Saggio

Maturità 2020: rischi e incertezze sulle 'buste' dell'esame

Tipologia dell'esercizio: Saggio

Riepilogo:

Scopri rischi e incertezze sulle buste dell’esame di maturità 2020 e come prepararti al meglio per affrontare questa prova cruciale. 🎓

Introduzione

L’esame di maturità rappresenta da sempre una delle tappe più significative, se non la più emblematica, del percorso scolastico italiano. Si tratta del primo grande esame pubblico, della “frontiera” che separa la vita liceale dal mondo dell’università o dal lavoro, e che per molti ha anche un significato simbolico: coincide spesso con il raggiungimento della maggiore età, delle prime scelte autonome, del salto verso la propria identità adulta. In questo contesto, il 2020 si è presentato come un anno profondamente anomalo e carico di incertezza. Alle normali emozioni che accompagnano questo periodo, si sono aggiunti timori e dubbi legati a cambiamenti normativi, modalità d’esame nuove e poco rodate, e perfino a uno scenario sociale turbato dagli eventi esterni. Senza addentrarci troppo sulle cause di questa situazione, ciò che importa davvero per gli studenti italiani è che la maturità 2020 avrebbe potuto segnare una profonda cesura con il passato, soprattutto nella conduzione del colloquio orale e nell’utilizzo delle famose “buste”.

In questo saggio, intendo analizzare in modo approfondito le principali novità e incertezze emerse a ridosso della maturità 2020, focalizzando l’attenzione sulle modalità di selezione degli argomenti dell’orale, cioè il discusso sistema delle buste. Dopo aver delineato il quadro organizzativo e normativo, rifletterò su quale sia il destino di tale metodo e sulle possibili ripercussioni didattiche, emozionali e di valutazione che queste modifiche potrebbero indurre su studenti e docenti. Chiuderò con consigli pratici sulla preparazione e una riflessione di carattere più generale sul valore formativo della maturità, anche in tempi incerti.

I. Il quadro normativo e organizzativo della Maturità 2020

1. Le date ufficiali e le nuove prove

Tradizionalmente suddiviso in più “prove” scritte e in un colloquio orale, l’esame di Stato italiano ha subito negli ultimi anni una vera metamorfosi, culminata nelle riforme avviate inizialmente dall’ex Ministro Bussetti e poi ritoccate sotto la direzione del Ministro Fioramonti. Per la sessione del 2020, le date erano fissate: il 17 giugno la prima prova di italiano, seguita il giorno dopo dalla seconda prova, multidisciplinare, che coinvolgeva due materie caratterizzanti per ogni percorso. Questa seconda prova, rispetto al passato in cui spesso si trattava di un solo compito per materia, metteva in luce la crescente attenzione del Ministero alla capacità degli studenti di integrare conoscenze diverse, utile per affrontare le sfide di una società complessa.

2. Il vento delle riforme

Il Ministero dell’Istruzione, negli ultimi anni, ha cercato di rendere la maturità non solo più attuale, ma anche più equa e aderente a un’idea di scuola che superasse il semplice nozionismo. L’eliminazione della tesina, sostituita dal sistema delle buste per avviare il colloquio con argomenti sorteggiati, e l’accento sull’Invalsi come elemento di valutazione a parte, sono solo alcune delle modifiche. Tuttavia, questa volontà innovatrice ha avuto come conseguenza un diffuso senso di instabilità: regole che mutano in corsa, annate di prova, e docenti spesso costretti a riorganizzare la didattica. L’a.s. 2020 si presentava dunque come un banco di prova delicatissimo.

3. Dichiarazioni ministeriali e “attesa” normativa

Il clima generale alla vigilia della maturità 2020 era segnato da continui annunci e smentite sui dettagli operativi: si farà la seconda prova? Come saranno valutati i crediti? Le buste verranno mantenute o sostituite da un ritorno a una presentazione più libera? L’Invalsi sarà davvero requisito obbligatorio? Queste domande, rimaste spesso senza risposta definitiva fino all’ultimo momento, hanno contribuito a creare un clima di incertezza che nella scuola italiana raramente si era visto in modo tanto acuto. Questa attesa quasi kafkiana, dove tutto poteva cambiare fino all’ultimo decreto, ha influenzato profondamente il modo in cui studenti, insegnanti e famiglie hanno vissuto la preparazione all’esame.

