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Maturità 2015: soluzioni per l'Istituto Tecnico - Informatica e Telecomunicazioni

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 17.01.2026 alle 7:58

Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Preparati alla Maturità 2015 Istituto Tecnico Informatica e Telecomunicazioni: soluzioni dettagliate, progettazione web, normalizzazione DB e sicurezza.

Tracce svolte per l’Istituto Tecnico Informatica e Telecomunicazioni — maturità 2015

Le prove d’esame dell’Istituto Tecnico — indirizzo Informatica e Telecomunicazioni — rappresentano una sfida dove si fondono teoria, pratica e competenze progettuali. Si tratta di un esame che, più che valutare semplici nozioni, mette alla prova la capacità dello studente di interpretare richieste complesse, progettare soluzioni informatiche, considerare aspetti di sicurezza e privacy e, non ultimo, motivare le proprie scelte tecniche. In questa sede, offrirò una guida organica e dettagliata per affrontare una tipica traccia d’esame articolata in tre aree: la progettazione di una web-community, la risposta a quesiti tecnici e la normalizzazione di un database con dati sensibili. Ogni passaggio sarà accompagnato da esempi concreti e riflessioni ispirate dalle realtà professionali e scolastiche italiane, per fornire uno strumento efficace ed aderente alle aspettative della maturità.

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Parte A — Progettazione di una web-community

Interpretazione dei requisiti

Prima di dedicarsi alla progettazione tecnica, occorre soffermarsi sulla comprensione dettagliata della consegna. In ambito scolastico, spesso si riceve un testo più o meno strutturato dove le richieste possono essere esplicite o implicite. È fondamentale saper distinguere i requisiti essenziali (ad esempio la presenza della funzione di registrazione) da quelli opzionali (come la possibilità di aggiungere reazioni ai post). Dettagli come la presenza di diversi ruoli utente – amministratore, moderatore, semplice iscritto – oppure la natura dei contenuti pubblicati (testi, immagini, video) determinano in modo rilevante le scelte successive. Si consiglia di stilare almeno due elenchi: uno per le funzionalità necessarie (registrazione, login, creazione contenuti ecc.) e uno per i vincoli e le aspettative non direttamente legate alle funzionalità (scalabilità, sicurezza, accessibilità). Questo metodo consente di mostrare chiarezza metodologica, qualità molto apprezzata nelle commissioni d’esame.

Requisiti funzionali: esempi pratici

Descrivere puntualmente le funzioni della web-community è passo essenziale:

- Registrazione e autenticazione: ogni utente deve poter creare un proprio account tramite email verificata o username univoco. La possibilità di recupero password e l’autenticazione a due fattori sono un valore aggiunto. - Gestione profilo: ogni utente dispone di una sezione personale con campi visibili (nickname, foto) e privati (email, data di nascita). - Creazione post e commenti: occorre implementare la possibilità di inserire, modificare o eliminare post; i commenti sono legati sia all’utente sia al post relativo. - Sistema di connessione tra utenti: ad esempio seguaci, amici, iscrizione a gruppi tematici. - Notifiche: sia tramite interfaccia che via email, per nuovi messaggi, richieste di amicizia, risposte agli interventi. - Funzionalità avanzate: filtri di ricerca per contenuti e utenti, pannello di moderazione per rimuovere contenuti inappropriati o gestire sospensioni.

Requisiti non-funzionali

Un progetto maturo si distingue non solo per le funzioni, ma anche per la qualità dell’esperienza utente. Gli aspetti principali da considerare:

- Scalabilità: il sistema dovrà sostenere, almeno in prospettiva, un crescita nel numero di utenti e contenuti. - Prestazioni: il caricamento delle pagine dovrebbe essere rapido (ad es. risposta entro 2-3 secondi). - Accessibilità: rispetto delle linee guida AGID, navigabilità via tastiera, uso di contrasti cromatici per ipovedenti. - Sicurezza e privacy: minimizzazione dei dati raccolti, consenso esplicito, uso di connessioni cifrate (HTTPS/TLS). - Usabilità: interfaccia semplice e intuitiva, adatta anche a utenti meno esperti.

