Terza prova Maturità 2018: si potevano includere argomenti del 3° e 4° anno?
Tipologia dell'esercizio: Analisi
Aggiunto: l'altro ieri alle 10:44
Riepilogo:
Scopri se la terza prova Maturità 2018 poteva includere argomenti del 3° e 4° anno e come prepararti al meglio per l’esame con chiarezza e precisione.
La terza prova della Maturità 2018: programmazione, limiti e aspettative degli studenti
L’esame di Stato, comunemente noto come "la Maturità", segna una tappa centrale nel percorso formativo degli studenti italiani. Simbolo di passaggio dalla vita scolastica a quella accademica o lavorativa, rappresenta sia un punto di arrivo sia un trampolino verso nuove sfide. Nell’ambito della Maturità, la terza prova scritta, introdotta negli anni Novanta, ha rivestito un ruolo particolare: mettere alla prova competenze pluridisciplinari, cioè la capacità di collegare conoscenze di varie materie. Nel 2018, in particolare, la terza prova è stata al centro del dibattito, suscitando ansie e dubbi tra studenti e docenti circa l’estensione degli argomenti da trattare: sarebbe stato lecito inserire temi affrontati anche nel terzo e quarto anno, o la prova doveva attenersi solo agli argomenti dell’ultimo anno scolastico?
Obiettivo di questo saggio è fornire un quadro chiaro delle regole che disciplinavano la terza prova nel 2018, analizzare le origini delle inquietudini tra gli alunni, offrire strategie per prepararsi al meglio e riflettere sul valore formativo di questa prova, proprio in vista del suo superamento e delle trasformazioni che la Maturità ha subìto negli ultimi anni.
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I. Il quadro normativo della terza prova della Maturità
La terza prova della Maturità era regolata da precise norme legislative, la cui conoscenza è fondamentale per affrontare con consapevolezza l’esame.1. Le norme fondamentali
La disciplina della terza prova scritta è stata definita dal Decreto Ministeriale n. 429 del 20 novembre 2000. Tale decreto stabiliva che l’obiettivo della terza prova fosse di verificare non soltanto il possesso di nozioni isolate, ma, soprattutto, la capacità dello studente di collegare discipline diverse, dimostrando comprensione e rielaborazione personale, qualità che si ricollegano al concetto di "sapere integrato" promosso anche da pensatori come Giovanni Gentile nella sua riforma dell’istruzione.2. Materie oggetto della terza prova
Secondo la normativa, la scelta degli argomenti doveva concentrarsi sulle materie studiate nell’ultimo anno di corso. Il Consiglio di Classe, organismo formatosi sulla base dell’esperienza diretta con gli studenti, aveva il compito di deliberare le discipline oggetto della prova, che normalmente erano tre o quattro, tra quelle non già protagoniste della prima e della seconda prova scritta.3. Limiti e controlli sul contenuto
Era essenziale che gli argomenti della terza prova fossero esplicitamente comunicati tramite la relazione finale del Consiglio di Classe, che ne indicava i contenuti affrontati durante l’anno. La trasparenza era garantita dal fatto che ogni programma dettagliato doveva essere firmato dagli studenti stessi, cosa che permetteva a tutti di avere consapevolezza dei limiti entro cui la commissione poteva muoversi. In questo modo, si evitavano arbitrii e sorprese, tutelando il diritto degli studenti ad affrontare una prova equa.4. Eccezioni e malintesi frequenti
Nonostante la chiarezza normativa, spesso si diffondevano tra studenti e talvolta anche tra i docenti stessi alcuni fraintendimenti. Capitava, ad esempio, che si temesse l’inclusione nella terza prova di argomenti affrontati negli anni precedenti, magari per via di richiami trasversali o di interpolazioni tra programmi di anni diversi. Tali timori, alimentati da voci di corridoio o da discussioni sui social, generavano confusione e ansia, portando molti a chiedersi se fosse necessario ripassare l’intero quinquennio scolastico quando, invece, la normativa restringeva chiaramente il campo al solo ultimo anno.---
II. Le paure e le reazioni emotive degli studenti
Alle soglie della Maturità 2018, si è visto come una semplice voce, se amplificata da discussioni online o da informazioni parziali, potesse generare un vero e proprio clima di panico tra i maturandi.1. Analisi del fenomeno del panico pre-esame
