Differenza e significato di disabilità, menomazione e handicap
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 24.01.2026 alle 12:52
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 23.01.2026 alle 11:38
Riepilogo:
Scopri la differenza tra disabilità, menomazione e handicap per comprendere meglio i loro significati e promuovere un’educazione inclusiva 📚
La tematica della disabilità, in particolare la distinzione tra disabilità, menomazione e handicap, è un argomento di crescente interesse sia in ambito accademico che sociale. Comprendere queste differenze è essenziale non solo per promuovere un'inclusione autentica, ma anche per sviluppare politiche e strategie efficaci che favoriscano il benessere e l'autonomia delle persone con bisogni speciali. Nel corso degli anni, numerose organizzazioni e individui hanno contribuito a chiarire queste distinzioni, apportando modifiche significative nelle percezioni sociali e nei quadri normativi. Una figura cruciale in questo contesto è stata l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la quale, attraverso la sua Classificazione Internazionale delle Menomazioni, Disabilità e Handicap (ICIDH), ha fornito una distinzione precisa e funzionale tra questi termini.
Menomazione
Secondo l’ICIDH pubblicata dall’OMS nel 198, la menomazione rappresenta qualsiasi perdita o anormalità a carico di una struttura o una funzione psicologica, fisiologica o anatomica. Si tratta, dunque, di una condizione di natura puramente oggettiva, e può derivare da cause congenite o acquisite, croniche o temporanee. Questa definizione riflette una dimensione strettamente biomedica della condizione. Per esempio, una lesione spinale che comporta una paralisi è una chiara menomazione fisica. Di un altro tipo è la menomazione psicologica, come può essere una sindrome depressiva grave o una schizofrenia. La diagnosi di menomazione, quindi, si basa su parametri medici o scientifici che ne certificano la presenza e la natura.Disabilità
La disabilità deriva dalla menomazione e rappresenta la riduzione della capacità di una persona di svolgere una determinata attività ritenuta normale rispetto all’età e allo sviluppo fisico e mentale. Questo concetto apporta una dimensione funzionale alla definizione di menomazione, poiché si concentra sulle attività pratiche della vita quotidiana. La disabilità può manifestarsi in varie forme: motoria, sensoriale, intellettiva o addirittura mista. Ad esempio, una persona che, a seguito di una menomazione relativa ad una malattia neurodegenerativa, non è in grado di spostarsi autonomamente, è considerata una persona con disabilità. Importante sottolineare che il concetto di disabilità non dipende esclusivamente dalla condizione interna della persona, ma anche dall’interazione con l’ambiente circostante e con le aspettative sociali.Handicap
L’handicap costituisce il livello sociale della menomazione e della disabilità. È la risultante delle barriere fisiche, ambientali e attitudinali che limitano la partecipazione di una persona con disabilità alla vita sociale, economica e culturale nel modo considerato normale per chi non presenta tali limitazioni. In altre parole, l’handicap si sviluppa dalla mancata inclusione o adattamento da parte della società rispetto alle esigenze delle persone con disabilità. Un esempio classico è rappresentato da una persona su sedia a rotelle che trova difficoltà a frequentare luoghi pubblici non adeguatamente accessibili; in questo caso, il vero limite non deriva direttamente dalla sua condizione fisica, ma dalle strutture inadeguate dell’ambiente circostante.Basi Teoriche e Sviluppi Concettuali
Nel contesto italiano, le distinzioni tra menomazione, disabilità e handicap sono state recepite e approfondite attraverso una vasta letteratura e numerosi interventi legislativi. L'approccio biomedico è stato progressivamente superato da una visione più olistica e sociale della disabilità. Infatti, la legge 104 del 5 febbraio 1992, recante "Legge-quadro per l'assistenza, l'integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate", a sua volta richiama questi concetti e offre un quadro normativo finalizzato a garantire l’inclusione e la pari dignità delle persone con disabilità. Questa legge ha sancito il diritto all’inclusione sociale, lavorativa e scolastica delle persone con disabilità, promuovendo misure che vanno ben oltre la semplice assistenza, focalizzandosi sul miglioramento della qualità della vita e la rimozione delle barriere sociali ed ambientali.Un altro passo avanti significativo nella comprensione e nell'inclusione delle persone con disabilità può essere visto nella promulgazione della Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti delle Persone con Disabilità del 2006, ratificata dall'Italia nel 2009. Questo documento incoraggia il passaggio da una visione assistenzialista ad un modello basato sui diritti umani e sull’autonomia personale.
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