Anafora: significato, esempi e importanza nella figura retorica
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Tipologia dell'esercizio: Saggio
Aggiunto: 15.01.2026 alle 8:34

Riepilogo:
L’anafora è la ripetizione di parole all’inizio di frasi o versi, usata per dare enfasi, ritmo ed emozione in poesia e prosa. Esempi: Dante, Angiolieri.
Anafora: esempi e funzione della figura retorica
I. Introduzione
Uno degli aspetti più affascinanti dello studio della lingua italiana, sia a livello scolastico che universitario, riguarda le cosiddette figure retoriche. Si tratta di procedimenti stilistici, artifici della lingua che permettono agli autori di abbellire, rafforzare o persino rivoluzionare il senso di un testo. Le figure retoriche, infatti, sono strumenti linguistici capaci di aggiungere profondità, coinvolgimento e musicalità al discorso, in prosa o in poesia. Capire come funzionano e imparare a riconoscerle è una chiave fondamentale non solo per la comprensione dei testi letterari più complessi, ma anche per rendere la propria scrittura più vivace ed espressiva, sia essa un tema scolastico, un articolo o una poesia.Tra queste figure, l’anafora occupa sicuramente un ruolo di rilievo, in quanto tra le più utilizzate e potenti da un punto di vista comunicativo ed estetico. L’anafora compare tanto nella poesia classica quanto nella prosa moderna, influenzando spesso la percezione, il ritmo e il coinvolgimento emotivo del lettore. La sua capacità di focalizzare l’attenzione su determinati elementi, ripetendoli strategicamente, la rende uno strumento essenziale nelle mani di scrittori, poeti e persino oratori.
Scopo principale di questo saggio è fornire una panoramica approfondita dell’anafora: spiegarne la funzione, presentare esempi concretamente tratti dalla letteratura italiana, e offrire strumenti pratici per il suo riconoscimento e utilizzo, stimolando la riflessione sia sull’analisi dei testi sia sulla composizione personale.
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II. Definizione e origine etimologica dell’anafora
Etimologia
L’anafora deve il suo nome al greco antico: deriva infatti da “anà” (indietro) e “phèro” (porto, conduco). Letteralmente indica un “riportare indietro”, ossia riprendere un elemento all’inizio di strutture grammaticalmente parallele. Questa origine etimologica anticipa già il meccanismo specifico della figura: la ripetizione, con funzione enfatica o strutturale, di una medesima espressione.Descrizione della figura retorica
Nel dettaglio, l’anafora consiste nella ripetizione di una o più parole all’inizio di frasi, versi o proposizioni consecutive. Tale ripresa non è mai casuale, ma è guidata dalla volontà dell’autore di conferire maggiore enfasi, coesione e ritmo al testo. L’utilizzo dell’anafora consente infatti di focalizzare l’attenzione del lettore/ascoltatore, imprimendo nella memoria l’elemento scelto.Differenze con altre figure retoriche simili
È importante non confondere l’anafora con altre figure fondate sulla ripetizione. Si pensi ad esempio all’allitterazione, che consiste nella ripetizione di suoni consonantici in parole vicine, con effetto musicale. L’anafora invece si concentra su elementi lessicali e sul piano sintattico, non sui semplici suoni. Altro caso simile è l’epifora, in cui la ripetizione non si trova in apertura di frase/verso, bensì in chiusura.---
III. Funzione dell’anafora
Scopo principale
Lo scopo primario dell’anafora è porre l’accento sull’elemento ripetuto, rafforzando il messaggio della comunicazione. La reiterazione regolare ingenera un senso di aspettativa, ritmo e persino tensione, favorendo una più intensa partecipazione emotiva. Questo effetto è così potente che ancora oggi viene usato anche nella pubblicità, nei discorsi politici e nelle canzoni, proprio per imprimere nella mente del destinatario il messaggio chiave.Effetti stilistici e persuasivi
Dal punto di vista stilistico, l’anafora contribuisce a creare una coerenza e uno stile riconoscibile, talvolta quasi “martellante”. Può amplificare emozioni forti: dolore, gioia, rabbia, nostalgia. Basti pensare ai versi di autori come Giacomo Leopardi o Salvatore Quasimodo, che grazie a ripetizioni sapienti suscitano accenti di autentico pathos.L’anafora, inoltre, incrementa la potenza espressiva, rendendo il testo più incisivo e memorabile. Ripetere una stessa parola equivale a scandire un pensiero in modo chiaro e determinato, quasi come un battito di martello sulla stessa idea.
Funzione estetica e strutturale
A livello estetico e strutturale, soprattutto nella poesia, l’anafora sostiene il ritmo e la cadenza dei versi, creando un’armonia cadenzata che facilita l’apprendimento mnemonico (si pensi alle filastrocche infantili ricche di anafore). Inoltre, la ripetizione iniziale genera un senso di coesione logica, legando fra loro le varie parti del testo in un tutto organico.---
IV. Esempi di anafora nella letteratura italiana
Esempi classici
Analizzare esempi presi dai capolavori della nostra letteratura aiuta a rendere concreta la funzione dell’anafora.Dante Alighieri, *Divina Commedia*, Inferno, III, vv. 1-3:
> «Per me si va nella città dolente, > per me si va nell'etterno dolore, > per me si va tra la perduta gente.»Qui la ripetizione di “Per me” all’inizio di ciascun verso non è solo un artificio formale, ma diventa una sentenza ineluttabile: l’iscrizione sulla porta dell’Inferno assume una forza quasi liturgica, sottolineando l’inevitabilità della dannazione.
