Saggio breve: guida pratica alla Prima Prova di Maturità 2014
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 24.01.2026 alle 18:45
Tipologia dell'esercizio: Saggio breve
Aggiunto: 22.01.2026 alle 15:56
Riepilogo:
Scopri come affrontare la traccia del saggio breve nella Prima Prova di Maturità 2014 con consigli pratici e esempi per migliorare la tua scrittura. 📚
Come affrontare la traccia del saggio breve nella Prima Prova della Maturità 2014: una guida completa, originale e dettagliata
La Prima Prova dell’Esame di Maturità rappresenta, per generazioni di studenti italiani, un momento cruciale e carico di significato. Al di là della semplice valutazione scolastica, essa segna il passaggio verso una nuova fase della vita: chiusura di un ciclo, apertura su esperienze future. Tra le diverse tipologie disponibili nel 2014, la tipologia B – cioè il saggio breve – continua a essere scelta da molti candidati per la sua particolare formula: non un semplice elaborato argomentativo, ma un esercizio di sintesi e di capacità critica, in cui si richiede tanto la padronanza della lingua quanto la capacità di interpretazione e organizzazione dei materiali forniti.
Lo scopo di questo saggio è quello di offrire una guida ragionata, articolata e originale su come affrontare al meglio la traccia del saggio breve, con particolare attenzione alle richieste della Prima Prova del 2014. Passeremo dall’analisi del materiale iniziale, al momento delicato della pianificazione, fino ai suggerimenti per la scrittura vera e propria e per evitare gli errori più insidiosi. Completeremo il discorso prendendo spunto da esempi concreti tratti dalle tracce effettive di quell’anno e offrendo una conclusione che guardi al significato profondo di questa prova.
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1. Comprensione della traccia e analisi del materiale fornito
1.1 L’approccio iniziale: leggere con attenzione e calma
Quando si affronta per la prima volta la traccia, spesso l’emozione può confondere le idee: il primo consiglio imprescindibile è prendersi almeno qualche minuto per una lettura globale e attenta. È fondamentale non farsi prendere dalla fretta: ogni parola contenuta nella traccia, nelle fonti e nei materiali (che possono includere testi critici, citazioni di autori illustri, dati statistici, immagini o tabelle) è stata scelta per un motivo preciso.Suggerisco di leggere almeno due volte, meglio tre: la prima per farsi un’idea generale, la seconda per individuare i nuclei tematici, la terza per cogliere eventuali sfumature o contrasti tra le fonti.
1.2 Annotare e sottolineare in modo strategico
Un passaggio spesso sottovalutato è l’annotazione dei materiali. Prendete carta e penna, disegnate una mappa mentale oppure annotate su un foglio “brutta” i punti salienti, i concetti chiave, i temi ricorrenti. Sottolineate termini importanti, segnate accanto alle citazioni ciò che vi suscita un’associazione o una domanda. In questo fase, la sintesi è cruciale: annotate solo ciò che vi sembra veramente rilevante per lo sviluppo successivo del lavoro.Per esempio, di fronte a una citazione di Primo Levi sulla memoria storica, segnate non solo il contenuto, ma anche il possibile collegamento con altre fonti o con esempi culturali presenti nel patrimonio italiano (come il Giorno della Memoria o opere letterarie affini).
1.3 Individuare il tema portante e i punti di vista
Dopo aver selezionato le informazioni essenziali, occorre distinguere le idee-guida che compongono il “filo rosso” della traccia. Spesso, nel saggio breve, vengono proposti materiali che propongono anche istanze opposte: sta a voi riconoscere queste tensioni e capire quale posizione intendete prendere, senza scivolare in una semplice elencazione di pareri.1.4 Tipi di saggio breve e tonalità richieste
Il MIUR suddivide le tracce di saggio breve in quattro ambiti: artistico-letterario, storico-politico, tecnico-scientifico e socio-economico. Ogni ambito ha proprie peculiarità: parlare di letteratura implica uno stile più argomentativo e riflessivo, mentre il contesto scientifico richiede maggiore rigore espositivo e attenzione all’oggettività dei dati. Capire la “cornice” in cui si inserisce il proprio elaborato è fondamentale per evitare fuori tema e per centrare le aspettative della commissione.---
2. Progettazione e organizzazione del lavoro: dalla scaletta alla scelta del registro
2.1 La scaletta: architettura del pensiero
Una volta individuato il cuore della traccia e i materiali più significativi, è il momento di costruire una scaletta. In essa dovrebbero comparire:- Una introduzione che inquadri il tema e anticipi la tesi; - Uno sviluppo articolato per paragrafi tematici, in cui si argomenta la posizione personale, integrando fonti e riferimenti culturali; - Una conclusione che sintetizzi quanto detto e apra, se possibile, a prospettive future o riflessioni più ampie.
