Tema

Monologo in prima persona sulla storia di Arianna, una ragazza di 19 anni vittima di revenge porn

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 12.01.2026 alle 13:44

Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Scopri il monologo in prima persona di Arianna, 19enne vittima di revenge porn: riflessioni, impatto emotivo, tutela della privacy e strumenti di denuncia

Mi chiamo Arianna, ho 19 anni e questa è la mia storia. Una storia che non avrei mai voluto raccontare, una storia che mai avrei voluto vivere. Tutto è iniziato con un atto di fiducia, con la speranza che la mia fiducia sarebbe stata rispettata e protetta. Ma mi sbagliavo. Quello che è accaduto mi ha cambiato profondamente e ora, di fronte a voi, cerco di trovare le parole per condividere il mio vissuto.

Sono cresciuta in una famiglia che mi ha insegnato il valore del rispetto, della fiducia e dell’amore. Sono valori che ho portato con me durante tutta la mia adolescenza. Come tutte le ragazze della mia età, desideravo una vita normale: scuola, amici, sogni. Sognavo di diventare una giornalista, di viaggiare per il mondo, di scoprire nuove culture e raccontare storie. Credevo che con impegno e dedizione avrei potuto realizzare i miei sogni, e credevo che la mia vita sarebbe stata come quella delle altre ragazze che conoscevo.

Poi, ho conosciuto Marco. All’inizio era come vivere in una favola: mi faceva sentire speciale, amata e desiderata. Pensavo che fosse la persona giusta, che avremmo costruito qualcosa di bello insieme. Ma col tempo, la nostra relazione ha iniziato a cambiare. Marco è diventato sempre più possessivo, geloso e manipolatore. Ha iniziato a controllare ogni mio movimento, ogni mia parola. Eppure, ero talmente innamorata che non riuscivo a vedere il pericolo che mi stava avanti.

Un giorno, Marco ha insistito perché facessimo dei video intimi insieme. Ero riluttante, ma lui mi ha convinta, giurandomi amore eterno e assicurandomi che nessuno mai li avrebbe visti. Sono stata ingenua. Non avrei mai immaginato che la persona a cui avevo dato tutto avrebbe preso quei momenti di intimità e li avrebbe trasformati in un’arma contro di me.

Quando la nostra relazione è finita, Marco ha iniziato a minacciarmi. Era arrabbiato, mi accusava di tutto e di più e voleva vendetta. Un giorno, quegli stessi video che avevamo girato insieme sono comparsi online. All’inizio non riuscivo a crederci. Ero certa che si trattasse di uno scherzo o di un errore. Ma era tutto amaro e tragica realtà. Marco aveva diffuso quei video, togliendomi la dignità, il rispetto e la privacy.

Ricordo ancora il terrore che ho provato la prima volta che un amico mi chiamò per dirmi di quei video. All’inizio ho pensato di negare, di nascondermi. Ma non puoi nasconderti dal mondo. Ogni volta che uscivo di casa, sentivo gli sguardi giudicanti su di me. Sentivo i sussurri, i mormorii. Piangevo ore nel mio letto, sopraffatta dalla vergogna e dal senso di impotenza.

I giorni successivi sono stati un incubo. Non avevo il coraggio di guardare mia madre in faccia; sentivo di averla delusa. Non volevo più uscire di casa, né andare a scuola. Ogni messaggio, ogni notifica sul mio telefono era una pugnalata al cuore. Non sapevo cosa fare, a chi rivolgermi. Sentivo di essere sola contro il mondo.

Ma non lo ero. Anche se ci è voluto del tempo per capirlo, la mia famiglia c’era per me, pronta a sostenermi. Con il loro aiuto, ho trovato il coraggio di denunciare Marco. Sono passata attraverso processi dolorosi, interrogatori e tribunali. Ho visto la mia storia esposta ancora una volta, come una ferita che non vuole guarire. Ma ho lottato, e continuo a lottare.

Oggi, la mia vita non è più la stessa. Il dolore non se ne andrà mai completamente, ma sto imparando a convivere con lui. Ogni giorno è una battaglia, ma il mio desiderio di vivere, di riprendermi la mia felicità, è più forte che mai. Non lascerò che la paura definisca chi sono. Voglio che la mia voce sia ascoltata, voglio che la mia storia serva da esempio per tutte quelle ragazze e quei ragazzi che si trovano nella mia stessa situazione.

Noi non siamo colpevoli. Non siamo noi a doverci vergognare. Le nostre vite, i nostri sogni, le nostre speranze valgono più di ogni atto meschino, più di ogni vendetta. Ed è per questo che continuerò a lottare, per me stessa, e per tutte quelle voci che ancora non hanno avuto il coraggio di parlare.

Sono Arianna, ho 19 anni e questa è la mia storia.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Qual è il riassunto del monologo in prima persona sulla storia di Arianna?

Il monologo racconta la storia di Arianna, ragazza di 19 anni vittima di revenge porn, la sua sofferenza e il percorso di denuncia e rinascita dopo il tradimento di fiducia subito.

Cosa significa revenge porn nel monologo sulla storia di Arianna?

Il revenge porn è la diffusione di materiale intimo senza consenso, usato come vendetta da Marco contro Arianna dopo la fine della loro relazione.

Quali sono i principali messaggi del monologo sulla storia di Arianna?

Il monologo trasmette l'importanza della fiducia, delle conseguenze dell'abuso digitale e del coraggio di chiedere aiuto e denunciare dopo aver subito revenge porn.

Come reagisce Arianna alla situazione di revenge porn descritta nel monologo?

Arianna inizialmente soffre e si isola, ma con il sostegno della famiglia trova la forza di denunciare Marco e inizia un percorso di recupero e consapevolezza.

In cosa si differenzia la storia di Arianna da altre vittime di revenge porn?

La storia di Arianna si distingue perché è narrata in prima persona, offrendo una prospettiva intima sulla sofferenza vissuta e sulla difficile strada verso la resilienza e la giustizia.

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