Jacopone da Todi, *Donna de Paradiso*:
In questa lauda drammatica, spesso risuona il termine “figlio”:> «Figlio, l’anima te chiama, > figlio, figlio, figlio, figliole mio!»
La ripetizione dilata il dolore della Madonna, accentuando l’umanità lacerata della scena, in uno dei momenti più struggenti della poesia religiosa italiana.
Cecco Angiolieri, *S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo*:
> «S’i’ fosse foco, arderei ‘l mondo; > s’i’ fosse vento, lo tempestarei; > s’i’ fosse acqua, i’ l’annegherei…»Angiolieri ripete “S’i’ fosse” per ogni ipotesi paradossale, creando un ritmo serrato, aggressivo e spesso ironico, in sintonia col suo stile anticonformista.
Analisi dettagliata
Ogni esempio citato evidenzia una diversa potenzialità dell’anafora. Nel caso dantesco, la reiterazione costruisce una sorta di “porta verbale” all’inferno e, insieme, un andamento solenne; con Jacopone la ripetizione scava nell’intimo dolore materno; in Angiolieri l’anafora dà slancio a una critica sociale irriverente e caustica.Suggerimenti per l’analisi personale
Per riconoscere e comprendere l’anafora è essenziale domandarsi: quale parola o frase si ripete? Dove si trova questa ripetizione? Che effetto produce: rafforza il ritmo, suscita emozione, suggerisce insistenza? Interrogarsi su questi punti aiuta sia ad essere più consapevoli davanti ai testi, sia a migliorare le capacità interpretative.---
V. Come riconoscere e utilizzare l’anafora
Strategie per individuarla
- Prestare attenzione alle ripetizioni regolari di parole/frasi in posizione iniziale di versi o proposizioni. - Distinguere tra ripetizioni foniche (allitterazione) e ripetizione di parole intere (anafora). - Riflettere sul valore che l’elemento ripetuto assume all'interno del testo: quale aspetto si intende accentuare? Quale emozione si vuole trasmettere?Come utilizzare l’anafora nella scrittura
- Ricorrere all’anafora in componimenti propri per dare forza, ritmo e coesione al discorso. - Usare questa tecnica per focalizzare l’attenzione su un concetto guida, evitando la monotonia che nasce dall’abuso. - Scegliere con cura quale parola ripetere, puntando su termini forti o simbolici per massimizzare l’effetto desiderato.Esempi di esercizi didattici
- Individuare esempi di anafora in testi letterari assegnati. - Scrivere un breve testo poetico o narrativo usando consapevolmente l’anafora. - Confrontare la stessa frase o strofa con e senza l’utilizzo della figura retorica, per cogliere differenze di ritmo e intensità emotiva.---
VI. Connessioni con altre figure retoriche
Richiamo a figure complementari
L’anafora spesso lavora in sinergia con altre figure come l’enjambement, quando la “forzatura” sintattica tra i versi è accompagnata dalla ripetizione iniziale di un termine. Le metafore, inoltre, possono essere intensificate dalla ripetizione che ne amplifica l’impatto.Differenziazione da altre ripetizioni
È fondamentale non confondere l’anafora con l’epifora, dove la ripetizione avviene non in apertura, ma in chiusura di versi o frasi:> …parlo per te, > cammino per te, > respiro per te.
Qui la ripetizione di “per te” sarebbe un’epifora.
Anche rima e allitterazione sono tecniche ritmiche, ma agiscono su piani diversi (suoni e terminazione di versi).
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VII. Conclusione
L’anafora, come abbiamo visto, è una figura retorica densa di potenzialità, capace di strutturare e potenziare il messaggio tanto nella poesia quanto nella prosa. Definita dalla ripetizione di elementi in posizione iniziale, essa consente di catalizzare l’attenzione su concetti centrali, rafforzare il pathos ed elevare musicalità e ritmo del testo. Gli esempi letterari italiani – da Dante a Jacopone, da Cecco Angiolieri a molti autori contemporanei – mostrano la vitalità di questa figura, che attraversa i secoli e si rinnova di continuo.Lo studio dell’anafora ripaga sempre: aiuta a comprendere meglio i testi che leggiamo, a scrivere in modo più intenso e consapevole, a cogliere le sfumature di significato dietro la ripetizione insistita. Invito perciò ogni lettore ed esercitarsi a individuarla nei libri, a giocare con le parole nella scrittura propria e, perché no, ad approfondire anche altre figure retoriche – come l’enjambement e la metafora – per un arricchimento globale della propria competenza letteraria.
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Appendice utile
Consigli di lettura
- Dante Alighieri, *Divina Commedia* - Jacopone da Todi, *Laude* - Cecco Angiolieri, *Rime* - Salvatore Quasimodo, *Ed è subito sera* - Giuseppe Ungaretti, *Allegria*Risorse audio
- Cercare su Spreaker e Rai Radio3 i podcast “Lezioni di poesia” e “Letteratura in podcast”, utili per ascoltare esempi e spiegazioni di figure retoriche.Glossario breve
- Anafora: ripetizione di parola o gruppo di parole all’inizio dei versi o frasi. - Epifora: ripetizione di parola in posizione terminale. - Allitterazione: ripetizione di suono consonantico. - Enjambement: prosecuzione di una frase oltre la fine di un verso. - Metafora: trasposizione simbolica di termini.---
Studiare le figure retoriche, e soprattutto l’anafora, non serve solo a risolvere esercizi scolastici, ma anche a cogliere più in profondità la bellezza delle parole e la forza della nostra lingua.
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