Analisi

Maturità 2022: tra ritorno alle prove scritte e criticità persistenti

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Tipologia dell'esercizio: Analisi

Riepilogo:

Scopri le sfide e le criticità della Maturità 2022 con l’analisi delle prove scritte e il ritorno alla tradizione dell’esame di Stato italiano 📚

Maturità 2022: un esame tra tradizione e sfide contemporanee – analisi delle difficoltà e prospettive di una prova controversa

Introduzione

L’Esame di Stato, noto come Maturità, rappresenta da sempre nell’immaginario collettivo italiano un fondamentale rito di passaggio, una soglia che sancisce la conclusione della scuola superiore e l’inizio di nuove opportunità nella formazione o nel lavoro. Dopo due anni segnati da stravolgimenti didattici e sociali a causa della pandemia di Covid-19, il 2022 ha visto il Ministero dell’Istruzione reintrodurre le due prove scritte – italiano e seconda materia d’indirizzo – accanto al colloquio orale, tornando così a un modello più prossimo alla tradizione pre-pandemica.

Tuttavia, questa decisione ha suscitato numerose perplessità: da un lato, i vertici del Ministero hanno inteso dare un segnale di ritorno alla normalità, dall’altro studenti e dirigenti scolastici hanno apertamente espresso dubbi e contrarietà, sottolineando il permanere delle difficoltà oggettive nel percorso di apprendimento degli ultimi anni. A tal proposito, il compito di questa riflessione è di analizzare le ragioni del malcontento, le criticità strutturali e organizzative emerse e, infine, proporre possibili piste di soluzione, anche alla luce della realtà della scuola italiana di oggi.

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I. Contesto storico e normativo dell’Esame di Maturità 2022

1. Evoluzione della prova negli ultimi anni

Per comprendere le difficoltà della Maturità 2022, è necessario ricordare il percorso che ha condotto a questa edizione. Fino al 2019, la maturità era composta da due prove scritte – il tema d’italiano e la seconda prova di indirizzo – e da un colloquio orale, con accentuazione crescente sulle competenze interdisciplinari e trasversali. Con il sopraggiungere della pandemia, il sistema scolastico italiano è stato costretto a mutamenti radicali: la maturità del 2020 ha visto l’eliminazione delle prove scritte in favore di un maxi-colloquio orale, volto a tenere conto delle difficoltà causate dalla didattica a distanza e delle forti disuguaglianze di apprendimento tra studenti.

Questa scelta è stata giustificata dalla volontà di garantire a tutti l’accesso a un esame equo, riconoscendo l’eccezionalità della situazione. Nel 2021, pur con alcune differenze, è rimasto il modello semplificato: solo un elaborato scritto e il colloquio, senza le tradizionali prove ministeriali.

2. Il quadro normativo attuale

Per la sessione 2022, la normativa ha reintrodotto le due prove scritte (italiano e materia d’indirizzo) e il colloquio orale. Il Ministero ha sottolineato che la valutazione avrebbe considerato i crediti maturati negli ultimi tre anni, al fine di restituire parte della centralità al percorso personale di ogni studente. Il Documento del 15 maggio, redatto dai Consigli di Classe, ha avuto un ruolo cruciale nel sintetizzare e certificare le esperienze e le competenze acquisite nel triennio, rispecchiando anche le eventuali criticità legate alla pandemia.

Quanto alla ripartizione dei punteggi, i crediti del triennio hanno assunto un peso consistente, nell’ottica di valorizzare un cammino scolastico segnato da numerose incertezze.

3. Le discipline d’esame scritte nel 2022

La prova d’italiano, comune a tutti gli indirizzi, e la seconda prova di materia d’indirizzo (traduzione latina al classico, matematica allo scientifico, diritto o economia negli istituti tecnici ecc.) hanno rappresentato un ritorno alle radici dell’Esame di Stato. Rispetto al periodo emergenziale, questa scelta è stata accolta da molti come una sfida, data la difficoltà oggettiva di affrontare, dopo anni di discontinuità didattica, una verifica dal forte impatto selettivo, specialmente per quelle materie tecnico-scientifiche e linguistiche che richiedono costante esercitazione.

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II. Il ritorno alla “normalità”: un’analisi delle difficoltà e delle preoccupazioni

1. Critiche dei dirigenti scolastici

Le voci dei dirigenti sono state tra le più critiche verso il ritorno al modello tradizionale. Presidi come Rosella Tonti hanno sottolineato come la preparazione delle classi del 2022 – che ha attraversato quasi due anni completi di pandemia – sia stata fortemente penalizzata: carenza di continuità, alternanza tra lezioni in presenza e a distanza, difficoltà a monitorare davvero il processo di apprendimento. Tanti dirigenti hanno denunciato il rischio di sottoporre gli studenti a una prova non aderente alla reale preparazione, accentuando la distanza tra scuola e vita concreta degli allievi.

