Saggio

Maturità 2026: guida completa al programma di Storia e come prepararsi

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 23.01.2026 alle 12:32

Tipologia dell'esercizio: Saggio

Riepilogo:

Scopri come prepararti al programma di Storia per la Maturità 2026 e approfondisci eventi chiave tra Ottocento e primo Novecento con strategie efficaci. 📚

Introduzione

La Maturità rappresenta da sempre una tappa decisiva nel percorso di ogni studente italiano, un traguardo che segna il passaggio dall’età scolastica all’ingresso nel mondo adulto. In questo scenario, la Storia assume un ruolo fondamentale: non solo come materia d’esame, ma come chiave di lettura per comprendere criticamente la nostra società e le sue radici. Prepararsi al programma di Storia per la Maturità 2026 significa affrontare un viaggio attraverso eventi, idee e trasformazioni che hanno segnato il corso degli ultimi due secoli, con particolare attenzione al periodo compreso tra la fine dell’Ottocento, la Prima guerra mondiale e le profonde trasformazioni del primo dopoguerra. Di fronte all’ampiezza e alla complessità del programma, allo studente è richiesta non solo memoria, ma anche capacità di analisi e di collegamento tra i diversi fenomeni storici e culturali. Questo saggio vuole offrire una guida strutturata e approfondita, utile per orientarsi nello studio, valorizzando sia la dimensione fattuale che quella critica, senza trascurare suggerimenti metodologici e strumenti pratici per affrontare al meglio la prova di Storia.

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1. Inquadramento generale del programma di Storia per la Maturità 2026

Il programma di Storia per la Maturità 2026 si concentra prevalentemente sugli eventi che hanno scandito la fine dell’Ottocento e la prima metà del Novecento. Si tratta di un’epoca di profondi cambiamenti, segnata da progressi scientifici, scontri ideologici, conflitti mondiali e rivoluzioni sociali. I principali macro-temi che lo studente dovrà padroneggiare comprendono la storia d’Italia post-unitaria, le dinamiche politiche europee fino allo scoppio della Prima guerra mondiale, le conseguenze del conflitto, la Rivoluzione d’Ottobre e l’affermazione dei regimi totalitari.

È importante sottolineare che il programma può subire piccole variazioni a seconda dell’indirizzo di studio e della posizione dello studente (interno o esterno). Le informazioni aggiornate sono sempre reperibili nei documenti ministeriali e nei siti ufficiali del MIUR, costantemente aggiornati. Ma, a prescindere dalle specificità, ciò che accomuna tutti è l’esigenza di una conoscenza non superficiale degli eventi: non basta elencare date e protagonisti, bisogna saper ricostruire cause, effetti, dinamiche sociali, economiche e culturali, collegando i fatti tra loro.

La preparazione, dunque, deve essere critica e consapevole, lontana da uno sterile nozionismo. Come insegnava lo storico Marc Bloch, “l’ignoranza del passato non ci serve per capire il presente”; la Storia va vissuta come strumento per decifrare la realtà in cui viviamo.

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2. L’Italia tra Otto e Novecento: il contesto politico e sociale precedente alla Prima guerra mondiale

2.1 La situazione politica italiana post-Risorgimento

Dopo la conclusione del processo di unificazione, l’Italia si trova a dover costruire uno Stato moderno in un contesto di forti disparità sociali e geografiche. Il dibattito politico ruota attorno a due grandi forze: Destra e Sinistra storiche, animate da visioni e priorità spesso divergenti. La Sinistra Storica, rappresentata da figure come Agostino Depretis e Francesco Crispi, porta avanti riforme innovative, ma è con Giovanni Giolitti che l’Italia vive una stagione di modernizzazione e compromesso sociale.

Giolitti, intellettuale piemontese e più volte Presidente del Consiglio tra il 1892 e il 1921, promuove politiche di sviluppo industriale e di inclusione sociale, incentivando la partecipazione dei ceti medi e popolari alla vita politica. Basti pensare alle sue leggi sull’ampliamento del suffragio e sulla regolamentazione del lavoro femminile e infantile. Tuttavia, la sua figura rimane controversa: accusato di manovre clientelari e corruzione — l’appellativo di “ministro della malavita” coniato da Salvemini lo perseguiterà nel giudizio storico — Giolitti incarna le contraddizioni di un’Italia in bilico tra innovazione e conservatorismo.

2.2 Il contesto sociale, economico e culturale nella Belle Époque

L’inizio del Novecento, noto come Belle Époque, rappresenta un periodo di straordinario fermento. Le città si trasformano grazie all’industrializzazione, la popolazione urbana aumenta, compaiono nuove classi sociali. L’arte riflette questa tensione tra slancio verso il futuro e nostalgia della tradizione: dal Futurismo di Marinetti alle avanguardie artistiche europee, la cultura si fa portavoce di un’inquietudine profonda. Ne è esempio manifesto “Zang Tumb Tumb”, che celebra la velocità, la città e la guerra, segnando uno strappo definitivo col passato.

