Errori comuni nell'uso dei pronomi personali complementi di termine
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 15.01.2026 alle 13:48
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 15.01.2026 alle 13:20

Riepilogo:
Gli errori più comuni con “gli”, “le” e “loro” sono confusione di genere/numero e posizione; attenzione e pratica aiutano a evitarli.
Gli errori più frequenti che si fanno con i pronomi personali
Introduzione
Nella grammatica italiana, i pronomi personali rappresentano elementi fondamentali per la costruzione della frase e la comprensione del discorso. Essi permettono di sostituire nomi o sostantivi, evitando inutili ripetizioni e rendendo il linguaggio più fluido. In particolare, i pronomi personali relativi al complemento di termine sono spesso oggetto di errore, anche tra i madrelingua. Questo tema, spesso sottovalutato negli ambienti scolastici, è di grande importanza non solo per ottenere buoni risultati nelle verifiche di grammatica, ma anche per acquisire una competenza linguistica che sia elegante e precisa, utile sia agli scrittori che a chiunque comunichi in italiano.L’obiettivo principale di questo elaborato è illustrare quali siano gli errori più comuni nell’uso dei pronomi personali complemento di termine (“gli”, “le”, “loro”), con un’attenzione particolare alle insidie che portano a confonderli o ad usarli impropriamente. Verranno forniti esempi concreti e strategie pratiche per evitarli, e si inviterà lo studente a riflettere su come la conoscenza approfondita di questi particolari aspetti grammaticali possa migliorare la qualità della comunicazione sia orale sia scritta.
Studiare e padroneggiare i pronomi personali significa andare incontro a quella “precisione linguistica” che, come sostiene Aldo Busi nelle sue lezioni di scrittura, è una delle chiavi per esprimersi in modo chiaro ed efficace, distinguendosi così anche in un contesto culturale alto e raffinato.
---
I. Definizione e funzione dei pronomi personali
A. Cos’è un pronome personale
Il pronome personale è una parte del discorso che svolge la funzione di sostituire il nome di una persona, di un animale o di una cosa già menzionata, evitando dunque ripetizioni ridondanti all’interno di una frase. La loro presenza è indispensabile per il dinamismo del linguaggio; pensiamo a un racconto o a un dialogo privo di pronomi: risulterebbe pesante perché saturato da nomi propri o comuni.Ad esempio, nella frase “Ogni volta che vedo Laura, do a Laura un libro”, la ripetizione sarebbe ben presto insopportabile. Meglio dire: “Ogni volta che la vedo, le do un libro.” I pronomi consentono questa necessaria sintesi.
B. Il complemento di termine e i pronomi personali
In italiano, il complemento di termine risponde alla domanda “a chi?” o “a che cosa?” ed esprime appunto la persona, l’animale o la cosa verso cui è diretta un’azione. Nei casi più comuni, per realizzare il complemento di termine si usano proprio i pronomi personali indiretti. Esempi frequenti di tale uso si riscontrano in espressioni come “Gli ho scritto una lettera” (ho scritto a lui una lettera) oppure “Le ho telefonato ieri” (ho telefonato a lei ieri).C. Elenco dei pronomi personali tipici del complemento di termine
Vediamo da vicino i pronomi più utilizzati per il complemento di termine e le loro caratteristiche:- Gli: pronome indiretto maschile singolare, si riferisce esclusivamente a una persona di genere maschile. - Le: pronome indiretto femminile singolare, si riferisce esclusivamente a una persona di genere femminile. - Loro: pronome indiretto plurale invariabile, utilizzato per indicare persone (o animali/cose in senso antropomorfizzato) di genere maschile o femminile plurale.