II. La struttura del colloquio orale: elementi confermati e possibili modifiche

1. Le buste: tradizione recente e significato pedagogico

Il sistema delle “buste” fu introdotto per avviare il colloquio orale non da temi prestabiliti dall’alunno (come nella tesina), ma da uno spunto sorteggiato casualmente. Ogni busta conteneva un argomento, un documento, un’immagine o un problema, e lo studente aveva il compito di costruire collegamenti argomentativi tra le diverse materie, dimostrando di saper ragionare in modo trasversale. Questa modalità, pur contestata da chi la trovava un azzardo troppo legato alla fortuna, aveva però il pregio di valutare non solo la preparazione, ma anche la capacità di organizzare e argomentare il sapere.

2. Destino incerto delle buste nella maturità 2020

Con l’arrivo dell’a.s. 2020, le voci su una possibile eliminazione o modifica del sistema delle buste sono circolate insistentemente. Le ragioni citate erano varie: volontà di semplificazione, esigenza di ridurre l’ansia legata all’elemento casuale, ma anche la necessità di gestire eventuali problemi organizzativi emersi negli anni precedenti – si pensi, ad esempio, a casi di buste mal formulate o troppo sbilanciate in una materia. Alcuni dirigenti scolastici, fiutando in anticipo il cambio di rotta, avevano già cominciato a preparare i propri candidati a un colloquio più simile a quello pre-2019, magari con una presentazione personale ampia, più vicina alla vecchia tesina. Tuttavia, la mancanza di certezze definitive ha continuato a pesare sia sulla preparazione individuale che su quella organizzata dalle scuole.

3. Ripercussioni sulla preparazione e l’ansia

Senza la sicurezza della struttura delle buste, molti studenti hanno vissuto con particolare apprensione la necessità di prepararsi “per tutto”, più che mai trasversalmente. Da un lato, questo ha sollecitato uno studio interdisciplinare autentico e una capacità di sintesi che spesso manca nei programmi curricolari; dall’altro, l’ansia dell’imprevisto è risultata difficile da gestire, con il rischio di sentirsi inadeguati o di non sapere dove concentrare gli sforzi. Se, infatti, la tesina permetteva di approfondire un argomento caro, e le buste obbligavano a pensare su più fronti, la mancanza di indicazioni chiare ha spostato il baricentro della preparazione su competenze di flessibilità e improvvisazione.

III. Le modalità di valutazione: come cambiano voti e crediti nella maturità 2020

1. Il sistema attuale dei punteggi

Ancora oggi, la maturità si compone di una partitura articolata di crediti – guadagnati fin dal terz’ultimo anno – e voti assegnati alle varie prove: sia quelli delle prove scritte (italiano e multidisciplinare), sia quello dell’orale. Il punteggio massimo è 100 con lode, con una quota sempre maggiore riservata ai crediti del percorso scolastico, proprio per valorizzare la continuità dell’impegno.

2. Novità e criticità dell’anno 2020

Con le incertezze legate alla struttura delle prove e del colloquio, ci si è interrogati se il sistema di valutazione fosse davvero adeguato a riflettere le competenze dei candidati. L’eliminazione delle buste, ad esempio, avrebbe potuto rendere il dialogo d’esame più libero, ma anche meno ancorato a una griglia oggettiva di valutazione. Al contempo, la centralità dei crediti rischiava di penalizzare chi, pur avendo fatto progressi importanti nell’ultimo anno, si trovava a corto di punti a causa delle carenze passate. Questo ha rilanciato il dibattito tradizionale sull’equità della maturità, già tema caro a pedagogisti come Don Milani, che vedevano nella scuola un motore di giustizia sociale e non di selezione.

3. La centralità del voto per il futuro degli studenti

Non va dimenticato, infine, che il punteggio di maturità è spesso requisito fondamentale per l’accesso all’università o a concorsi. Il suo valore, dunque, non si esaurisce nella pura auto-soddisfazione, ma rappresenta un vero lasciapassare per il futuro. Proprio per questo, ogni modifica alle modalità di valutazione si riflette a cascata su tutta la filiera universitaria e lavorativa, rendendo ancora più sensibili le scelte attuate dal Ministero.

