Sono a Vicenza, in una camera d’albergo, una sera d’ottobre: Tema seguendo lo schema dell'eroe
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 15.01.2026 alle 13:50
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 16.11.2025 alle 14:11
Riepilogo:
Scopri come scrivere un tema su Vicenza in una camera d'albergo una sera d'ottobre seguendo lo schema dell'eroe: consigli, struttura e spunti per le superiori
Vicenza, una città ricca di storia e cultura situata nel cuore della regione veneta, si anima sotto la quieta e misteriosa atmosfera di una sera d’ottobre. In una modesta camera d’albergo, Matteo riflette sulla sua giornata intensa. Studente delle scuole superiori a Roma, Matteo è arrivato a Vicenza pochi giorni prima per un progetto di scambio culturale. Ora si trova di fronte a una situazione che metterà alla prova la sua determinazione e il suo coraggio.
La camera d’albergo è semplice, con arredi essenziali ma funzionali: una scrivania, un letto singolo, una piccola libreria e una finestra che offre una vista mozzafiato della Basilica Palladiana, abbagliantemente illuminata. Sulla scrivania, i libri di Palladio e alcuni appunti raccolti durante i suoi primi giorni di visita giacciono in attesa di essere studiati. L'atmosfera calda della stanza, contrastata dal vento autunnale che sibila fuori, crea un senso di confortevole isolamento.
Quella mattina, Matteo aveva visitato il Teatro Olimpico, una meraviglia architettonica progettata dal maestro rinascimentale Andrea Palladio e completata dal suo allievo Vincenzo Scamozzi. La visita al teatro aveva lasciato Matteo profondamente impressionato dalla perfetta combinazione tra arte e matematica. Il senso di maestosità che aveva provato tra gli archi e le statue classiche lo aveva motivato a saperne di più sull’architettura e sulla storia della città.
Dopo una lunga giornata, Matteo era tornato in albergo deciso a rilassarsi, ma il destino aveva altri piani per lui. Pochi minuti dopo essere entrato in camera, aveva ricevuto una chiamata dal suo insegnante, il professor Bianchi. Con voce seria, il professore gli spiegò che c’era stato un furto al Museo Civico di Palazzo Chiericati e che il dipinto “La Cattura di Cristo” di Paolo Veronese era stato rubato. Matteo, con la sua sete di giustizia e il desiderio di dimostrare il suo valore, si sentì chiamato all’azione e decise di aiutare il suo insegnante a recuperare l’opera.
Il viaggio dell’eroe di Matteo iniziò con una telefonata al comandante dei Carabinieri, fornendo ogni dettaglio utile che aveva sulla visita al museo fatta il giorno prima. Ricordando ogni particolare, Matteo menzionò un visitatore sospetto visto aggirarsi tra le sale, un uomo alto con una cicatrice sul volto che sembrava particolarmente interessato alle descrizioni delle opere esposte. Questo indizio era fondamentale.
Il dialogo tra Matteo e il comandante dei Carabinieri segnò il punto di svolta nel mito moderno dell’eroe. Attraverso l’interazione di Matteo con le forze dell’ordine, si materializzava la trasformazione da giovane studente curioso a cittadino responsabile e partecipe della tutela del patrimonio culturale. Matteo, sotto la guida e il supporto del comandante, si avviava al confronto finale con l’ombra dell’illegalità.
Esposto il piano delle indagini, Matteo capì che la caccia al ladro si sarebbe svolta in vari momenti e luoghi simbolici di Vicenza. La tensione cresceva mentre la città dormiva sotto il manto di una notte autunnale. Era come se tutta la storia e la cultura di Vicenza vegliassero su di lui, stimolandolo a procedere con determinazione.
Il culmine della storia si materializzò quando, grazie agli sforzi congiunti di Matteo e dei Carabinieri, il ladro venne individuato e arrestato. Il dipinto di Veronese fu recuperato e riportato al museo, intatto. La notizia si diffuse nella città come un moto di sollievo e orgoglio: il patrimonio artistico era salvo anche grazie alla pronta intuizione di un giovane studente.
Il mattino seguente, il professore Bianchi ringraziò Matteo per il suo coraggio e per l’apporto determinante alle indagini. Il tema del suo percorso a Vicenza si concluse con la consapevolezza di aver vissuto un’esperienza unica, che lo aveva arricchito non solo culturalmente ma anche umanamente. Matteo, affacciandosi alla finestra della sua camera d’albergo, osservò la luce del nuovo giorno che si rifletteva sulla Basilica Palladiana, pronto a tornare a casa con una storia che raramente avrebbe dimenticato.
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