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Racconto horror di una ragazza di 14 anni di nome Lily: I problemi familiari e la violenza psicologica

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 13.01.2026 alle 9:17

Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Lily, 14, vittima di genitori violenti, trova in un'ombra protettrice la forza per ribellarsi e fuggire verso la libertà e la speranza. 🕊️

Titolo: "L'Ombra Rifugio"

Lily era una ragazzina di 14 anni, cresciuta troppo in fretta in un ambiente ostile e minaccioso. La sua vita era segnata dall'incubo quotidiano di una casa che avrebbe dovuto offrirle rifugio, ma che invece era per lei fonte di paura e angoscia. Il padre di Lily era un uomo imprevedibile e violento. I suoi sfoghi di rabbia cieca erano una costante minaccia fisica per la giovane, lasciando su di lei segni visibili non solo sul corpo, ma anche nell'animo profondamente scosso. D'altro canto, la madre di Lily, invece di offrirle calore e protezione, usava le parole come armi affilate. Era fredda, distaccata, pronta a ferirla mentalmente con indifferenza e crudeltà emotiva.

Lily era prigioniera di questa realtà, ritirandosi dentro di sé per costruire una barriera contro un mondo troppo spesso ostile. Ogni notte, quando il buio avvolgeva la sua stanza, aveva la sensazione inquietante di essere osservata. Una figura oscura, indefinita, sembrava prendere forma negli angoli della camera non appena le luci si spegnevano. Non sapeva cosa fosse quella presenza, ma avvertiva un'intensità silenziosa e penetrante nei suoi confronti, come se qualcuno o qualcosa stesse aspettando un momento opportuno per avvicinarsi. Per proteggersi, Lily lasciava una lampada accesa per tutta la notte, l'unica barriera tra lei e quella minaccia sconosciuta.

I suoi genitori non erano in grado di comprendere la natura delle sue paure. Sordi ai suoi racconti, attribuirono le sue visioni a un disturbo mentale, una schizofrenia insorta per l'alienazione subita. Tuttavia, i medici non riuscirono mai a confermare la diagnosi, poiché Lily non mostrava alcun altro sintomo tipico del disturbo, se non quelle apparizioni notturne che nessun test era in grado di spiegare. Quella paura che i genitori chiamavano infatti "illusione", per Lily era invece una realtà crudele e opprimente.

Un giorno, la già precaria situazione di Lily prese una piega ancora più drammatica. Dopo aver ricevuto pessime valutazioni a scuola, dovute alla privazione del sonno e allo stress mentale insopportabile, suo padre esplose in una furia cieca. La punizione fu brutale: la colpì con tutta la sua forza, lasciandole addosso contusioni e lividi che restarono a lungo come macabre testimonianze della sua violenza. Come se non bastasse, la rinchiuse nella sua stanza buia, sapendo quanto tremenda fosse quella paura per lei.

Nel buio più profondo, Lily si ritrovò sola con la sua ombra interiore. Il cuore le batteva furiosamente nel petto mentre l'oscurità avvolgeva la sua figura stanca e dolorante. L'ombra misteriosa apparve di nuovo, più concreta e incombente che mai, come se fosse stata sempre lì ad aspettare quel momento. Chiusa nella sua paura, Lily si aggrappò alla volontà di non cedere, tentando disperatamente di convincersi che si trattasse solo di un'allucinazione. Ma l'ombra sembrava quasi avere una propria coscienza, un'intenzione nascosta.

Con incredibile sorpresa, l'ombra non la attaccò, ma cominciò a muoversi verso di lei in un modo che non sembrava minaccioso. Lily, paralizzata dal terrore, chiuse gli occhi, preparandosi al peggio. Ma al momento del contatto, provò una sensazione inaspettata: un calore avvolgente, quasi rassicurante, assieme a un inspiegabile senso di pace. L'ombra, invece di essere pericolosa, sembrava come se volesse proteggerla, comprendere il suo dolore e alleviarlo in qualche modo. Nella sua solitudine, Lily si rese conto che forse, quell'entità sconosciuta era l'unica cosa che non la trattava con violenza o giudizio.

Quella notte segnò l'inizio di un cambiamento profondo dentro Lily. Con l'ombra come anomala alleata, trovò la forza dentro di sé per trasformare la paura in determinazione, accendendo un barlume di speranza e resistenza. Decisa a non rimanere più una vittima inerme, iniziò a pianificare la sua fuga da quella casa-prigione. L'ombra, che fino ad allora aveva rappresentato la sua più grande angoscia, divenne il simbolo della sua forza interiore.

Lily cominciò a comprendere l'ombra, non con il linguaggio verbale, ma attraverso le emozioni e le sensazioni che si scambiavano. Realizzò che la sua non era una condizione di solitudine assoluta. Anche se il mondo là fuori la considerava "malata", lei sapeva che dentro di sé nascondeva una forza che nessuno poteva immaginare, una volontà irrefrenabile di liberarsi e definirsi. Così, come l'ombra che la accompagnava, Lily imparò a camminare attraverso le tenebre della sua vita, alla ricerca di quella luce che solo lei avrebbe potuto accendere. Una luce che significava libertà, rinascita e, soprattutto, speranza.

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