5 errori di grammatica comuni e come correggerli subito
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 23:16
Tipologia dell'esercizio: Saggio breve
Aggiunto: 18.01.2026 alle 8:02
Riepilogo:
Scopri 5 errori di grammatica comuni e come correggerli subito: regole, esempi ed esercizi per studenti delle superiori per migliorare scrittura e chiarezza.
5 errori grammaticali che probabilmente fai anche tu (e come evitarli)
Introduzione
La lingua italiana, ricca di sfumature e regole, è un patrimonio che ci identifica e ci distingue, non solo all’interno dei confini scolastici ma anche nella vita quotidiana, sul lavoro e persino sui social network. Tuttavia, anche tra studenti attenti o professionisti navigati, si annidano errori grammaticali tanto diffusi da passare spesso inosservati. L’obiettivo di questo saggio è proprio quello di analizzare e sconfiggere insieme cinque “trappole” grammaticali particolarmente insidiose nella scrittura di ogni giorno: il corretto uso dell’apostrofo, le insidie del congiuntivo e del periodo ipotetico, la presenza di inutili pleonasmi, la confusione tra ‘h’ e suoi omofoni e, infine, gli accenti nelle parole omografe.Non è solo una questione di rispetto della lingua: evitare questi errori migliora la chiarezza, la credibilità di chi scrive e la qualità delle proprie comunicazioni, soprattutto in un’epoca in cui i messaggi vengono diffusi a velocità record tramite chat, email, blog o post sui social. L’approccio scelto unisce regole semplici, esempi concreti, piccoli esercizi autovalutativi e strategie mnemoniche pratiche. Che tu sia studente, lavoratore, aspirante scrittore o semplicemente un utente abituale di WhatsApp, questo viaggio ha qualcosa da offrirti.
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I cinque errori sotto la lente
Ecco i “nemici” su cui ci concentreremo: 1. Uso improprio dell’apostrofo (tra elisione, apocope e abbreviazioni) 2. Errori nei periodi ipotetici e nei tempi del congiuntivo 3. Pleonasmi e ridondanze che appesantiscono la scrittura 4. Omessa o erronea aggiunta della h nei verbi (avere), preposizioni e congiunzioni omofone 5. Errori sull’accento nelle parole omografe---
1. L’apostrofo: quando si usa e quando no
Perché è un problema frequente
Se chiedessimo a una classe o in un gruppo WhatsApp quanti hanno scritto almeno una volta “qual’è” o “un’amico”, quasi tutti alzerebbero la mano. L’apostrofo viene spesso usato “a braccio”, per imitazione o per paura di sbagliare, senza conoscere realmente la regola. Una confusione che nasce anche dalla varietà delle situazioni in cui si può presentare.Regola d’oro, con esempi spiegati
- Elisione: si usa l’apostrofo quando una parola perde la vocale finale davanti a una parola che inizia anch’essa per vocale. Esempi: - L’albero (da *lo albero*) - Un’amica (da *una amica*) - Troncamento (apocope): qui la parola perde la vocale finale senza apostrofo, per consuetudine o per favorire la pronuncia. - Qual è *(e non qual’è!)* - Fin qui - Abbreviazioni: l’apostrofo indica una o più lettere mancanti, es. - Un po’ (da *un poco*)_Esempi pratici:_ - Errato: qual’è / Un pò di tempo - Corretto: qual è / Un po’ di tempo
Trucco rapido
Ricorda: se nella parola estesa compare la vocale che hai tolto, allora va l’apostrofo (“un poco” → “un po’”). Se invece “qual” o “fin” sono forme universalmente accettate e diventate tradizionali, l’apostrofo non ci vuole.---
2. Congiuntivo e periodo ipotetico: le trappole più comuni
Particolarità dell’italiano
La correttezza nell’uso del congiuntivo è una vetrina sulla cultura di chi parla e scrive. La letteratura italiana offre innumerevoli esempi di congiuntivi usati magistralmente, basti pensare a Manzoni nei “Promessi sposi” o a Leopardi nelle sue prose riflessive. Tuttavia, il congiuntivo e il periodo ipotetico sono anche le principali “croci e delizie” di studenti e adulti.Regole semplici (con tabella mentale)
