Affrontare il primo giorno di scuola in un paese straniero: la sfida di una ragazza di 14 anni trasferita dalla Romania all’Italia
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 5.02.2026 alle 12:21
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 4.02.2026 alle 13:40
Riepilogo:
Scopri come affrontare il primo giorno di scuola in Italia da straniera: consigli utili per superare paure, imparare l’italiano e integrarsi con i compagni.
Mi chiamo Ana e ho 14 anni. Fino a pochi mesi fa, vivevo con la mia famiglia in un piccolo villaggio della Romania. La mia vita era semplice e tranquilla, scandita dalle rituali quotidiane e dalle abitudini che conoscevo così bene. Mai avrei pensato di dovermi trasferire in un altro paese, lontano dalla mia casa e dai miei amici, ma le circostanze hanno portato la mia famiglia a prendere questa decisione: ci siamo trasferiti in Italia.
Il giorno in cui abbiamo fatto le valigie, il mio cuore era colmo di emozioni contrastanti. Da una parte ero curiosa di vedere un nuovo paese e scoprire cosa ci riservava questa nuova avventura, dall'altra ero terribilmente spaventata all'idea di dover ricominciare da capo in un posto dove non capivo nemmeno la lingua.
Dopo un lungo viaggio, siamo arrivati nella nostra nuova casa in una piccola città italiana. Tutto sembrava così diverso e straniero: le persone, il cibo, le abitudini. I miei genitori mi rassicuravano continuamente spiegandomi che presto mi sarei ambientata, ma il loro volto tradiva un’inquietudine simile alla mia. Avevo paura di non riuscire a farmi nuovi amici, di non essere compresa, di sentirmi sola.
Il primo giorno di scuola era alle porte e l’ansia cresceva dentro di me. Mi chiedevo come avrei fatto a comunicare con i miei insegnanti e compagni, ma soprattutto temevo di essere esclusa o derisa. Mia madre mi ha accompagnata alla scuola quel giorno, cercando di infondermi coraggio. Appena superato il cancello, il ronzio di voci e risate in una lingua ignota mi ha assalita. I miei passi erano lenti e incerti mentre mi avvicinavo alla porta dell’aula.
L’insegnante, una donna gentile sui quaranta anni, ha cercato di mettermi a mio agio e mi ha presentato alla classe. Tutti gli occhi erano puntati su di me e mi sentivo estremamente osservata. Ero consapevole del mio accento diverso e della mia difficoltà a comporre anche le frasi più semplici. L’insegnante parlava lentamente e usava molte gestualità per cercare di farmi capire meglio, ma il suo italiano suonava come un flusso ininterrotto di suoni incomprensibili.
Nonostante la barriera linguistica, alcuni compagni si sono mostrati curiosi e gentili. Alessia, una ragazza dai lunghi capelli neri, mi ha sorriso e ha cercato di parlarmi in inglese, un idioma che conoscevo almeno un po'. Mi ha spiegato alcuni aspetti della scuola e mi ha mostrato dove si trovavano le varie aule. Quel piccolo gesto di amicizia ha rappresentato per me una luce in un momento di grande oscurità.
Nei giorni successivi, ho dovuto affrontare molte difficoltà: compiti che non riuscivo a comprendere, lezioni che sembravano monologhi senza senso, momenti di solitudine in cui mi mancava terribilmente la mia vecchia vita. Ma non mi sono arresa. Ho iniziato a studiare l’italiano con impegno, aiutata da mia madre e da alcune app per l’apprendimento delle lingue. Ogni nuovo vocabolo che apprendevo era una conquista.
Con il passare del tempo, grazie anche alla pazienza dei miei insegnanti e alla gentilezza dei miei compagni, ho iniziato a sentirmi parte della nuova realtà. Ho stretto amicizia con Alessia e altri ragazzi, che mi hanno coinvolta nelle loro attività e mi hanno fatto sentire accettata. Alcuni mi hanno insegnato espressioni e modi di dire in italiano, aiutandomi a migliorare sempre di più. Ho imparato a conoscere e apprezzare le abitudini italiane, scoprendo che alcune non erano così diverse dalle nostre.
Il primo giorno di scuola è stato solo l'inizio di un percorso difficile e impegnativo, ma anche pieno di opportunità e scoperte. Mi ha insegnato che, nonostante le paure e le difficoltà, è possibile adattarsi e trovare il proprio posto anche in un paese straniero. Ho imparato a superare le barriere linguistiche e culturali, scoprendo che le differenze possono arricchirci e unirci. E ora, quando guardo indietro, so che quella ragazza impaurita ha trovato la forza di crescere e cambiare, uscendo dalla sua zona di conforto per affrontare con coraggio e determinazione una nuova vita in Italia.
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