A livello sociale, persistono grandi diseguaglianze tra Nord e Sud, tra città e campagna. L’emigrazione verso le Americhe — fenomeno che tocca milioni di italiani — testimonia le difficoltà di una modernizzazione non uniforme. Così, le conquiste scientifiche e tecnologiche convivono con i drammi del sottosviluppo e dell’instabilità politica.

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3. La Prima guerra mondiale: cause, sviluppo e conseguenze

3.1 Le cause della guerra e il sistema delle alleanze europee

Il sistema geopolitico europeo della fine dell’Ottocento è un labirinto di alleanze segrete, rivalità coloniale e nazionalismi esasperati. L’omicidio dell’arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo (1914) rappresenta solo la scintilla che fa esplodere tensioni annodate da decenni, coinvolgendo le potenze della Triplice Alleanza (Germania, Austria-Ungheria, Italia) e quelle della Triplice Intesa (Francia, Inghilterra, Russia). L’Italia, pur firmataria della Triplice, entra in guerra nel 1915 a fianco dell’Intesa dopo lunghe trattative — una scelta che influenzerà profondamente il destino nazionale.

3.2 Dinamiche del conflitto e innovazioni belliche

La Prima guerra mondiale segna una svolta nella storia dei conflitti per tecnologia e modalità. Le trincee, simbolo della guerra di posizione, si estendono dal Mare del Nord all’Adriatico, teatro di una carneficina senza precedenti. L’introduzione di armi come il gas, i carri armati e la guerra sottomarina modificano per sempre il volto dei conflitti. Anche il cielo diventa teatro di battaglia grazie agli aeroplani.

Per l’Italia, la disfatta di Caporetto rappresenta un trauma nazionale: descritta magistralmente da Emilio Lussu in “Un anno sull’Altipiano”, questa sconfitta mette in discussione non solo la strategia militare, ma anche la coesione sociale e la credibilità delle istituzioni.

3.3 Effetti sociali, politici ed economici della Prima guerra mondiale

Il dopoguerra è segnato da profonda crisi. Le perdite umane sono ingenti, la popolazione è esausta, il malcontento serpeggia anche tra i reduci a causa della “vittoria mutilata”: le promesse territoriali fatte all’Italia non vengono pienamente mantenute nei trattati di pace di Parigi (1919), alimentando rancori che avranno gravi conseguenze politiche.

Nella società italiana, la guerra accelera processi di emancipazione femminile e di mobilitazione dei lavoratori. Il biennio rosso (1919-1920) vede un’esplosione di scioperi, occupazioni di fabbriche, richieste di riforme profonde. Parallelamente, la crisi economica genera nuovi squilibri e predispone il terreno all’affermazione dei movimenti estremisti.

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4. La Rivoluzione d’Ottobre e la nascita dell’Unione Sovietica

4.1 Il crollo dello zarismo e le ragioni del malcontento russo

La Russia degli inizi del Novecento è uno Stato segnato da gravi arretratezze economiche e ineguaglianze sociali. Il regime autocratico di Nicola II, incapace di fronteggiare le richieste di riforma, si scontra con movimenti di protesta sempre più diffusi. La sconfitta nella guerra russo-giapponese e la disastrosa gestione del conflitto mondiale acuiscono la crisi.

4.2 Il processo rivoluzionario e l’ascesa dei Bolscevichi

La rivoluzione si sviluppa in due fasi: la caduta dello zar nel febbraio 1917, seguita dall’ottobre, che vede l’affermazione dei Bolscevichi guidati da Lenin. I soviet — assemblee di operai, contadini e soldati — diventano i nuovi centri di potere. Le prime riforme, come la nazionalizzazione delle terre e la pace di Brest-Litovsk, segnano una rottura storica col passato.

4.3 Conseguenze della rivoluzione a livello europeo e mondiale

Il successo della rivoluzione russa ha ripercussioni enormi sull’Europa: nasce la prima forma di Stato comunista, modello e incubo per i contemporanei. Si inasprisce la contrapposizione tra movimenti rivoluzionari e conservatori; il timore del “pericolo rosso” ispira reazioni repressive in molti Paesi, compresa l’Italia delle occupazioni di fabbriche.

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5. Il primo dopoguerra in Italia e in Europa: una fase di crisi e trasformazione

5.1 Le difficoltà dell’Italia nel primo dopoguerra

Il tessuto produttivo italiano esce profondamente danneggiato dalla guerra. L’inflazione cresce, la disoccupazione colpisce i reduci, si diffondono scioperi e disordini. Le donne, che durante il conflitto avevano assunto ruoli strategici nel mondo del lavoro, si vedono spesso ricacciare ai margini. La delusione per la “vittoria mutilata” abbassa ulteriormente il morale nazionale e complica il quadro politico.

