I rapporti giuridici di diritto pubblico: diritto soggettivo e interesse legittimo. Discrezionalità, legittimità e merito nell'esercizio dell'azione amministrativa. L'attività vincolata della pubblica amministrazione
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 23.01.2026 alle 18:32
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 17.01.2026 alle 12:24
Riepilogo:
Scopri i rapporti giuridici di diritto pubblico: diritto soggettivo, interesse legittimo, discrezionalità, legittimità, merito e attività vincolata della PA.
Nella complessa architettura giuridica del diritto pubblico, i rapporti giuridici rivestono un ruolo cruciale, in particolare attraverso le figure del diritto soggettivo e dell'interesse legittimo. Questi due concetti costituiscono infatti i pilastri sui quali si sviluppano le dinamiche tra i cittadini e la Pubblica Amministrazione (PA). Il diritto soggettivo si configura come una posizione giuridica piena e tutelabile, conferendo al titolare una pretesa giuridicamente protetta. Esso consente al privato di rivendicare un bene della vita, senza possibilità di sacrificio o compressione da parte della PA, se non nei limiti di legge.
L'interesse legittimo, d'altra parte, rappresenta una posizione più attenuata rispetto al diritto soggettivo. È caratterizzato da una correlazione diretta tra la legittimazione del cittadino e il potere della Pubblica Amministrazione di intervenire in un determinato settore. In tal caso, il soggetto non rivendica un bene della vita, ma l’interesse al corretto esercizio dell’azione amministrativa, ovvero che l'amministrazione stessa rispetti i principi di legalità e buon andamento previsti dalla Costituzione italiana.
Uno degli elementi centrali nello svolgimento dell’azione amministrativa è la discrezionalità. Questa si riferisce alla libertà di cui dispone l’amministrazione nell'esercizio delle proprie funzioni, entro i confini stabiliti dalla legge. La discrezionalità si esplica non solo nella scelta tra più opzioni legittime, ma anche nella valutazione del merito delle decisioni da adottare. Tuttavia, essa deve essere esercitata sempre nel rispetto dei principi di ragionevolezza, proporzionalità e imparzialità, per evitare arbitri o favoritismi.
La legittimità riguarda invece la conformità degli atti amministrativi alle norme giuridiche. Un atto è legittimo quando è adottato nell'osservanza delle procedure e dei principi previsti dalla legge, come la competenza, la forma e la motivazione. Nell’ambito dell’azione amministrativa, il sindacato di legittimità da parte del giudice amministrativo rappresenta uno strumento fondamentale per garantire che l’esercizio della discrezionalità non sfoci in abusi o eccessi di potere.
Il merito, infine, concerne la valutazione dell’opportunità e della convenienza dell’atto amministrativo. Sebbene il sindacato di legittimità spetti ai tribunali amministrativi, il giudizio di merito è solitamente riservato all’autorità amministrativa, salvo specifiche ipotesi in cui il legislatore estenda al giudice anche tale tipo di controllo. Negli ultimi anni, tuttavia, vi è stata un'evoluzione in cui il confine tra legittimità e merito si è fatto meno netto, grazie a un’attività interpretativa volta a tutelare più efficacemente i diritti dei cittadini.
Passando all'attività vincolata della Pubblica Amministrazione, essa si distingue per la totale assenza di discrezionalità decisionale. In questo ambito, l’amministrazione è tenuta a seguire in maniera rigida le disposizioni legislative, non avendo margini di scelta nel procedimento decisionale. Le decisioni sono quindi predefinite dalla norma e il giudice non può che verificare la corretta applicazione della stessa.
Un esempio emblematico di attività vincolata si trova nell’ambito delle concessioni edilizie, dove le amministrazioni devono attenersi ai piani regolatori e alle normative tecniche, senza possibilità di deroghe discrezionali. Un altro caso riguarda la determinazione delle sanzioni amministrative nei casi in cui le leggi stabiliscono importi fissi, senza indicare un range di modulabilità per l'amministrazione.
In sintesi, i rapporti giuridici di diritto pubblico sono caratterizzati da una continua interazione tra diritti soggettivi e interessi legittimi, mediata dall’esercizio dell'azione amministrativa. La discrezionalità rappresenta un elemento vitale per garantire la flessibilità necessaria nell’adozione delle decisioni pubbliche, ma deve essere bilanciata dal rispetto della legittimità e dalla verifica della correttezza delle scelte, in modo da tutelare le aspettative e i diritti dei cittadini. L’attività vincolata si pone come un contraltare che assicura la certezza del diritto quando la legge lo richiede, imponendo all’amministrazione l’esecuzione di obblighi puntuali e predeterminati.
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