppare consapevolezza linguistica, imparare ad argomentare e collegare tempi storici, testi e situazioni.Le seconde prove (matematica, lingua straniera, scienze) sanciscono il livello di competenza raggiunto nei vari indirizzi di studio; sono fondamentali per certificare che un diplomato abbia gli strumenti minimi per affrontare il prosieguo accademico o lavorativo.
I limiti dell’esame solo orale
Rinunciare alle prove scritte significa, in qualche misura, appiattire il significato della valutazione, espungendo elementi oggettivi e uniformi. L’orale, infatti, può risentire di valutazioni più soggettive, essere viziato dall’emotività del momento oppure dai rapporti personali. Lo scritto, al contrario, mette ogni studente di fronte alla pagina bianca, in solitudine, chiedendo concentrazione e distillando la vera capacità critica, indipendente dalle influenze esterne. Un esame solo orale rischia di essere percepito come un esame di “seconda categoria”, non in grado di garantire quella credibilità che la società e il mondo universitario continuano, giustamente, ad attribuirgli.Il valore simbolico e culturale della scrittura
Scrivere non è solo tecnica, ma anche introspezione. Sull’esempio di grandi scrittori italiani come Italo Calvino o Elsa Morante, la scrittura si rivela pratica di riflessione, autoanalisi, dialogo intimo con se stessi e con la tradizione. La maturità scritta invita ogni studente a esercitare questa dimensione, a misurare la propria maturità critica, mettendo in gioco non solo nozioni ma anche sensibilità, creatività e senso storico.---
4. Strategie per una gestione positiva dello stress da esame
Prepararsi in modo consapevole
Affrontare lo stress non significa subirlo passivamente, ma sviluppare tecniche di gestione e prevenzione. Un buon piano di studio, che alterni tempi di lavoro a pause e attività rilassanti, è fondamentale. Tecniche di rilassamento come la respirazione profonda, la mindfulness o la semplicemente attività fisica possono help ridurre l’ansia. Organizzare il materiale, simulare le prove, stabilire routine aiuta a rendere familiare l’esame, a ridurne la minaccia percepita.Il sostegno da parte di scuola, docenti e famiglia
Gli adulti di riferimento devono saper ascoltare senza giudicare e valorizzare le emozioni che gli studenti vivono. Le iniziative di ascolto, gli sportelli psicologici, i momenti di confronto facilitano la condivisione delle preoccupazioni e insegnano strategie di coping. I docenti possono proporre simulazioni, feedback costruttivi, piccoli obiettivi intermedi che rendano la meta finale meno vertiginosa. Riconoscere i miglioramenti, valorizzare l’impegno più che il risultato, costruire una rete di solidarietà autentica: sono ingredienti fondamentali.Promuovere una nuova narrazione dello stress
Occorre cambiare la percezione diffusa dello stress da “nemico” ineluttabile a occasione di crescita. Chi affronta e supera le difficoltà sviluppa una forza interiore che sarà patrimonio duraturo. Le storie di chi ha “fallito” la maturità per poi riscattarsi altrove, i racconti di chi ha saputo mettersi in gioco fino a scoprire nuove potenzialità testimoniano che lo stress affrontato insegna più della semplice gratificazione immediata. La resilienza può essere coltivata anche tra i banchi di scuola – ed è dal modo in cui affrontiamo la maturità che impareremo a sostenere il peso della vita adulta.---
Conclusioni
Riflettere sull’esame di maturità e sullo stress che esso inevitabilmente genera significa interrogarsi sul senso più profondo dell’educazione. L’esame non è un ostacolo fine a se stesso, ma un banco di prova che aiuta a consolidare conoscenze, a forgiare il carattere, a mettere a fuoco le proprie capacità e i propri limiti. Eliminare ogni difficoltà rischia di privare le nuove generazioni di un momento irrinunciabile di crescita.Al tempo stesso, occorre rendere la maturità uno strumento coerente con i tempi: rigoroso, certo, ma anche umano e attento alle fragilità. Il futuro dell’esame non può prescindere dalla ricerca di un equilibrio tra tradizione e innovazione, tra valutazione e inclusione. I protagonisti di questo percorso – studenti, insegnanti, famiglie, istituzioni – sono chiamati ad affrontare insieme questa sfida.
Non si tratta di fuggire dalle difficoltà, ma di imparare a gestirle, trasformandole in occasioni di crescita. Lo stress, se ben accompagnato e non lasciato degenerare, diventa compagno di viaggio nella conquista della maturità personale e collettiva. Il messaggio che vorrei consegnare ai maturandi è di avere fiducia nelle proprie risorse, di accettare la sfida e di farne tesoro: perché è proprio nelle prove più faticose che si cela, spesso, il seme del vero cambiamento.
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Appendici e approfondimenti
- Glossario: - *Eustress*: stress positivo, stimolante. - *Distress*: stress negativo, dannoso. - *Prova scritta*: elaborato che valuta la capacità di argomentare, sintetizzare, collegare conoscenze. - *Coping*: capacità di fronteggiamento dello stress.- Risorse utili: - Libri: “La scuola e la vita” di Norberto Bottani; “Il mestiere di studente” di Tullio De Mauro. - Siti di orientamento psicologico: www.sapienza.it, www.studenti.it. - Centri di ascolto: servizi di counseling scolastico disponibili nei principali licei italiani.
- Indicazioni bibliografiche: - De Mauro, T. “Storia linguistica dell’Italia unita” - Serianni, L. “Italiano. Il Manuale per difendersi dalle insidie della nostra lingua” - G. Lombardo Radice, “Insegnanti e allievi”
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