---
II. Analisi dettagliata dei pronomi personali più soggetti a errore
A. “Gli”
“Gli” è uno dei pronomi personali indiretti più usati e, proprio per questo motivo, dà luogo alle confusioni più frequenti. Il suo uso corretto si limita ai sostantivi maschili singolari. Ad esempio, la frase “Gli ho prestato il mio libro” è corretta solo se “gli” si riferisce a un maschile singolare, come “a Marco”. Uno degli errori più diffusi è quello di usare “gli” anche per il femminile, probabilmente a causa della vicinanza fonetica tra “gli” e “le”, soprattutto nell’uso veloce e colloquiale del parlato.Esempio di errore comune: - *Errato*: “Gli ho detto che sarebbe arrivata in ritardo.” (qui “gli” si riferisce a “Maria”) - *Corretto*: “Le ho detto che sarebbe arrivata in ritardo.”
Inoltre, talvolta “gli” viene confuso con il pronome soggetto “lì”, soprattutto in ambito orale e regionale, ma anche questa è una svista da evitare.
B. “Le”
“Le” è il corrispettivo femminile di “gli” e si riferisce rigorosamente a una persona di sesso femminile singolare. Un errore comunissimo, soprattutto tra i più giovani e nei contesti regionali del Nord Italia, è sostituirlo con “gli”, come nell’esempio precedente. Si aggiunga che “le” non va usato mai con soggetti o complementi pluarli: in questi casi si impiega “loro”.Esempio di uso corretto: - “Le ho portato dei fiori.” (cioè “a lei”)
C. “Loro”
“Loro” si usa per esprimere il complemento di termine plurale, sia quando ci si riferisce a un gruppo di maschi, di femmine, o misto. Importante è ricordare che, nelle frasi semplici, “loro” si posiziona sempre dopo il verbo, e mai prima.Esempio: - “Ho dato loro le chiavi di casa.”
Un errore piuttosto diffuso consiste nell’usare “gli” al posto di “loro” per il plurale, soprattutto nella lingua parlata o nella scrittura informale, come in: - *Errato*: “Gli ho dato il permesso.” (riferito a “i ragazzi”) - *Corretto*: “Ho dato loro il permesso.”
---
III. Errori grammaticali comuni
A. Confusione tra “gli”, “le” e “loro”
Il caos nasce spesso dalla somiglianza fonetica (“gli”/“le”) e dalla semplicità di “gli” rispetto al più formale “loro”. Nei dialetti settentrionali, per esempio, si sente spesso “gli” anche per il femminile (“gli ho detto tutto” anziché “le ho detto tutto”), mentre al Sud capita di trovare errori opposti. Questo fenomeno si estende anche alla lingua scritta, alimentato dall’oralità e dalla poca attenzione ai dettagli grammaticali.Per evitare questa confusione, è consigliabile rileggere la frase e individuare sempre il genere e il numero della persona a cui ci si riferisce.
B. Posizionamento scorretto dei pronomi personali
Mentre i pronomi indiretti semplici (gli/le) si pongono di solito prima del verbo (“Gli parlo”, “Le scrivo”), “loro” segue il verbo (“dico loro”, “affido loro”, “offro loro”). Un errore grammaticalmente scorretto ma purtroppo diffusissimo è collocare “loro” prima del verbo: - *Errato*: “Loro dico la verità.” - *Corretto*: “Dico loro la verità.”Nei tempi composti, invece, la posizione resta la stessa: - “Ho raccontato loro la storia.”
C. Doppia negazione o omissione del pronome
Capita non di rado di tralasciare il pronome, lasciando la frase ambigua: - *Errato*: “Ho dato il quaderno.” - *Corretto*: “Gli ho dato il quaderno.” (a Marco) Se manca il pronome, il destinatario dell’azione è poco chiaro.D’altro canto, qualche volta gli studenti aggiungono pronomi inutili o ridondanti: - *Errato*: “A lui gli dico sempre la verità.” - *Corretto*: “Gli dico sempre la verità.” (o “A lui dico sempre la verità.”)