Architettura proposta

Nel contesto delle web-community moderne, un’architettura client-server distribuita è pressoché obbligatoria. Possiamo prevedere una suddivisione tra:

- Frontend: realizzato come Single Page Application (SPA) o pagine server-rendered, sviluppato ad es. con Vue.js per la facilità di integrazione e la curva di apprendimento favorevole agli studenti. - Backend: ad esempio Node.js (per la sua flessibilità e la sinergia con JavaScript lato client) o Django (che unisce rapidità di sviluppo e costante attenzione alla sicurezza per impostazione predefinita). - Database: relazionale (MySQL o PostgreSQL) per dati con strutture complesse come relazioni tra utenti e post; NoSQL (MongoDB) può essere usato per archiviare log di attività o file multimediali. - File storage: servizi di storage oggetti compatibili S3, volendo anche open source (come MinIO), particolarmente pratici per la gestione di foto e video caricati dagli utenti. - Sistemi di autenticazione: JWT (Json Web Token) è adatto per sessioni distribuite e mobile, mentre OAuth2 si preferisce quando è richiesto l’accesso tramite account esterni (Google, Facebook). - Scalabilità: load balancer (ad esempio HAProxy o NGINX), caching in-memory con Redis; backup automatici e strategie di disaster recovery.

Modello dati semplificato e relazioni

Propongo un modello Entità-Relazione essenziale per la community:

- Utente: id, email, data iscrizione - Profilo: id_utente, nickname, bio - Post: id, id_autore, testo, time_stamp - Commento: id, post_id, id_autore, testo, time_stamp - Gruppo: id, nome - RelazioneUtente: follower_id, following_id - Ruolo: id_utente, tipo_ruolo

Le relazioni più frequenti saranno "uno a molti" (un utente può avere molti post, un post molti commenti) e "molti a molti" (un utente può appartenere a più gruppi e viceversa).

Sicurezza e privacy: implementazione operativa

Alla luce delle direttive europee e delle best practice italiane (come le linee guida del Garante Privacy), queste sono alcune misure imprescindibili:

- Hashing sicuro delle password: bcrypt o Argon2, sempre con salt univoco. - Sessioni sicure: cookies marcati come HttpOnly e SameSite, sessioni brevi, logout automatico dopo inattività. - Sanitizzazione input: prevenzione SQL injection (query parametrizzate) e protezione lato client da XSS. - Dati cifrati: sia “in transito” (TLS), sia “a riposo” (campi particolarmente sensibili, come indirizzo o telefono). - Gestione ruoli: RBAC con almeno tre livelli (utente, moderatore, admin). - Gestione degli accessi: logging degli accessi ai dati, audit trail per attività amministrative. - Diritto all’oblio: possibilità di rimozione completa su richiesta dell’utente.

Moderazione e gestione contenuti problematici

Di fronte a contenuti offensivi o inappropriati, occorre prevedere:

- Moderazione manuale: staff incaricato della revisione delle segnalazioni. - Moderazione automatica: filtri su parole chiave o, per ambienti avanzati, modelli ML per il riconoscimento di linguaggio nocivo. - Meccanismo di flagging: gli utenti possono segnalare contenuti dubbi; workflow di gestione con notifiche per moderatori. - Audit log: tutte le azioni di moderazione vengono registrate per trasparenza e revisione.

Testing e distribuzione

La qualità del software si garantisce con test approfonditi:

- Unit test: verifica delle singole funzioni. - Integration test: controlla la coerenza tra diversi moduli. - End-to-end test: simulano le attività reali degli utenti. - Test di carico: simulano picchi di utenza.

Per il deployment: ambienti separati di sviluppo, staging e produzione, pipelines di CI/CD automatizzate (es. GitLab CI), meccanismi di rollback rapido e monitoraggio.