L’incertezza sulle modalità della terza prova si è spesso accompagnata a una vera e propria onda di ansia collettiva: bastava che un post su Facebook riprendesse il dubbio “ma chissà se ci possono chiedere anche argomenti di tre anni fa” per scatenare una serie di reazioni a catena. Il rischio di queste situazioni era quello di intaccare la serenità individuale, ridurre la fiducia nelle proprie capacità e persino compromettere la qualità della preparazione.2. La comunicazione docente-studente
In questo contesto, il dialogo tra docenti e studenti assumeva un’importanza cruciale. Dove l’informazione era trasparente e tempestiva, i timori venivano facilmente dissipati. Al contrario, in caso di ambiguità o di risposte evasive, l’incertezza proliferava. Un insegnante che si prende il tempo di spiegare con chiarezza cosa prevede la legge e condivide le informazioni ufficiali – magari organizzando degli incontri specifici su come funziona la terza prova – esercita un ruolo protettivo e tranquillizzante non solo nel merito ma anche dal punto di vista psicologico.3. Strategie individuali e collettive per gestire l’ansia
Per combattere lo stress pre-esame, si dimostrano efficaci alcune strategie semplici ma fondamentali: pianificare lo studio in anticipo con una tabella realistica dei tempi e delle materie; confrontarsi con i compagni per condividere dubbi e scambiarsi suggerimenti; chiedere chiarimenti ai propri insegnanti senza paura di sembrare impreparati. Molti studenti hanno trovato sollievo anche in tecniche di rilassamento come la meditazione consapevole o brevi passeggiate regolari.4. Consapevolezza delle regole per ridurre l’angoscia
Infine, la conoscenza dettagliata della normativa rappresenta di per sé un antidoto potente contro l’angoscia: sapere che la terza prova riguarda solo il programma dell’ultimo anno consente di prepararsi con metodo e senza inutili paure, canalizzando le energie solo su ciò che realmente verrà richiesto.---
III. La strutturazione e la preparazione della terza prova
1. Organizzazione pratica della prova scritta pluridisciplinare
La terza prova, a differenza delle prime due (rispettivamente di italiano e della materia d’indirizzo), si caratterizzava per la sua natura “pluridisciplinare”: potevano essere coinvolte, su indicazione del Consiglio di Classe, tra le tre e le cinque materie, con domande strutturate secondo tipologie diverse – quesiti aperti, risposte brevi, esercizi, analisi di documenti o interpretazione di dati.2. Tematiche e argomenti da studiare
Nonostante la normativa limitasse la prova agli argomenti dell’ultimo anno, rimaneva comune tra studenti l’abitudine di rileggere sintesi degli anni precedenti, per rafforzare la capacità di collegamento e di contestualizzazione, abilità spesso premiata dalla commissione. Tuttavia era buona prassi concentrare il grosso dello studio su quanto effettivamente trattato nell’ultimo anno, senza farsi prendere dal panico di dover ripassare tutto il quinquennio.3. Ruolo del docente nella preparazione degli studenti
Un docente attento poteva aiutare gli studenti a focalizzare le energie, indicando in modo sistematico quali argomenti fossero fondamentali (ad esempio stabilendo degli elenchi condivisi o proponendo esercitazioni su tematiche emerse durante l’anno). Spesso venivano organizzate simulazioni in classe, costruite su struttura e criteri simili a quelli dell’esame, in modo da familiarizzare gli studenti con i quesiti pluridisciplinari.4. Utilizzo delle simulazioni e delle prove degli anni passati
L’esercitazione sulle prove degli anni precedenti rappresentava uno strumento prezioso: permetteva di capire la varietà delle domande, identificare gli argomenti frequentemente ricorrenti e imparare a gestire il tempo a disposizione. In molti istituti, insegnanti e studenti si riunivano nei pomeriggi per risolvere insieme esempi concreti, un’abitudine che ha contribuito a creare una forma di solidarietà tipica delle scuole italiane, ricordata da tanti anche molti anni dopo.---
IV. Il valore formativo della terza prova e la sua funzione integrata