D. Errori meno frequenti ma importanti
Altro errore riguarda l’elisione scorretta: l’uso di “gl’” invece di “gli” in situazioni dove non è previsto, ad esempio “Gl’ ho detto” (sbagliato, perché “gli” non elide).---
IV. Strategie per evitare gli errori
A. Attenzione a genere e numero
La regola d’oro è: prima di scegliere il pronome, identificare sempre il genere e il numero della persona (o cosa) a cui si riferisce l’azione. Un trucco utile può essere quello di riscrivere la frase specificando il nome, per poi sostituirlo con il pronome corretto.B. Esercizi pratici e ripasso regolare
Allenarsi con esercizi specifici proposti nei manuali di grammatica come quelli di Giuseppe Patota oppure con i materiali digitali su piattaforme come Studenti.it, specialmente su TikTok, può fare la differenza. Un esercizio efficace è la creazione di brevi dialoghi, in cui si sostituisce al nome il pronome, prestando attenzione a genere e numero.C. Applicare le regole fondamentali
Leggere ad alta voce aiuta a percepire eventuali stranezze nella frase. Ricordarsi anche che “loro” si scrive dopo il verbo, mentre gli altri pronomi vengono prima.D. Esporsi all’italiano standard
La lettura di testi letterari o di articoli ben scritti (ad esempio, i romanzi di Elena Ferrante o le colonne di Claudio Magris sul Corriere della Sera) abitua l’orecchio e l’occhio alla forma corretta, riducendo la possibilità di errore. Ascoltare trasmissioni come “La lingua batte” di Radio3 aiuta non solo a capire le sottigliezze, ma anche ad apprezzarne le sfumature espressive.---
V. Approfondimenti grammaticali collegati
Nel percorso di approfondimento grammaticale, merita attenzione anche la “d eufonica” che talvolta viene usata erroneamente prima di “gli” in contesti dove non è necessaria: ad esempio “ed gli do un libro” invece del corretto “e gli do un libro”. Inoltre, è fondamentale distinguere i pronomi atoni (gli, le, li, lo) dai tonici (a lui, a lei, a loro), e capire la loro relazione con il verbo e altri complementi.Chi vuole migliorare ulteriormente potrà cimentarsi con quiz e videolezioni online, che propongono casi pratici tratti da testi di autori italiani canonici, come Manzoni o Pirandello.
---
Conclusione
Abbiamo visto quanto sia cruciale, nel parlare e nello scrivere in italiano, distinguere correttamente “gli”, “le” e “loro” nei complementi di termine. Gli errori più frequenti derivano da una confusione tra i pronomi, da un posizionamento errato nella frase o dalla mancata concordanza con genere e numero. L’acquisizione di queste competenze si ottiene solo attraverso la pratica costante, l’attenzione ai dettagli grammaticali e l’uso attivo di risorse didattiche come esercizi, video e quiz.Alla luce di quanto detto, è evidente che uno studio serio dei pronomi personali non soltanto rende la nostra espressione più curata e raffinata, ma contribuisce anche a rafforzare quel legame con la cultura italiana che passa, da sempre, attraverso una lingua ben utilizzata. Un invito, dunque, a non sottovalutare gli “errori piccoli”: spesso, sono proprio questi a fare la differenza tra un italiano scolastico e un italiano davvero elegante.
---
Allegati suggeriti
- Esempi di frasi corrette: - “Gli parlo ogni giorno.” (a Marco) - “Le offro un caffè.” (a Giulia) - “Ho scritto loro una lettera.” (a Marco e Giulia) - Frasi sbagliate: - “Gli ho dato i compiti.” (riferito a più persone, *sbagliato*) - “Le hanno parlato.” (riferito a più persone, *sbagliato*) - Tabella riepilogativa: | Soggetto | Pronome indiretto | |-----------------|------------------| | a lui (masch. sing.) | gli | | a lei (femm. sing.) | le | | a loro (plurale) | loro | - Glossario: - Pronome personale: parola che sostituisce il nome all’interno della frase - Complemento di termine: risponde alla domanda “A chi?”, “A che cosa?” - Video consigliati: “Italiano in pillole” su YouTube, profili TikTok didattici come Studenti.it, e le mini lezioni del portale Treccani Scuola.---
Nota per lo studente: Sviluppa sempre esempi concreti, controlla il genere e il numero, esponi le tue frasi ad alta voce e consulta risorse affidabili; così i pronomi personali non avranno più segreti!
Vota:
Accedi per poter valutare il lavoro.
Accedi