- Periodo ipotetico della realtà: - se + indicativo, indicativo. - Es. *Se domani piove, resto a casa.* - Periodo ipotetico della possibilità o irrealtà del presente: - se + congiuntivo imperfetto, condizionale presente. - Es. *Se avessi tempo, verrei anche io.* - Periodo ipotetico dell’irrealtà del passato: - se + congiuntivo trapassato, condizionale passato. - Es. *Se avessi studiato, avrei preso 30.*Errori tipici: - Errato: *Se avrei tempo, verrei.* - Corretto: *Se avessi tempo, verrei.* - Errato: *Penso che lui è felice.* - Corretto: *Penso che lui sia felice.*
Trucco rapido
Dopo “se” non mettere mai il condizionale. Se esprimi dubbio, volontà, paura o desiderio, usa il congiuntivo: “Spero che tu venga”.---
3. Pleonasmi e ridondanze: il superfluo che appesantisce
Il problema
Il pleonasmo è come un bagaglio inutile: pesa sulla frase senza aggiungere significato. Frasi come “A me mi piace” o “scendere giù” si trovano dappertutto, anche in comunicati ufficiali o su giornali. Spesso vengono usati per insicurezza o per enfatizzare, ma nella maggior parte dei casi sono inutili.Tipici errori: - “A me mi interessa…” - “Salire su”, “scendere giù”, “rientrare dentro” - “Tutta quanta”, “ogni singolo”
Versioni corrette: - “Mi interessa” o “A me interessa” - “Salire”, “scendere”, “rientrare” - “Tutta”, “ogni”
_N.B.: Un pleonasmo può essere giustificato solo per precisa volontà stilistica, come in alcune poesie dialettali (pensiamo a Totò o a Trilussa)._
Trucco rapido
Quando rileggi, togli la prima parte: se la frase mantiene lo stesso senso, la parola eliminata era superflua.---
4. La “H” nei verbi e la trappola degli omofoni
Perché creiamo confusione
L’avvento della tastiera digitale ci costringe spesso a scrivere di fretta; la differenza tra “ha” e “a”, tra “ho” e “o” può sfuggire anche agli scrittori più attenti. Ma basta una lettera per cambiare completamente il senso: pensiamo alla differenza tra “ha fame” (verbo avere) e “a fame” (errore), oppure tra “o” (congiunzione) e “ho” (verbo).Regola pratica: - “Ha” = terza persona singolare del verbo avere. - “Ho” = prima persona singolare del verbo avere. - “A” = preposizione semplice. - “O” = congiunzione che significa “oppure”.
Test da provare: sostituisci con “possedere” o aggiungi “io”. Se funziona, ci vuole la “h”.
Esempi: - Errato: “Ti o detto” - Corretto: “Ti ho detto”
- Errato: “Lui a fatto questo” - Corretto: “Lui ha fatto questo”
Trucco rapido
La “h” esiste solo quando il verbo significa “avere/possedere”. Se la parola non significa niente con “possedere”, non metterla!---
5. Accenti e omografi: parole che cambiano senso
Punti critici
Molte parole della lingua italiana cambiano di significato per la presenza o assenza di un semplice accento: - “e” (congiunzione) vs “è” (verbo essere) - “da” (preposizione) vs “dà” (verbo dare) - “se” (congiunzione) vs “sé” (pronome riflessivo) - “perché” (sempre con accento acuto): attenzione agli errori digitando in fretta!Esempi spiegati: - *“Lui e arrabbiato”* (errore) vs *“Lui è arrabbiato”* (corretto). - *“Appartiene da Luigi”* (errore; si scrive “a Luigi”). - *“Non pensa solo a sé”*, qui l’accento distingue il riflessivo “a sé” dal congiuntivo.
Trucco rapido
Ripeti la frase a voce alta: se la parola ha senso solo come verbo, ci vuole l’accento o la h. Prova anche a sostituire la parola: “dà” lo si può sostituire con “consegna”? Allora vuole l’accento.---
Come evitare questi errori: una checklist semplice
- Prima lettura: taglia tutti i pleonasmi inutili. - Controlla la concordanza dei verbi: specialmente nei periodi ipotetici. - Verifica apostrofi, h e accenti: altrimenti rischi figuracce anche nei messaggi brevi. - Usa strumenti di correzione: ma rivedi sempre anche a occhio nudo. - Fai una pausa: spesso gli errori emergono dopo 10-15 minuti di “riposo” del testo.---
Allenare la mente: abitudini utili in 4 settimane
1. Settimana 1: ogni giorno ripassa e correggi apostrofi e accenti (5 minuti). 2. Settimana 2: trasforma almeno 3 frasi dalla forma errata a quella corretta usando congiuntivo e periodo ipotetico. 3. Settimana 3: esercitati a distinguere h nei verbi e omofoni con esercizi mirati. 4. Settimana 4: riscrivi i tuoi post o email eliminando pleonasmi e rendendo lo stile più essenziale.Consiglio extra: tieni un piccolo quaderno degli errori “ricorrenti” e aggiorna le regole che hai scoperto.
