Descrizione esagerata di un oggetto particolare che si trova a scuola o a casa: utilizzo di paragoni coloriti e caricati per divertire il lettore
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 14.01.2026 alle 12:19
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 25.05.2025 alle 10:55
Riepilogo:
Scopri tecniche per una descrizione esagerata di un oggetto particolare a scuola o a casa, con paragoni coloriti e consigli per divertire il lettore scolastico.
Nella mia scuola, uno degli oggetti che catalizza l'attenzione di tutti coloro che varcano la soglia dell’aula magna è senza dubbio il nostro mastodontico orologio a pendolo. Questo affascinante oggetto, che potrebbe essere stato strappato da un antico castello transilvano, regna maestoso in un angolo dell'aula, sovrastando il tutto con la sua imponente presenza.
L'orologio è alto quanto una sequoia, o almeno così ci piace pensare! Si innalza al di sopra delle teste degli studenti, sfiorando il soffitto come se fosse intenzionato a perforare il cielo stesso. Ogni ticchettio risuona talmente forte che sembra quasi scandire il passare del tempo per l'intero quartiere, come se ognuno, in un raggio di chilometri, potesse regolare la propria giornata in base a quel ritmo inesorabile.
Il pendolo, che oscilla avanti e indietro con la solennità di un metronomo gigante, è grosso quanto un’anguria. Potrebbe, con un solo movimento, spazzare via un'intera fila di banchi — e giuro che una volta mi è sembrato di vederlo avvicinarsi paurosamente al mio! E non è solo una questione di dimensioni: la sua superficiale cromatura dorata riflette la luce come un sole, accecandoci con il suo splendore quando i raggi del mattino lo colpiscono. Sembra quasi che voglia ipnotizzarci con lo scintillio della sua superficie, invitandoci a perdere la nostra attenzione nelle lezioni e a concentrarci solo su quell'eterno movimento oscillante.
Le lancette, manco a dirlo, sono degne di un'opera alla Dalì. Lunghe quanto remi per imbarcazioni vichinghe, si muovono con precisione chirurgica, inseguendo senza sosta i minuti e le ore come se volessero afferrare il tempo stesso e spingerlo a camminare sempre più in fretta, mentre noi, desiderosi di uscire da scuola, ci lamentiamo del loro ostinato rallentamento. Queste lancette possiedono una magia tutta loro: sembrano capaci di dilatare o comprimere la durata delle lezioni in base al nostro grado di noia o interesse.
Il quadrante, poi, è simile a un affresco rinascimentale, con numeri romani talmente grandi che verrebbe voglia di arrampicarsi su una scala per toccarli con mano. Ognuno di questi numeri è un piccolo racconto, scolpito con la stessa cura con cui Michelangelo avrebbe scolpito un personaggio biblico. E sopra di essi, splendono intricati intarsi che sembrano volersi animare di propria volontà e raccontare storie di tempi antichi e misteriosi.
E non parliamo del suono che emette ogni ora. Le campane di Westminster sono nulla in confronto al clangore prodotto da questo orologio, che pare voler comunicare la sua presenza a tutta la terra. Ogni rintocco è così poderoso e profondo che sembra smuovere il pavimento e far tremare le mura dell’edificio, come se volesse liberarci dalla monotonia delle nostre giornate scolastiche. A volte mi domando se il suo intento sia rievocare nelle menti dell'uditorio immagini di antiche cattedrali gotiche.
Quando l'orologio si impone con il suo suono inconfondibile, tutto si ferma per un istante, e ci troviamo quasi a dover giustificare la nostra esistenza rispondendo al suo imperioso richiamo. È come se fosse un’antica sentinella che veglia insonne sul nostro destino scolastico, ammonendoci a non sprecare il tempo, narrandoci con ogni suo colpo che l’eternità può essere racchiusa in un singolo istante e che, paradossalmente, il tempo è l’unica cosa che dovremmo maneggiare con cura.
In questo regale caos creato dalla sua magnificenza, l'orologio a pendolo non è solo un pezzo di antiquariato, ma il vero e proprio re della nostra scuola: una presenza incessante che ci ricorda quotidianamente che ogni istante è un pezzo di storia, pronto per essere onorato o irrimediabilmente perduto.
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