Terza media 2025: tracce probabili per la prova di italiano
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 31.01.2026 alle 18:58
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 29.01.2026 alle 14:32
Riepilogo:
Scopri le tracce probabili per la prova di italiano dell’esame terza media 2025 e impara come prepararti con strategie efficaci 📚
Esame terza media 2025: i temi della prova d’italiano
Introduzione
L’esame di terza media rappresenta per ogni studente italiano uno spartiacque fondamentale: è il primo vero banco di prova che segna il passaggio dalla scuola secondaria di primo grado alle scuole superiori. Nel giugno 2025, migliaia di ragazzi e ragazze si troveranno davanti a questa tappa che, molto più di un semplice obbligo, costituisce un’occasione per valutare la propria maturità, le proprie competenze e la propria capacità di esprimersi e pensare in autonomia.Fra tutte le prove previste dall’esame di Stato, quella di italiano occupa sempre un posto d’onore. Non è solo perché apre solitamente la settimana degli scritti, ma soprattutto perché misura la padronanza della lingua madre e la capacità di riflessione critica, doti essenziali per affrontare con successo il futuro percorso scolastico e, più in generale, la vita sociale e culturale.
Obiettivo di questo saggio è offrire una panoramica chiara e aggiornata sui temi che potrebbero essere proposti nella prova scritta di italiano dell’esame terza media 2025. Verranno analizzate le principali tipologie di tracce, i criteri utili per scegliere quella più adatta alle proprie capacità, e condivise strategie pratiche per affrontare con serenità e consapevolezza la prova. Infine, si proporranno riflessioni sulla gestione dell’ansia e suggerimenti per continuare a prepararsi anche dopo l’esame, stimolando la crescita personale.
I. La prova di italiano all’esame terza media: struttura e dinamiche
La prova di italiano si articola generalmente in tre o quattro tracce tra cui ogni studente può scegliere quella più consona ai propri interessi o punti di forza. Spesso le tracce spaziano tra: - lettera personale, - pagina di diario, - racconto di un’esperienza o iniziativa scolastica, - relazione su un libro letto, - tema di attualità.La possibilità di scelta è fondamentale per valorizzare le diverse attitudini: chi si esprime meglio con un registro familiare potrà optare per la lettera o il diario, chi invece preferisce la formalità e l’argomentazione potrà cimentarsi con la relazione o il tema d’attualità.
Ogni tipologia di testo richiede però il rispetto di alcune regole formali ben precise. Un tono informale è adatto ad amici e confidenze, ma non alle analisi o ai commenti letterari; allo stesso tempo, un testo troppo freddo o distaccato rischia di non coinvolgere chi lo legge se il compito è raccontare un’esperienza vissuta in prima persona.
Gestire il tempo durante la prova è altresì fondamentale: si consiglia, ad esempio, di destinare i primi dieci minuti alla lettura attenta delle tracce e all’annotazione delle prime idee, di dedicare almeno mezz’ora alla stesura della bozza e di lasciare gli ultimi minuti per la correzione di errori e il ripasso della coerenza testuale.
II. Come scegliere la traccia giusta: criteri e strategie
La scelta della traccia non va fatta frettolosamente: occorre analizzare bene non solo l’argomento proposto ma anche la tipologia richiesta, senza lasciarsi attirare dalle apparenze. Alcuni consigli pratici in tal senso possono risultare preziosi:1. Valutare i propri punti di forza: ogni studente conosce le proprie inclinazioni; se si è sempre ottenuto buoni risultati con i testi narrativi, meglio non rischiare con una relazione di tipo argomentativo. Ricordare gli esercizi già svolti in classe può aiutare a evitare sorprese.
2. Familiarità con l’argomento: scegliere una traccia su un tema che si conosce davvero bene — magari avendolo approfondito durante l’anno con letture, discussioni in classe o esperienze personali — permette di scrivere con maggiore sicurezza, evitando fraintendimenti.
3. Attenzione al registro e allo stile: se si fatica con il lessico formale, meglio optare per racconti, lettere o diari, dove il linguaggio può essere più colloquiale e diretto.
4. Possibilità di inserire riflessioni personali: tematiche come l’amicizia, il bullismo o l’esperienza di una gita si prestano ad essere arricchite con episodi vissuti in prima persona, aggiungendo autenticità al testo.
5. Evitare tracce troppo vaghe o generiche: una traccia ampia come “parla della famiglia” può apparire semplice, ma rischia di risultare dispersiva se non si hanno idee chiare da sviluppare. In caso di incertezza, meglio preferire argomenti più circoscritti.
III. Analisi delle principali tipologie di tracce: caratteristiche e consigli
A. Lettera ad un amico
La traccia della lettera personale è tra le più amate e frequenti. È fondamentale rispettare la struttura canonica: indicare città e data in alto a destra, aprire con una formula di saluto (“Caro Marco,”), e chiudere con un congedo affettuoso e la firma. Un esempio potrebbe essere:> Caro Alessandro, > ti scrivo perché oggi ho finalmente sostenuto l’esame di terza media e voglio condividere con te le mie emozioni…
Nel corpo della lettera, predominano la spontaneità e l’esternazione di emozioni, con un lessico semplice e diretto. Si possono inserire aneddoti, ricordi comuni e opinioni personali. Bisogna però evitare l’eccesso di banalità e la perdita del filo logico.