5.2 La situazione europea tra crisi economica e instabilità politica

Anche in Europa la situazione è tesa: la Germania sconfitta affronta le dure condizioni del Trattato di Versailles, dando origine alla fragile Repubblica di Weimar e, successivamente, all’ascesa del Nazismo. Gli Stati Uniti, divenuti principale potenza economica, influenzano attraverso i prestiti la ripresa europea. Nel complesso, l’instabilità crea terreno fertile per movimenti totalitari e populismi.

5.3 Le tensioni sociali e politiche che portarono alla Seconda guerra mondiale

Il biennio rosso e la nascita del fascismo testimoniano come le tensioni sociali possano sfociare in svolte autoritarie. Le crisi cicliche culminano con la Grande Depressione del 1929, che travolge anche l’Europa e favorisce la radicalizzazione politica. Questo scenario di instabilità sfocerà, di lì a pochi anni, in un nuovo conflitto mondiale.

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6. Strategie di studio e suggerimenti per preparare la prova di Storia

6.1 Organizzazione del tempo di preparazione e ripasso

La quantità di materiale da assimilare per la Maturità rende indispensabile una pianificazione attenta. Suddividere il programma in moduli cronologici o tematici, dedicando ogni settimana a un tema distinto, permette di avanzare in modo ordinato. La chiave è il ripasso continuo: ogni ciclo di studio dovrebbe culminare in una sintesi e in una verifica, magari attraverso simulazioni di domande d’esame.

6.2 Strumenti di studio efficaci

Le mappe concettuali sono preziose per visualizzare rapporti di causa-effetto, connessioni tra eventi, mutamenti strutturali. Schede riassuntive e timeline aiutano a fissare le sequenze cronologiche senza rischio di confusione. Oggi gli studenti possono integrare lo studio tradizionale ascoltando podcast (ad esempio quelli di Alessandro Barbero) o visionando documentari storici disponibili gratuitamente online, strumenti che facilitano la memorizzazione e stimolano la curiosità.

6.3 Tecniche per affrontare l’esame orale di storia

La prova orale richiede capacità di collegamento tra argomenti diversi, valorizzando il metodo interdisciplinare. Ad esempio, il Futurismo può essere collegato sia alla storia dell’arte che alla letteratura. È utile allenarsi a esporre concetti complessi in forma chiara e sintetica, rispondendo a domande aperte in modo argomentato e personale. Preparare alcune domande tipiche (“Quali furono le cause della Prima guerra mondiale?”; “In che modo l’ascesa del fascismo fu favorita dalla crisi del dopoguerra?”) e costruire risposte articolate aiuta a sviluppare sicurezza e padronanza.

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Conclusione

Lo studio della Storia richiede molto più di una semplice memorizzazione: serve spirito critico, curiosità e capacità di cogliere i legami profondi che uniscono passato e presente. Affrontare la Maturità con un approccio consapevole e metodico è la via migliore per raggiungere risultati solidi e duraturi. L’invito è a non accontentarsi del minimo indispensabile, ma ad appassionarsi alle vicende dei protagonisti del nostro passato, interrogandosi sulle loro scelte e sulle conseguenze che portano ancora oggi. Comprendere la Storia significa, in fondo, diventare cittadini più consapevoli e responsabili, capaci di orientarsi in un mondo sempre più complesso e interconnesso.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quali sono gli argomenti principali del programma di Storia Maturità 2026?

I temi principali includono la storia d'Italia post-unitaria, la Prima guerra mondiale, la Rivoluzione d'Ottobre e l'affermazione dei regimi totalitari, con attenzione ai cambiamenti politici e sociali tra Ottocento e Novecento.

Come prepararsi al programma di Storia per la Maturità 2026?

La preparazione richiede uno studio critico degli eventi storici, collegando cause, effetti e dinamiche sociali, evitando un apprendimento puramente mnemonico e valorizzando strumenti pratici e suggerimenti metodologici.

Cosa caratterizza la Belle Époque nel programma di Storia Maturità 2026?

La Belle Époque è un periodo di trasformazioni economiche, culturali e sociali, caratterizzato dall'industrializzazione, aumento della popolazione urbana e l'emergere di nuove classi sociali.

Quale ruolo ha Giovanni Giolitti nella Storia della Maturità 2026?

Giolitti fu leader di importanti riforme, promosse sviluppo industriale, ampliamento del suffragio e regolamentazione del lavoro, rappresentando le contraddizioni tra innovazione e conservatorismo in Italia post-unitaria.

Perché è importante una preparazione critica in Storia per la Maturità 2026?

Una preparazione critica aiuta a comprendere le radici della società, valutare cause ed effetti degli eventi e sviluppare capacità di analisi, fondamentali per affrontare l'esame e interpretare il presente.

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