IV. Preparazione e strategie per affrontare la maturità 2020 in un contesto di incertezza

1. Consigli pratici per le prove scritte

Nonostante la mutevolezza delle regole, un dato è certo: la preparazione alla prima prova resta fondamentale. Gli studenti più avveduti hanno rivisto tracce d’autore, analizzato i temi storici e di attualità frequentemente proposti. Per la seconda prova, l’insistenza sulla multidisciplinarietà ha suggerito una revisione incrociata dei contenuti, allenandosi a collegare concetti apparentemente distanti (Latino e Greco per il classico, Matematica e Fisica per lo scientifico, ecc.).

2. Affrontare l’orale senza certezze

La chiave per il colloquio, in assenza di certezze sulle buste, è allenarsi a ragionare. Prendere spunto da personaggi come Leonardo Sciascia, che nei suoi romanzi intrecciava letteratura, filosofia e politica, può aiutare a costruire percorsi interdisciplinari autonomi. Simulare orali con compagni e docenti, chiedendo feedback sui collegamenti tra le materie, è una strategia sempre vincente. Per l’ansia, vi sono tecniche di rilassamento e autocontrollo testate anche in ambito sportivo: dal respiro profondo alla visualizzazione positiva.

3. Il sostegno della scuola e degli insegnanti

Mai come quest’anno il ruolo del docente “tutor” è stato fondamentale: la capacità di ascoltare dubbi, offrire materiali integrativi (dall’uso di piattaforme digitali ai webinar paralleli), guidare senza creare ulteriori paure, si è dimostrata elemento cardine. In molte scuole, sono stati attivati sportelli online, gruppi Whatsapp e aule virtuali per fornire supporto continuo, creando piccole comunità solidali anche in assenza di orientamenti ministeriali definitivi.

Conclusione

La maturità 2020 si configura come una delle più complesse e incerte degli ultimi tempi, non solo a causa di regolamenti in evoluzione, ma anche per la discussione mai sopita sulla funzione delle buste e sulla reale equità del sistema. Queste incognite, tuttavia, rappresentano, se correttamente affrontate, anche un’opportunità di crescita: imparare a gestire imprevisti, flessibilità, capacità di collegamento e resistenza allo stress sono competenze chiave per la vita adulta. In un’Italia che cambia, la maturità resiste come rito di passaggio e banco di prova del valore della scuola pubblica: la sfida è superare i tecnicismi per restituirle il significato autentico di crescita, coscienza critica e responsabilità. La speranza è che, nonostante tutto, ogni studente possa uscirne più forte e consapevole, pronto a “varcare quella porta” che, per dirla con Umberto Saba, conduce all’infinito della propria esistenza.

Appendice – Risorse utili per gli studenti

- [Ministero dell’Istruzione: sezione Esami di Stato](https://www.miur.gov.it/esame-di-stato) - Piattaforme didattiche come Treccani Scuola, Skuola.net, Zanichelli online - Webinar ed esercitazioni organizzati dalle scuole superiori e dalle associazioni studentesche - Consigli di lettura interdisciplinare: da Italo Calvino (“Lezioni americane”) per la flessibilità, a Primo Levi (“Il sistema periodico”) per l’interdisciplinarità - Sportelli psicologici e di orientamento attivati da molte scuole e ASL

Affrontare la maturità, buste o non buste, resta un viaggio complesso ma profondamente formativo: il modo in cui ogni studente deciderà di attraversarlo farà la vera differenza, per la maturità e per la vita.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quali sono stati i rischi della maturità 2020 sulle buste dell'esame?

La maturità 2020 ha visto incertezze sulle buste dell'esame, generando dubbi tra studenti e docenti riguardo alle modalità di selezione degli argomenti orali.

In cosa consisteva il sistema delle buste dell'esame di maturità 2020?

Il sistema delle buste prevedeva l'estrazione casuale di argomenti per aprire il colloquio orale, sostituendo la tradizionale tesina e garantendo maggiore imprevedibilità.

Quali incertezze normative hanno caratterizzato la maturità 2020 sulle buste?

La normativa è cambiata più volte e fino all'ultimo non era chiaro se le buste sarebbero state mantenute o eliminate, aumentando l'ansia tra gli studenti.

Come sono cambiate le prove della maturità 2020 rispetto al passato?

Nel 2020 la seconda prova è diventata multidisciplinare e la tesina è stata eliminata in favore delle buste, segnando una svolta rispetto al passato.

Quali sono state le principali ripercussioni emotive delle incertezze sulle buste dell'esame di maturità 2020?

Le incertezze sulle buste hanno generato forte stress e apprensione sia tra studenti sia tra docenti, complicando la preparazione all'orale.

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