Materiale da consegnare

- Mockup della web-app (bozze su carta o strumenti come Figma) - Schema E-R e relazionale (Grafico e tabelle) - Diagramma dell’architettura a blocchi - Lista dei requisiti - Descrizione delle tecnologie scelte - Piano di test e sintesi delle misure di sicurezza

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Parte B — Risposte ai quesiti teorici

Approccio generale

Rispondere a un quesito teorico richiede metodo. È importante:

- Individuare con precisione che cosa la domanda richiede. - Definire i termini con rigore (es. cos’è una rete TCP-IP). - Procedere esponendo esempi pratici e eventuali diagrammi se utili. - Concludere con una valutazione critica, ad esempio indicando limiti delle soluzioni illustrate.

Quesito esempio 1: IPv4 vs IPv6

- Definizione: IPv4 implementa indirizzi a 32 bit, IPv6 a 128 bit, consentendo uno spazio indirizzabile immensamente maggiore. - Motivazione storica: Con la diffusione di internet negli anni 2000 la quantità di indirizzi IPv4 si è esaurita. - Differenze pratiche: IPv6 elimina la necessità del NAT, permette autoconfigurazione delle interfacce e migliora la gestione della sicurezza tramite IPSec nativa. - Tabelle di confronto:

| Caratteristica | IPv4 | IPv6 | |----------------|------|------| | Lunghezza indirizzo | 32 bit | 128 bit | | NAT | Necessario | Inutile | | Autoconfigurazione | Limitata | Sì | | IPSec | Opzionale | Integrato |

- Criticità: la transizione è tuttora in corso; molti dispositivi e reti sono ancora solo IPv4.

Quesito esempio 2: Algoritmi di sorting

- Algoritmo illustrato: MergeSort. Divide l’array a metà, ordina ricorsivamente le due metà, quindi le fonde. - Complessità: temporale O(n log n) in tutti i casi; spaziale O(n). - Esempio numerico: dati 8 elementi, vengono effettuati 3 livelli di suddivisione e 7 fusioni. - Alternativa: QuickSort, più rapido in media ma con peggiori prestazioni nel caso peggiore. - Conclusione: MergeSort ideale per dati di grandi dimensioni o quando si privilegia la regolarità delle prestazioni.

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Parte C — Normalizzazione dati sensibili

Analisi iniziale della tabella

Si parte da una tabella non normalizzata come:

| idUtente | nome | cognome | email | password | indirizzo | numeroTelefono | ruolo | dataIscrizione | postId | testoPost | dataPost |

Identificare le chiavi primarie e le dipendenze tra attributi è cruciale. Ad esempio, "idUtente" determina tutti i dati personali; "email" deve essere unica; "postId" identifica univocamente ogni post.

Normalizzazione passo-passo

- 1NF: Assicurarsi che ogni cella contenga un singolo valore. Eliminare eventuali colonne con più valori (ad esempio, numeri di telefono multipli). - 2NF: Ogni campo non-chiave deve dipendere dall’intera chiave primaria; se la chiave è composta (ad es. idUtente, postId), evitare che campi come "indirizzo" dipendano solo da una parte. - 3NF: Eliminare dipendenze transitive. Ad es., ruolo → permessi specifici: questi vanno spostati in una tabella separata.

Esempio concreto di decomposizione

Proposta di divisione su 3NF:

- Utente: idUtente (PK), email, dataIscrizione - Profilo: idUtente (FK), nome, cognome, indirizzo, numeroTelefono - Credenziali: idUtente (PK, FK), password_hash, salt, ultimo_accesso - Ruolo: idUtente (FK), ruolo - Post: postId (PK), idUtente (FK), testoPost, dataPost

In questo modo, ogni campo dipende solo dalla propria chiave primaria e si evitano duplicazioni inutili.

Verifica delle proprietà

- Lossless join: tramite i collegamenti tramite FK — ad es. si può ricostruire la relazione tra un post e il suo autore. - Preservazione delle dipendenze: le relazioni tra email e idUtente, tra post e autore sono mantenute; le regole di referenzialità sono garantite.