Un errore diffuso consiste nel “raccogliere” passivamente le informazioni delle fonti, senza ordinarle: usate invece una logica precisa, evidenziando i collegamenti tra le idee e costruendo una progressione che conduca il lettore verso le vostre conclusioni.
2.2 La posizione personale: equilibrio fra dati e opinioni
Il saggio breve non è un semplice riassunto: la vostra voce deve emergere. Tuttavia, è altrettanto importante non cadere nell’autoreferenzialità. Una strategia vincente consiste nel presentare la propria tesi, argomentandola sia con riferimenti ai materiali proposti sia con esempi esterni attinenti (ad esempio, richiamando eventi della storia italiana, riferimenti al cinema, all’arte o al contesto sociale nostrano).2.3 Scelta del registro stilistico
La scelta del registro dipende dal tema e dall’ambito, ma in generale si richiede uno stile formale e chiaro, privo di espressioni colloquiali. Evitate giri di parole e tecnicismi non giustificati, ma neppure cadete nell’eccesso di “sfumature accademiche” che possono appesantire la lettura. La coerenza stilistica è fondamentale.2.4 Citazioni: tra autorevolezza e originalità
Le citazioni devono essere scelte con cura, inserite solo se veramente necessarie a supportare il discorso. Non è sufficiente copiarle: dovete parafrasarle, commentarle, spiegando in due o tre frasi perché sono pertinenti. Questo dimostra sia comprensione sia capacità critica.---
3. Scrittura del saggio breve: indicazioni pratiche
3.1 Una introduzione chiara e coinvolgente
La vostra introduzione dovrebbe attrarre l’attenzione, evitando frasi fatte. È efficace partire da una riflessione generale, magari collegata all’attualità italiana o a un episodio storico, oppure collegandosi a una citazione presente nella traccia e “aprirla” verso il tema richiesto. Non dimenticate di anticipare la vostra posizione (tesi).3.2 Un corpo centrale ben articolato
Organizzate il corpo centrale in paragrafi tematici, ciascuno con un’idea guida e uno sviluppo coerente. Ogni paragrafo dovrebbe:- contenere un’argomentazione chiara; - integrare almeno una fonte o riferimento significativo; - alternare esempi concreti (tratti dalla storia, dalla letteratura italiana o dal vissuto sociale) e riflessioni personali.
È altrettanto importante gestire eventuali tesi contrapposte, mostrando la capacità di discutere e confutare con rispetto e logica.