2. Il vissuto degli studenti

Non meno significative le reazioni degli studenti: molti hanno manifestato una forte insicurezza, sentendosi “cavie” di un esperimento educativo soggetto a regole in continuo cambiamento. Le proteste, avviate sia online che in presenza, hanno sottolineato il disagio per una scelta giudicata troppo drastica e priva di ascolto rispetto alle reali condizioni in cui si sono trovati, tra quarantene, isolamento e mancanza di socialità. Le richieste più frequenti sono state per una maggiore gradualità e per il mantenimento di sedi di valutazione alternative, come l’elaborato scritto o una tesina multidisciplinare.

3. Effetti della pandemia sull’apprendimento e sulla maturazione scolastica

La pandemia ha accentuato le disuguaglianze tra studenti: accesso diseguale agli strumenti digitali, condizioni abitative limitanti, impossibilità di ricevere sostegno da compagni e insegnanti in presenza. Mancata socialità, difficoltà nella concentrazione, frammentazione delle conoscenze: tutto ciò ha portato a un generale senso di precarietà. Non solo: molti ragazzi, secondo recenti indagini promosse da associazioni di insegnanti, hanno lamentato una perdita di motivazione e interesse, accentuata dall’incertezza sul futuro.

4. Le condizioni organizzative e logistiche nelle scuole

Scuole impreparate, assenze frequenti dovute ai contagi, docenti sostituiti all’ultimo minuto, spazi inadeguati; la lista delle difficoltà logistiche sarebbe lunga. Anche la preparazione specifica dei docenti è stata compromessa dalla necessità di passare continuamente dal digitale al cartaceo. L’assenza di strumenti omogenei di recupero e sostegno, nonché la difficoltà per molte famiglie ad accedere ai dispositivi digitali, ha reso ancor più matura la richiesta di provvedimenti di maggiore flessibilità.

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III. La prova scritta di italiano e la seconda prova: elementi di continuità e novità

1. Obiettivi pedagogici delle prove scritte

Le prove scritte, nella visione originaria, hanno lo scopo di accertare non solo le capacità espressive e di ragionamento critico (come per l’italiano), ma anche la padronanza degli specifici saperi d’indirizzo. La traccia d’italiano, per esempio, incoraggia la riflessione personale su temi storici, letterari e di attualità, attingendo a un patrimonio culturale che va da Dante e Manzoni fino ad autori contemporanei come Elsa Morante o Primo Levi.

2. La seconda prova come elemento più controverso

Il vero nodo critico della Maturità 2022 è stata la seconda prova scritta: per molti studenti, la preparazione a distanza ha reso quasi impossibile consolidare le competenze richieste, specialmente negli indirizzi scientifici e tecnici. I docenti, spesso privati della possibilità di verificare efficacemente l’apprendimento, hanno lamentato la difficoltà di preparare tracce e quesiti in grado di valutare correttamente e senza penalizzare chi ha incontrato più difficoltà.

3. Confronto con il modello semplificato degli anni precedenti

Rispetto agli esami del 2020 e 2021, il ritorno alle prove ministeriali ha creato maggiori ansie: se da un lato la maturità semplificata è stata vista come meno “selettiva”, dall’altro molti avevano apprezzato la maggiore attenzione al percorso personale e la riduzione dello stress. Tuttavia, va anche sottolineato come una modalità solo orale rischiasse di svilire alcuni aspetti fondamentali, come la capacità di argomentazione scritta.

4. Proposte alternative offerte dai dirigenti e dai docenti

Durante l’anno, si sono moltiplicate le proposte: molti docenti hanno suggerito una reintroduzione graduale delle prove scritte, magari privilegiando una sola materia o integrando elaborati multidisciplinari al posto della seconda prova. Altri hanno sostenuto la necessità di mantenere flessibilità, personalizzando le modalità d’esame in base alla storia e alle difficoltà di ciascuna classe o studente, ad esempio riportando in primo piano la tesina o colloqui pluritematici.

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IV. Il ruolo dell’esame orale e del percorso triennale nella valutazione complessiva

1. Importanza del colloquio orale nell’esame

Il colloquio orale rimane il momento centrale per mettere in luce le conoscenze e le competenze maturate dallo studente, in particolare quelle trasversali: capacità di collegare le materie, di riflettere criticamente, di argomentare con chiarezza e proprietà di linguaggio. Il documento del 15 maggio, preparato dal consiglio di classe, ha svolto una funzione di riepilogo del percorso, offrendo spunti dettati dalla storia personale degli studenti, dai progetti svolti, dalle esperienze di PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento).

2. Il credito scolastico: come incide sul punteggio finale

Il sistema dei crediti, rafforzato negli ultimi anni, ha inteso valorizzare maggiormente la carriera scolastica dell’alunno, soprattutto perché il rendimento nei tre anni finali spesso racconta più dell’esito di due giornate di prove. Questa impostazione riflette la volontà di premiare la costanza e l’impegno, piuttosto che l’occasionalità e la fortuna, pur mantenendo il ruolo selettivo della maturità.

3. Criticità e potenzialità legate a questo modello misto

Un rischio tuttavia esiste: molti studenti hanno temuto che la sfida delle prove scritte si sommasse alle difficoltà portate dalla didattica discontinua, penalizzando chi si è ritrovato a dover recuperare lacune senza strumenti adeguati. D’altro canto, la possibilità di valorizzare il percorso triennale può rappresentare un’opportunità soprattutto per chi ha mostrato una crescita progressiva, andando oltre le singole performance occasionali.