B. Pagina di diario
Il diario personale si distingue per la libertà espressiva e l’intimità. Qui si dà voce ai propri sentimenti e pensieri, spesso usando la prima persona e il tempo presente (“Oggi mi sento…”). Un piccolo consiglio: dare spazio ai dettagli sensoriali (odori, suoni, colori) per coinvolgere chi legge.Questa tipologia valorizza l’autenticità ed è perfetta per chi vuole raccontare una sfida affrontata, una paura superata o una gioia speciale. Occorre, tuttavia, evitare di scivolare in una narrazione caotica o troppo autoindulgente.
C. Racconto di una gita o iniziativa
Spesso viene richiesto di narrare un’esperienza vissuta in gruppo, come una visita ad Agrigento, o una giornata di volontariato ambientalista. È consigliabile esordire con una breve introduzione (“Il 20 marzo la nostra classe si è recata al Museo Egizio...”), per poi sviluppare i fatti in ordine cronologico e concludere con le impressioni personali.La chiave dell’originalità si trova nell’inserire dettagli autentici e riflessioni sul significato educativo dell’esperienza: magari ricordando come, lavorando in gruppo durante una raccolta rifiuti, ci si sia accorti dell’importanza della collaborazione e del rispetto per l’ambiente.
D. Relazione su un libro letto
La relazione su un libro studiato durante l’anno — ad esempio “Il Barone Rampante” di Calvino o “Cuore” di De Amicis — è una traccia che richiede chiarezza nell’esposizione. Conviene dividerla in quattro parti: presentazione dell’autore, riassunto della trama, analisi dei personaggi, commento personale.Non bisogna solo riassumere: è utile inserire una riflessione sul messaggio dell’opera e sul perché la lettura sia stata importante. Ad esempio, dopo aver descritto le avventure di Cosimo ne *Il Barone Rampante*, si potrebbe riflettere sulla sua ricerca della libertà e sull’attualità dei suoi valori.
E. Tema di attualità
Questa tipologia richiede una struttura rigorosa: introduzione che presenta il problema, svolgimento che espone idee ed esempi, conclusione con una riflessione personale. Temi ricorrenti nelle scuole italiane comprendono mafia e legalità (citando magari figure come Falcone e Borsellino), bullismo, equivoci dei social network, oppure domande sull’identità (“cos’è la felicità?”), sulla famiglia contemporanea o sulle nuove tecnologie.È importante sostenere le proprie tesi con esempi reali (anche tratti dall’attualità), mantenendo un tono equilibrato e ragionato. Ad esempio, si può affrontare il tema del bullismo raccontando anche iniziative concrete della propria scuola, o fare esempi di cronaca per discutere di ambiente o immigrazione.
IV. Tecniche per organizzare il testo scritto
Per evitare di andare fuori tema o di scrivere in modo disordinato, è essenziale organizzare le proprie idee con una scaletta. Segnare per punti cosa si vuole dire in introduzione, nello sviluppo e nella conclusione facilita la stesura. L’uso di connettivi logici (“innanzitutto”, “infine”, “tuttavia”, “per esempio”) garantisce coerenza interna e migliora la fluidità del testo.Chiarezza e sintesi sono qualità indispensabili: è meglio eliminare frasi ridondanti e concentrarsi sulle idee principali. Infine, prima di consegnare il compito, è importante rileggere per controllare ortografia, punteggiatura e coerenza, magari facendo attenzione agli errori ricorrenti (come l’uso delle doppie o l’accordo soggetto-verbo).
V. Strategie per il giorno dell’esame: gestione dell’ansia e preparazione mentale
Affrontare lo scritto di italiano senza farsi sopraffare dalla paura è possibile. Prima di cominciare, può essere d’aiuto respirare profondamente, cercare uno sguardo positivo sull’esame (“è un’opportunità, non un nemico”) e ripetersi di essere preparati.Durante la prova, leggere tutte le tracce senza fretta e pianificare anche solo mentalmente il testo da scrivere è fondamentale per evitare scelte impulsive di cui ci si potrebbe pentire. In caso di difficoltà, meglio saltare un passaggio e tornarci dopo piuttosto che bloccarsi.
La flessibilità è una risorsa preziosa: se la traccia preferita spaventa, provare ad adattare idee o esempi già preparati ad un altro tema può essere una buona soluzione.
Conclusione
In sintesi, la prova di italiano dell'esame di terza media 2025 rappresenta molto più di un semplice compito scolastico: è l’occasione per mettere in luce maturità, spirito critico e capacità di comunicare. Conoscere bene le tipologie di tracce, prepararsi su diverse strategie e saper scegliere con consapevolezza significa arrivare preparati non solo a superare l’esame, ma anche a sviluppare l’abitudine al ragionamento e all’espressione personale.L’invito finale è a non temere il confronto con sé stessi e con gli altri, ma a vivere la prova come possibilità di crescita. Continuare a leggere, a scrivere, a parlare di ciò che si pensa e si sente è il modo migliore per diventare cittadini attivi e consapevoli, ben oltre i banchi della scuola.
In bocca al lupo: che sia per voi un esame non solo superato, ma soprattutto “vissuto” davvero!
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