3.3 Coesione e coerenza testuale
Usate connettivi logici (“inoltre”, “tuttavia”, “in conclusione”, “per esempio”, “d’altronde”) per collegare frasi e paragrafi. Evitate ripetizioni inutili e frasi troppo lunghe o convolute. Controllate che il filo del discorso sia sempre facilmente seguibile.3.4 Conclusione incisiva
La conclusione deve tirare le fila dell’argomentazione, senza ripetere pedissequamente quanto già detto. Può essere utile chiudere con una riflessione più ampia di tipo civile o culturale, oppure aprire a quesiti ulteriori (“cosa possiamo imparare oggi, come società, dalla questione affrontata?”).3.5 Revisione finale: un passaggio che fa la differenza
Prima di consegnare, dedicate almeno dieci minuti a rileggere attentamente: correggete eventuali errori di ortografia e sintassi, assicuratevi che tutti i passaggi logici siano chiari, che la bella copia sia ordinata e che la calligrafia risulti leggibile.---
4. Errori da evitare e strategie per migliorare il punteggio
4.1 La gestione del tempo
Non sottovalutate la pianificazione: riservate 20-25 minuti all’analisi e alla scaletta, almeno un’ora e mezza alla stesura, 15 minuti alla revisione. La fretta porta spesso a errori banali.4.2 Evitare il copia-incolla
Riportare intere frasi dalle fonti senza rielaborare penalizza la valutazione: la commissione cerca capacità di rielaborazione e spirito critico.4.3 Non perdere il fuoco dell’argomento
Attenetevi sempre al tema chiave proposto, senza cedere a divagazioni o considerazioni eccessivamente generiche.4.4 Linguaggio specifico ma non asettico
Evitate una scrittura piatta e priva di originalità: cercate il vostro stile personale, ma rimanete dentro le coordinate della chiarezza e della precisione.4.5 Esempi concreti e attuali
Collegare il tema a fatti di cronaca, artistici o letterari italiani recenti o rilevanti (per esempio a fenomeni attuali della società italiana, o a personali riflessioni su opere come quelle di Calvino, Pirandello, Gadda…) mostra maturità di pensiero.---
5. Esempi di tracce 2014: applicazione pratica della metodologia
Nel 2014, le tracce spaziavano dal tema del dono (ambito artistico-letterario), alla responsabilità individuale (ambito storico-politico), fino a problematiche connesse a tecnologia, violenza e non violenza.Ad esempio, nel caso del tema sul dono, era efficace partire dal riferimento a esperienze letterarie italiane (come “Cuore” di De Amicis o “Il barone rampante” di Calvino, dove il dono assume più significati), proseguendo con riflessioni sulle tradizioni italiane e su come la cultura del dono abbia influenzato la società odierna. In ambito tecnico-scientifico, invece, nella traccia sulla tecnologia, bisognava saper portare esempi tratti dalla storia delle scoperte scientifiche italiane (Galileo, Marconi, Rita Levi-Montalcini, ecc.), e riflettere sulle implicazioni etiche e sociali.
In tutti i casi, la scaletta doveva prevedere una contestualizzazione ampia, una tesi chiara, argomentazioni solide e una conclusione “aperta”. Inventare un titolo che fosse coerente e sintetico (es. “Il valore del dono nella cultura italiana: tra letteratura e vissuto quotidiano”) dava un ulteriore tocco di cura al lavoro.
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Conclusione
Affrontare con successo la traccia del saggio breve alla maturità non significa solo rispondere a una richiesta formale; è l’occasione per dimostrare capacità di lettura critica, di sintesi, di costruzione di un pensiero personale. I passaggi fondamentali sono la comprensione profonda delle fonti, la pianificazione ordinata del lavoro, la redazione attenta e la revisione accurata del testo. Esercitarsi con prove simulate e sviluppare un approccio personale è la via maestra per acquisire sicurezza.Saper scrivere bene un saggio breve significa anche crescere nella propria capacità di pensare e comunicare: è questo forse il vero senso della maturità. Più ancora che un voto, conta il cammino compiuto, che ci aiuterà a esprimere noi stessi con consapevolezza nel mondo che ci aspetta.
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Appendice
Tipi di saggio breve – Ambiti e registri stilistici
| Ambito | Registro suggerito | Esempi di lessico chiave | |---------------------|------------------------------|-------------------------------| | Artistico-letterario| Formale, argomentativo | metafora, narrativa, suggestione | | Storico-politico | Formale, informativo-critico | evento, testimonianza, responsabilità | | Tecnico-scientifico | Tecnico, oggettivo | dato, scoperta, innovazione | | Socio-economico | Semi-formale, analitico | società, fenomeno, dinamica |Connettivi logici utili
- inoltre, infatti, tuttavia, pertanto, in conclusione, dal momento che, rispetto a, parallelamente a, sebbene, comunque.Frasi introduttive efficaci
- “Fin dall’antichità, la questione del dono ha suscitato riflessioni fra scrittori e filosofi italiani…” - “L’evoluzione tecnologica ha profondamente segnato la società contemporanea, ponendo nuove sfide etiche ed economiche…”Suggerimenti bibliografici per approfondire
- “Il mestiere di scrivere” di Luisa Carrada - “L’etica del dono” di Sergio Givone - Siti di riferimento: Treccani, Enciclopedia della Letteratura Italiana---
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