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V. Ipotesi e prospettive per il futuro dell’Esame di Stato

1. Soluzioni per affrontare le emergenze senza penalizzare nessuno

L’esperienza della pandemia ci ha insegnato che il sistema scolastico deve essere più flessibile e pronto ad adattarsi. In caso di future emergenze, molti sostengono la necessità di modelli ibridi, dove una parte delle prove possa essere svolta online, magari con formule di verifica a distanza supervisionata.

2. Metodologie didattiche per recuperare motivazione e preparazione

Fondamentale sarà potenziare gli strumenti di recupero: tutoraggi specifici per colmare le lacune, laboratori interdisciplinari e maggiori momenti di ascolto, non solo sulle competenze ma anche sul benessere psicologico degli studenti. Solo così si può contrastare il fenomeno della dispersione, un tema tanto caro a molte scuole del Sud e delle periferie italiane.

3. Verso una riforma organica della maturità

La riflessione di questi anni ha suggerito che, forse, sarebbe il caso di pensare a una maturità davvero nuova e articolata. Un modello che, come proposto da molte associazioni studentesche, valorizzi plurime modalità di valutazione – scritte, orali, pratiche, esperienze di alternanza – e che dia più voce sia agli studenti, sia alle esigenze reali del mondo universitario e del lavoro, come in altri Paesi europei.

4. Comunicazione, partecipazione e trasparenza

Infine, accanto alla flessibilità normativa, occorre maggiore chiarezza e trasparenza nella comunicazione: studenti e famiglie devono essere pienamente informati, in modo tempestivo, su regole e criteri di valutazione; solo così si può costruire un clima sereno, che favorisca l’impegno e il rispetto delle regole.

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Conclusione

La maturità 2022 ha rappresentato un banco di prova difficile e altamente simbolico per la scuola italiana. Il desiderio di una normalità ritrovata si è scontrato con le ferite ancora aperte di una pandemia che ha lasciato segni profondi: nelle competenze, nelle relazioni, ma soprattutto nell’autostima e nella motivazione di tanti studenti. Le proteste di presidi e allievi hanno acceso una luce sulle criticità di un sistema che rischia talvolta di essere più formale che realmente formativo.

Oggi più che mai, è necessario un ripensamento del modello d’Esame di Stato, che sappia conciliare autorevolezza, equità, attenzione alle nuove generazioni e ai loro reali bisogni. Solo così la maturità potrà tornare a essere non (solo) un ostacolo da superare, ma un vero rito di passaggio verso la cittadinanza attiva, la consapevolezza critica e la costruzione di un futuro migliore per tutti.

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Appendice

Glossario - Esame di Stato (Maturità): esame conclusivo del ciclo di istruzione secondaria di secondo grado. - PCTO: Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento, ex alternanza scuola-lavoro. - Documento del 15 maggio: relazione redatta dal Consiglio di Classe con la sintesi del percorso formativo degli studenti.

Cronologia degli eventi principali - 2020: pandemia Covid-19, maturità svolta solo in forma orale. - 2021: mantenimento di modalità semplificata. - Febbraio 2022: il Ministero annuncia la reintroduzione delle due prove scritte. - Maggio 2022: proteste di studenti e dirigenti scolastici in numerose città. - Giugno 2022: svolgimento dell’Esame in presenza con sistema misto.

Principali richieste degli studenti - Mantenimento di modalità più flessibili e personalizzate. - Rafforzamento del supporto psicologico. - Maggiore coinvolgimento nella definizione delle modalità di esame.

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*Questo elaborato ha inteso fornire un quadro analitico e critico della maturità 2022, raccogliendo voci, esperienze e proposte per migliorare una delle prove più significative della nostra tradizione scolastica.*

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quali sono state le principali criticità della Maturità 2022?

La Maturità 2022 ha evidenziato difficoltà dovute alla discontinuità nella preparazione causata dalla pandemia e alle sfide di reintrodurre prove scritte dopo due anni di didattica emergenziale.

Come sono cambiate le prove scritte della Maturità 2022 rispetto agli anni precedenti?

Nel 2022 sono state ripristinate la prova di italiano e la seconda prova d’indirizzo, tornando così a un modello simile a quello pre-pandemico.

Quale ruolo ha avuto il Documento del 15 maggio nella Maturità 2022?

Il Documento del 15 maggio ha sintetizzato le esperienze e competenze acquisite dagli studenti, certificando anche le criticità legate al periodo pandemico.

Perché studenti e dirigenti scolastici hanno criticato la Maturità 2022?

Le critiche derivano dalle difficoltà oggettive nel percorso di apprendimento e dalla percezione che il ritorno alle tradizionali prove scritte fosse penalizzante dopo la pandemia.

Quali materie sono state oggetto delle prove scritte della Maturità 2022?

Le prove scritte includevano il tema d’italiano per tutti gli indirizzi e una seconda prova specifica d’indirizzo, come latino o matematica a seconda della scuola.

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