Il principio di sussidiarietà verticale e orizzontale: dall’articolo 118 della Costituzione all’applicazione concreta negli enti locali con riferimenti normativi e articoli rilevanti dei decreti legislativi
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Tipologia dell'esercizio: Saggio breve
Aggiunto: ieri alle 14:02
Riepilogo:
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Il principio di sussidiarietà, nelle sue dimensioni verticale e orizzontale, rappresenta uno dei cardini del sistema amministrativo italiano, radicato nell’articolo 118 della Costituzione. Il suo obiettivo principale è quello di promuovere un sistema di governo che sia tanto efficiente quanto vicino ai cittadini, valorizzando la collaborazione tra i vari livelli di amministrazione pubblica e la società civile. Questo saggio esaminerà il significato e l’importanza di tale principio, insieme alle sue applicazioni concrete negli enti locali.
Sussidiarietà verticale e orizzontale: definizioni e quadro normativo
Il principio di sussidiarietà verticale si basa sull'idea che le funzioni amministrative debbano essere gestite a livello centrale solo se non possono essere efficacemente amministrate a livelli inferiori. Esso cerca di decentralizzare il potere decisionale, privilegiando l'azione degli enti locali laddove possibile. Al contrario, la sussidiarietà orizzontale mira a consolidare la partecipazione dei cittadini e delle formazioni sociali nell'esercizio delle funzioni amministrative, incentivando un'economia basata sulla collaborazione e sulla solidarietà.
L’articolo 118 stabilisce che "le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l’esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza." Questa disposizione rappresenta un caposaldo della decentralizzazione amministrativa introdotta dalla riforma del Titolo V della Costituzione nel 2001, la quale ha segnato una svolta significativa rispetto al modello centralizzato precedente.
Applicazione concreta nell’amministrazione locale
Sul piano pratico, diversi sono i riferimenti normativi che hanno tentato di tradurre questi principi in azioni concrete. Il Decreto Legislativo 267/200 (Testo Unico degli Enti Locali, TUEL) è la normativa principale che disciplina l’organizzazione degli enti locali, promuovendo il principio di sussidiarietà. In particolare, l’articolo 6 del TUEL prevede che gli statuti comunali debbano garantire la partecipazione dei cittadini, aggiornando così le pratiche amministrative in una logica di maggiore trasparenza e inclusività. Ciò si concretizza, ad esempio, attraverso la possibilità per i cittadini di proporre iniziative, partecipare ai consigli comunali e gestire forme di controllo e monitoraggio sulle attività dell’amministrazione.
Un altro pilastro normativo è il Decreto Legislativo 112/1998, che rappresenta un punto fondamentale nel processo di conferimento di funzioni e compiti amministrativi dello Stato alle Regioni e agli enti locali. Questo decreto, in particolare, ha dato il via a un processo di deconcentrazione amministrativa, rafforzando ulteriormente il principio di sussidiarietà verticale in varie aree tra cui istruzione, sanità e trasporti. La delega di tali competenze alle autorità locali ha l'obiettivo di rendere il governo più vicino ai bisogni specifici delle comunità locali, rispondendo meglio alle loro esigenze all'interno di un quadro normativo di riferimento.
Sussidiarietà orizzontale: un modello partecipativo
Nel contesto della sussidiarietà orizzontale, il Codice del Terzo Settore (Decreto Legislativo 117/2017) assume un ruolo essenziale. Esso ha ridisegnato il quadro normativo delle organizzazioni del terzo settore, riconoscendole come interlocutori privilegiati dell’amministrazione pubblica nel perseguimento dell’interesse generale. Gli enti locali, pertanto, sono incoraggiati a stipulare convenzioni e partenariati con tali organizzazioni, promuovendo cioè la sussidiarietà orizzontale e favorendo una gestione condivisa delle funzioni amministrative.
Un esempio concreto di applicazione è rappresentato dalla co-progettazione e co-programmazione di servizi sociali. Qui, le amministrazioni locali sono chiamate a collaborare attivamente con associazioni di volontariato, cooperative sociali e altri enti del terzo settore nella progettazione e realizzazione di servizi, valorizzando così l'expertise e l’innovazione che questi organismi possono offrire. Questo modello collaborativo non solo arricchisce il tessuto sociale ed economico delle comunità, ma favorisce anche la nascita di iniziative sostenibili e radicate nella realtà locale.
Esperienze locali e nuovi modelli di governance
Un esempio pratico della sussidiarietà orizzontale può essere trovato nell’iniziativa di amministrazione condivisa dei beni comuni promossa dal Comune di Bologna attraverso il “Regolamento per la cura e la rigenerazione dei beni comuni urbani”. Questo regolamento, approvato nel 2014, consente la stipula di patti di collaborazione tra cittadini e amministrazione comunale per la gestione condivisa dei beni comuni come parchi, edifici inutilizzati e spazi pubblici. Tale iniziativa rappresenta un modello innovativo e replicabile di come la partecipazione attiva dei cittadini possa essere integrata nella gestione pubblica, rendendo le città più vivibili e sostenibili.
Conclusione
Il principio di sussidiarietà verticale ed orizzontale, come sancito dall’articolo 118 della Costituzione, rappresenta quindi una fondamentale risorsa per il buon funzionamento dello Stato e delle sue articolazioni locali. La sua attuazione è sorretta da un quadro normativo articolato che, nel corso degli anni, ha cercato di favorire una maggiore vicinanza delle decisioni pubbliche ai cittadini e alle comunità. Tuttavia, la sfida principale rimane quella di tradurre efficacemente i principi in prassi operative, accentuando la partecipazione civica e la collaborazione tra livelli amministrativi. Il futuro della governance locale in Italia dipenderà in larga misura dalla capacità di continuare a innovare e adattare modelli e strumenti in linea con questi principi costituzionali, rispondendo alle mutevoli esigenze delle comunità locali. Solo così sarà possibile costruire un sistema amministrativo più responsabile, partecipativo ed efficiente, capace di riflettere e proteggere le aspirazioni e i bisogni dei cittadini italiani.
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