Lettera

Lettera o pagina di diario in prima persona dal punto di vista di Arianna: La sua storia e le sue esperienze

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 12.01.2026 alle 13:42

Tipologia dell'esercizio: Lettera

Riepilogo:

Scopri una lettera/pagina di diario in prima persona dal punto di vista di Arianna: struttura, emozioni e spunti per svolgere l'esercizio scolastico con precisione

Caro diario,

Oggi sento l’impulso di mettere nero su bianco i pensieri e le emozioni che mi pervadono. Mi chiamo Arianna e, anche se la mia storia è ammantata di mito e leggenda, è piena di esperienze e sentimenti che definiscono chi sono veramente. Non voglio soltanto parlarvi della mia vita tra i palazzi dorati di Creta, ma anche delle lezioni che ho imparato lungo il cammino.

Sono figlia di Minosse, il potente re di Creta, e di Pasifae, discendente del dio sole Elio. La mia infanzia è trascorsa nel magnifico palazzo di Cnosso, un luogo che, dietro il suo splendore, celava ombre e segreti inconfessabili che avrebbero segnato il mio destino. Il più oscuro di questi era il Minotauro, mio fratellastro, nato dall'unione di mia madre con un toro sacro. Crescendo, fu rinchiuso in un intricato labirinto progettato dall'ingegnoso Dedalo.

La mia storia è spesso ricordata per il mio incontro con Teseo, il principe di Atene. Quando giunse a Creta, determinato a porre fine ai terribili sacrifici umani destinati al Minotauro, qualcosa in lui mi colpì profondamente: forse il suo carisma, forse la sua risolutezza. Spinta da un impulso irrefrenabile, decisi di aiutarlo in quella che sembrava un’impresa impossibile.

Con un semplice gomitolo di filo, gli permisi di orientarsi nel labirinto. Grazie al mio aiuto, Teseo riuscì a uccidere il Minotauro e a tornare salvo. In segno di gratitudine, mi portò via con sé, promettendomi una vita nuova e un futuro insieme, lontano dalle ombre di Creta.

Durante il viaggio verso Atene, però, una pervasiva inquietudine non mi lasciava tregua. Giunti sull'isola di Nasso, la stanchezza ebbe la meglio su di me e mi addormentai. Ma al risveglio, Teseo era svanito, abbandonandomi sola e disperata. Quello fu un colpo devastante: realizzare che tutte le mie speranze e i miei sogni si erano dissolti in un istante mi fece provare un dolore immenso.

Eppure, quell’isola isolata non significava soltanto abbandono. Fu proprio lì che il dio Dioniso mi trovò e con la sua presenza e il suo amore mi risollevò. Dioniso mi offrì il conforto e l’affetto che il mio cuore ferito desiderava ardentemente. Con lui il dolore lasciò spazio alla gioia e alla celebrazione della vita: le nostre nozze furono un inno alla felicità e, in sua compagnia, trovai una pace che non avevo mai conosciuto.

Dioniso mi donò una corona di stelle, che alla mia morte il cielo accolse per trasformarsi nella costellazione della Corona Boreale. Ma questi sono dettagli della mia leggenda. Quello che veramente importa è ciò che ho appreso dal viaggio che la vita mi ha riservato.

Ho scoperto la forza latente nella resilienza e l’abilità di rialzarsi dopo le cadute. Ho imparato che l'amore e la speranza possono illuminare il cammino, anche nei momenti più bui. Soprattutto, ho capito che i labirinti della vita non portano sempre alla fine: talvolta sono l’inizio di qualcosa di meraviglioso e inaspettato.

Questa è la mia storia, così come oggi scelgo di raccontarla. Dinamica e in continua evoluzione, mi insegna che, ovunque ci conduca il destino, esistono sempre nuove speranze e possibilità di rinascita.

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