1. La pluridisciplinarità come capitale di conoscenze
Importante sottolineare come la terza prova non avesse scopo puramente nozionistico, ma volesse premiare chi fosse capace di collegare discipline diverse. Una capacità valorizzata anche dalla letteratura italiana: è il caso, ad esempio, dell’approccio enciclopedico di Umberto Eco, che nei suoi scritti suggerisce quanto sia fondamentale “saper costruire ponti” tra competenze disparate.2. Competenze richieste
Per ben riuscire nella terza prova, non bastava ripetere a memoria. Serviva invece strutturare risposte argomentate, con riferimenti e collegamenti, mostrando spirito critico e autonomia di pensiero, doti che venivano valutate attentamente dalla commissione.3. Preparazione all’università e al mondo del lavoro
Le competenze testate dalla terza prova, oltre a servire nella scuola, si rivelavano preziose anche negli studi successivi o in ambito lavorativo: la capacità di sintesi, il ragionamento trasversale e la gestione di informazioni complesse sono qualità essenziali anche all’università, dove spesso ci si trova davanti a esami orali o scritti analoghi, e nella quotidianità professionale, in cui saper interconnettere dati e argomenti è fondamentale.4. La terza prova nell’evoluzione della Maturità
Va ricordato che il 2018 segnava l’ultimo anno della terza prova nella sua forma tradizionale. La riforma successiva, infatti, ne ha sancito l’eliminazione, spingendo verso altri modelli di verifica. Questo cambiamento ha lasciato un segno, accentuando la percezione della terza prova come uno degli ultimi esempi di valutazione complessiva e olistica della preparazione liceale, e invitando a riflettere sui pregi e i limiti di tale impostazione.---
V. Consigli pratici per gli studenti che affrontano la terza prova
1. Approccio allo studio
Il consiglio fondamentale è attenersi sempre alle indicazioni ufficiali: consultare e tenere a portata di mano il programma consegnato dal Consiglio di Classe, con particolare attenzione ai passaggi effettuati durante l’ultima parte dell’anno scolastico.2. Organizzazione del tempo
È essenziale pianificare lo studio, distribuendo in modo ragionato gli argomenti da ripassare tra le diverse materie, sempre dando precedenza alle discipline effettivamente incluse nella terza prova.3. Gestione dell’ansia
Prima e durante la prova, può essere molto utile praticare tecniche basilari di rilassamento: pause regolari, una respirazione lenta e profonda, alimentazione equilibrata e, soprattutto, evitare le “maratone notturne” della vigilia, che più spesso aumentano stanchezza e confusione.4. Come affrontare domande inaspettate o interdisciplinari
Nel caso di quesiti sorprendenti oppure non conosciuti nel dettaglio, si suggerisce di ragionare ad alta voce, collegando con logica l’argomento alle conoscenze acquisite, senza arrendersi subito: spesso, ragionando, emergono legami utili a costruire risposte sufficienti.5. Importanza del confronto
Infine, il confronto costante con insegnanti e compagni rappresenta una risorsa fondamentale: isolarsi non porta mai ad alcun vantaggio, mentre la condivisione di pensieri spesso aiuta a chiarire dubbi e rafforzare la preparazione.---
Conclusione
In definitiva, la normativa sulla terza prova della Maturità 2018 era chiara: il programma da cui attingere gli argomenti era quello dell’ultimo anno di corso, salvo casi eccezionali di tematiche trasversali. La chiarezza delle regole, unita a una preparazione razionale e al confronto costante con docenti e compagni, costituivano strategie vincenti per superare la prova con serenità.Ma la terza prova è stata, in fondo, molto più di una semplice verifica: è stata un momento di crescita personale e culturale, un esempio concreto di come la scuola italiana sappia essere palestra per lo sviluppo di competenze trasversali, da usare anche nella vita adulta. L’esperienza del 2018 ci insegna infine l’importanza di saper affrontare il cambiamento e di adattarci – consapevoli che le prove della maturità sono anche, e soprattutto, occasioni per diventare cittadini responsabili, capaci di pensare criticamente e di orientarsi nel mondo complesso che ci attende.
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