Terza prova Maturità 2013: perché fu considerata la più difficile
Tipologia dell'esercizio: Analisi
Aggiunto: oggi alle 17:04
Riepilogo:
Scopri perché la terza prova della Maturità 2013 è stata considerata la più difficile e impara strategie efficaci per affrontarla con successo 🎓
Terza prova maturità 2013, l’esame più difficile?
Introduzione
L’Esame di Stato rappresenta il culmine del percorso scolastico della scuola secondaria di secondo grado in Italia, un passaggio obbligato che segna la transizione tra l’adolescenza studentesca e il mondo adulto, sia esso universitario o lavorativo. L’esame, nella sua articolazione classica, si suddivide in tre prove scritte - composte dalla prima prova di italiano, dalla seconda prova caratterizzante l’indirizzo di studi e dalla temuta terza prova multidisciplinare - seguite poi dal colloquio orale. Tra queste, nel 2013, la terza prova continuava a godere della fama di essere la più ardua e destabilizzante. Questo scritto si propone di scandagliare a fondo le ragioni di tale percezione, analizzandone la struttura, le insidie organizzative e soprattutto le strategie per affrontare il temuto “quizzone” della maturità, offrendo una visione critica arricchita dal punto di vista degli studenti e dalla riflessione sul sistema educativo italiano.---
I. La struttura complessiva dell’Esame di Stato: collocazione e importanza della terza prova
Per comprendere appieno l’unicità e la difficoltà della terza prova dell’esame di maturità 2013, occorre innanzitutto inserirla nella cornice delle prove che compongono l’Esame di Stato. La prima prova, di italiano, valuta le competenze espressive e la capacità di argomentazione critica, lasciando allo studente la scelta tra diverse tipologie testuali - dalle analisi del testo ai temi di attualità, spesso tratti da autori di spessore come Ungaretti o Moravia. La seconda prova affonda nella materia caratterizzante l’indirizzo, come la versione di latino per il liceo classico, le equazioni per lo scientifico, o la prova di economia aziendale nei tecnici economici: una sfida specialistica, ma comunque prevedibile nella disciplina.La terza prova, di norma collocata due giorni dopo la seconda, porta con sé un ruolo sia numericamente importante nel totale dei punti finali, sia psicologicamente rilevante, perché rompe gli schemi della prevedibilità. Questa multidisciplinarità, unita alla varietà della composizione dei commissari (interni ed esterni), fa della terza prova un vero banco di prova della preparazione globale dello studente. Se le prime due prove si muovono in territori noti, il “quizzone” obbliga a ripensare il metodo di studio in un’ottica più ampia, richiedendo abilità di sintesi e una solida gestione del tempo. Non è raro che proprio la tensione emotiva accumulata, una volta giunti alla terza giornata di esame, finisca per pesare maggiormente sulla performance.
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II. Caratteristiche specifiche della terza prova maturità 2013
Il tratto distintivo della terza prova è la sua natura trasversalmente multidisciplinare. In un’unica sessione, lo studente affronta quesiti di discipline diverse: storia e filosofia potrebbero affiancarsi alla matematica, al diritto, alla biologia o a una lingua straniera, secondo la scelta dei commissari. L’edizione 2013, come quelle precedenti, non presentava una struttura unica ma variava significativamente a seconda della commissione, sia per quanto riguarda la scelta delle materie che la tipologia delle domande (domande a risposta multipla, aperta breve, trattazione sintetica).Un elemento di spiccata criticità risiede proprio nella figura dei commissari esterni, spesso vissuti dagli studenti come incognite più che come semplici valutatori. In molti istituti, le domande della terza prova sono elaborate in segreto dai docenti membri della commissione, per cui la scelta delle materie e degli argomenti può facilmente spaziare su contenuti non sempre esplorati in modo esaustivo durante l’anno. Questo aspetto genera un senso di imprevedibilità che differenzia sostanzialmente questa prova dalle altre: se per la versione di greco il lessico e le strutture grammaticali sono quelle di sempre, in terza prova si rischia la domanda sulla filosofia della scienza o su un autore minore della letteratura italiana, magari affrontato solo marginalmente.
Non infrequenti, poi, le lamentele legate all’accessibilità dei quesiti: dal quesito su Carducci inserito a sorpresa tra Dante e Manzoni, fino ai problemi di fisica con formulazioni atipiche, il 2013 ha visto una casistica ampia di difficoltà. In alcuni indirizzi, la presenza di lingue straniere e discipline tecniche ha sollevato interrogativi sull’equità della prova: un classico esempio era il quesito di inglese basato su una sfumatura grammaticale poco trattata. Questa varietà, da una parte mette in luce l’ampio bagaglio culturale dello studente italiano, ma dall’altra rischia di penalizzare chi ha dovuto correre contro il tempo per approfondire tematiche lasciate indietro causa orari scolastici limitati o improvvisi cambiamenti di programma.