Protezione dati sensibili

In base alla normativa GDPR e alla prassi italiana:

- Minimizzazione: salvare solo i dati strettamente necessari. - Pseudonimizzazione: separare l’identificativo reale dai dati usati per analisi/statistica. - Crittografia: almeno per password e dati strettamente identificativi (indirizzo, telefono). - Hashing: sempre per password, con salting (es. bcrypt). - Controlli accesso granulare: autorizzazioni rigorose su chi può visualizzare o modificare dati sensibili. - Audit: mantenere log di accessi ai dati e attività amministrative. - Cancellazione sicura: distruzione definitiva dei dati su richiesta.

Implementazione concreta

- Vincoli di unicità su email, PK sulle chiavi primarie, FK per i riferimenti. - Indici su campi frequentemente ricercati (username, email). - Mascheramento dei dati sensibili nei dump di testing.

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Valutazione e giustificazione delle scelte

La scelta di tecnologie, architetture e strategie di protezione risponde ai requisiti di affidabilità, efficienza, ma anche di conformità normativa. Ad esempio, un DB relazionale favorisce la coerenza dei dati nelle operations transazionali, mentre NoSQL ben si presta a contenuti altamente dinamici. La scalabilità si deve bilanciare con la semplicità di gestione e con l’impatto sui costi infrastrutturali. L’introduzione di misure avanzate di sicurezza — come l’hashing di password o TLS obbligatorio — è imprescindibile anche nella prima fase del progetto, non solo come evoluzione successiva.

Priorità consigliata: anche se il tempo è poco, si implementino sempre misure minime di sicurezza, anche a scapito di qualche funzionalità accessoria.

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Conclusione e suggerimenti pratici per l’esame

Per affrontare la prova con successo:

- Strutturare l’elaborato in sezioni chiare e numerate - Accompagnare ogni scelta tecnica con una breve motivazione - Prediligere la chiarezza espositiva a soluzioni “sofisticate” ma poco spiegate - Allegare diagrammi (anche disegnati a mano) - Riservare nell’introduzione e in chiusura alcune riflessioni personali sui possibili miglioramenti futuri

Una corretta gestione del tempo è essenziale: leggere con attenzione la traccia all’inizio, assegnare blocchi orari a ciascuna parte e lasciare almeno 15 minuti finali per una revisione attenta. Da evitare assolutamente errori come normalizzazioni incomplete, scelte tecnologiche immotivate o trascurare completamente il tema della privacy.

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Materiale aggiuntivo consigliato

- Query SQL su schema normalizzato (ad es. SELECT con join tra Utente e Post) - Pseudocodice per le funzioni chiave (registrazione, login) - Breve checklist delle principali misure di sicurezza implementate

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Sviluppare un elaborato originale, ben motivato e adattato al contesto italiano è la miglior strada per distinguersi positivamente nel giorno della maturità tecnica. Buon lavoro!

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quali sono le soluzioni per la maturità 2015 Informatica e Telecomunicazioni?

Le soluzioni coinvolgono progettazione di una web-community, risposte a quesiti teorici e normalizzazione di database con dati sensibili, secondo i criteri previsti dall'esame dell'Istituto Tecnico.

Come svolgere la progettazione di una web-community per la maturità 2015 informatica?

Bisogna analizzare i requisiti, elencare funzionalità necessarie e opzionali, progettare strutture dati, architettura e sicurezza, presentando mockup e diagrammi esplicativi.

Cosa comprende la normalizzazione dati sensibili per la maturità 2015 Informatica?

La normalizzazione richiede suddividere le tabelle in 3NF, applicare vincoli di integrità e adottare tecniche di cifratura, hashing e controllo degli accessi per proteggere i dati.

Quali differenze tra IPv4 e IPv6 secondo la maturità 2015 Informatica?

IPv4 usa indirizzi a 32 bit e richiede il NAT, IPv6 espande lo spazio indirizzabile a 128 bit, elimina il NAT, offre autoconfigurazione nativa e integra la sicurezza tramite IPSec.

Quali sono i consigli pratici per l'esame di maturità 2015 Informatica e Telecomunicazioni?

È consigliato strutturare l'elaborato in sezioni chiare, motivare le scelte tecniche, prevedere misure di sicurezza minime, allegare diagrammi e pianificare il tempo per riletture finali.

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