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Risorse affidabili e strumenti utili
Per chi desidera approfondire o ha bisogno di un aiuto quotidiano: - Vocabolario Treccani o dell’Accademia della Crusca (online e cartacei). - App per esercizi grammaticali come Zanichelli o Treccani Scuola. - Plugin di scrittura per Office o Google Docs con correzione grammaticale (usali, ma mai in modo acritico!). - Manuali di grammatica come quello di Serianni o il celebre “Prontuario di grammatica italiana” di Giuseppe Patota.---
Conclusione
L’italiano è uno strumento quanto mai prezioso per chiunque voglia comunicare efficacemente, distinguersi nell’ambito scolastico o professionale, oppure semplicemente fare bella figura nei propri messaggi. Gli errori grammaticali possono sembrare dettagli, ma fanno la differenza tra una scrittura approssimativa e una precisa.Riassumendo, i cinque errori trattati (apostrofo, congiuntivo, pleonasmi, h dei verbi, accenti negli omografi) sono tra i più frequenti ma anche tra i più facili da evitare, una volta individuate le regole fondamentali e praticati i trucchi giusti. L’importante non è essere perfetti, ma imparare ad auto-correggersi, a chiedere consiglio e, soprattutto, ad esercitarsi costantemente.
Non lasciarti scoraggiare dagli sbagli: ogni errore corretto è un passo verso una padronanza maggiore della lingua e, perché no, anche della sicurezza in sé stessi. Prova le strategie qui proposte, consulta le risorse suggerite e – soprattutto – allenati ogni volta che ne hai l’occasione!
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Appendice
Soluzioni esercizi esempio
_Esercizi sugli apostrofi:_ 1. Qual’è il tuo nome? → Corretto: Qual è il tuo nome? 2. Un amico sincero è raro. → Corretto. 3. Un pò di pazienza. → Corretto: Un po’ di pazienza._Esercizi periodo ipotetico:_ - Frase da correggere: “Se sarei libero, andrei.” → “Se fossi libero, andrei.” - Frase incompleta: “Penso che Maria ____ (essere) sincera.” → “Penso che Maria sia sincera.”
_Esercizi sulla “h”:_ - “Lui o detto la verità.” → “Lui ha detto la verità.” - “Io o finito i compiti.” → “Io ho finito i compiti.”
_Esercizi sugli accenti:_ - “Lui e felice.” → “Lui è felice.” - “Non pensa solo a se.” → “Non pensa solo a sé.”
Mini-quiz (risposte in fondo)
1. Quale tra queste frasi è corretta? a) Qual’è la strada? b) Qual è la strada?2. Scrivi la forma corretta: “Se ____ (avere) tempo, chiamami.”
3. Scegli: “Lui __ dato il libro.” a) ha b) a
4. Completa: “Vuoi pane __ marmellata?” a) ho b) o
5. Significato corretto: “E” vs “È”
6. Inserisci l’accento dove serve: “Perche non vieni?”
7. Ritaglia la frase: “A me mi piace il gelato.”
8. Correggi: “Un’amico fidato.”
9. Scegli la versione corretta: a) Mi piace tutta quanta la festa. b) Mi piace tutta la festa.
10. Spiega la differenza tra “da” e “dà”.
Risposte: 1. b 2. hai 3. a 4. b 5. “E” è congiunzione, “È” è verbo essere 6. Perché 7. Mi piace il gelato 8. Un amico fidato 9. b 10. “Da” è preposizione, “dà” è verbo (dare)
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Tabella rapida (stampabile)
| Errore | Forma Sbagliata | Forma Corretta | Trucco rapido | |---------------|--------------------|------------------|-----------------------------| | Apostrofo | Qual’è | Qual è | Mai apostrofo con “qual” | | Congiuntivo | Se avrei… | Se avessi… | Dopo “se” niente condizionale| | Pleonasmo | A me mi | Mi / A me | Togli una parte, controlla senso| | Verbo (avere) | Lui o detto | Lui ha detto | “Ha/ho/hanno” solo con possesso| | Accento | e / è | è (verbo) | Accento solo sul verbo |--
Glossario sintetico
- Elisione: perdita della vocale finale davanti a parola successiva con vocale. - Troncamento: perdita della vocale finale per consuetudine, senza apostrofo. - Pleonasmo: ridondanza o ripetizione non necessaria. - Omofoni: parole che si pronunciano nello stesso modo ma hanno significato diverso. - Congiuntivo: modo verbale che esprime possibilità, dubbio, desiderio, irrealtà. - Periodo ipotetico: frase che esprime una condizione e le sue conseguenze.---
Chi scrive bene non solo sa usare la grammatica: sa anche scegliere con cura le proprie parole. Buona pratica!
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