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III. Le reazioni e percezioni degli studenti: ansia, preparazione e strategia
Le ansie che caratterizzano l’attesa della terza prova sono ben documentate: basti leggere i forum in cui, nelle ore precedenti l’esame, si susseguivano domande, pronostici e, spesso, timori condivisi. Da un monitoraggio su testate come “La Repubblica Scuola” emerge chiaramente come nel 2013 la parola d’ordine sia stata “incertezza”. Studenti del liceo scientifico di Milano raccontavano di rimanere svegli la notte, preoccupati che uscisse quella domanda di filosofia sulla Fenomenologia di Hegel che nessuno aveva realmente capito, mentre altri, nei tecnici, temevano la domanda a sorpresa di diritto pubblico.Nei giorni precedenti la prova, la strategia più diffusa era quella del ripasso forsennato e vertiginoso: montagne di appunti, dispense digitali, videolezioni su piattaforme come Oilproject (oggi WeSchool), passaparola tra compagni, scambi di mappe concettuali quasi segreti. Un’altra abitudine radicata era quella di sfruttare al massimo la presenza dei professori interni per strappare qualche indizio, sebbene spesso inutilmente, sulle materie. Alcuni, ormai stremati e spaesati, finivano per “affidarsi al caso”, confidando in una buona sorte che selezionasse le materie a loro più congeniali.
L’aspetto psicologico non va sottovalutato: la pressione della terza prova può compromettere la chiarezza espositiva e la coerenza delle risposte. Le tecniche anti-ansia suggerite dagli psicologi scolastici (respirazione profonda, meditazione, suddivisione del tempo) assumevano in quei giorni un valore prezioso, sebbene non sempre bastassero a placare il senso di impreparazione diffuso. D’altra parte, la prova rappresentava, paradossalmente, anche un momento di divertimento quasi “sportivo” per chi amava le sfide impreviste.
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IV. Le criticità didattiche e organizzative dell’attuale sistema della terza prova
La terza prova, nella versione 2013, ha messo in evidenza diversi limiti dell’impianto valutativo italiano. Al primo posto vi è la discrezionalità eccessiva lasciata alle commissioni, che, se da una parte premia la varietà e la libertà progettuale, dall’altra apre la strada a ineguaglianze tra scuole e persino tra classi della stessa scuola. La possibilità di essere esaminati su argomenti affrontati in modo affrettato o trascurato, per via di programmi compressi da orari ridotti, crea una disparità di partenza. L’introduzione di commissari esterni, teoricamente vantaggiosa per garantire obiettività, si trasforma talvolta in elemento di imprevedibilità che aumenta la tensione, soprattutto in quegli istituti dove la comunicazione tra studenti e docenti non è ottimale.Dal punto di vista didattico, emerge la necessità di una riforma che renda la terza prova più uniforme, possibilmente anticipando la comunicazione delle materie o delle tipologie di quesiti; questa trasparenza favorirebbe una preparazione più mirata e una riduzione della frustrazione collettiva. Alcuni suggeriscono persino l’utilizzo di una banca dati nazionale di quesiti, o l’organizzazione di simulazioni ufficiali durante l’anno, per livellare le differenze tra territori e istituti. Un altro nodo cruciale è quello della copertura dei programmi: non di rado i docenti, pressati dai tempi stretti e da classi numerose, non riescono a preparare adeguatamente tutti gli argomenti, lasciando alcuni studenti scoperti o improvvisamente penalizzati.
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V. Suggerimenti pratici per affrontare con successo la terza prova
Superare egregiamente la terza prova non è solo questione di fortuna, ma di metodo. L’organizzazione dello studio assume importanza vitale: suddividere gli argomenti di ciascuna disciplina, pianificare cicli di ripasso multidisciplinare, alternare materie umanistiche e scientifiche per ottimizzare la memoria. L’uso di mappe concettuali e schemi aiuta a orientarsi nel mare di informazioni, facilitando il richiamo degli argomenti anche quando la pressione si fa sentire.Fondamentale è il lavoro di squadra: la collaborazione tra compagni di classe permette di colmare lacune individuali, mentre il dialogo costante con i docenti aiuta a chiarire i punti oscuri e ad affinare la tecnica nel rispondere ai quesiti sintetici. Utilissime sono anche le simulazioni di prove, da svolgere rispettando i tempi e il formato della terza prova, per imparare a gestire la fretta e l’ansia.
Non meno importante è la preparazione psicofisica: sonno regolare, alimentazione sana, brevi pause tra una sessione di studio e l’altra. Tecniche di rilassamento e mindfulness possono aiutare a mantenere la lucidità necessaria durante la prova. Infine, la tecnologia, se usata in modo critico, offre app e siti ricchi di risorse e sintesi, ma non può sostituire lo studio personale.
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Conclusione
La terza prova della maturità 2013 si conferma, nella memoria collettiva, come una delle sfide più ardue della scuola italiana. Le sue insidie derivano da una struttura necessariamente multidisciplinare e dall’imprevedibilità della selezione dei contenuti, unite a criticità organizzative che mettono alla prova non solo la preparazione, ma anche la capacità di adattamento dello studente. Eppure, superare questa prova rappresenta una palestra importante non solo per il futuro accademico ma anche per la vita adulta: insegna la gestione della complessità, l’importanza dell’organizzazione e il valore dell’approccio critico. In un’epoca di continui cambiamenti, la terza prova potrebbe evolvere in futuro verso forme più equilibrate e trasparenti, senza perdere però quella funzione di testare a fondo il vero “sapere” trasversale degli studenti italiani.---
Appendice - Risorse utili e metodi consigliati
- Siti web: Skuola.net, WeSchool, Treccani Scuola - Libri: Manuali di sintesi multidisciplinari (Zanichelli, Simone) - App: MindMeister per mappe concettuali, Quizlet per flashcard di rapida consultazioneTabella materie più frequenti: Italiano, storia, filosofia, matematica, lingua straniera, fisica, economia aziendale.
Guida sintetica alla prova: Leggere attentamente le domande, suddividere i tempi per materia, rispondere prima a ciò che si conosce meglio, curare la chiarezza espositiva, rileggere sempre le risposte per evitare errori di distrazione.
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