Misure di prevenzione secondo il Decreto Legislativo 159/2011
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: ieri alle 8:25
Riepilogo:
Scopri le misure di prevenzione del Decreto Legislativo 159/2011 per comprendere strumenti e normative contro la criminalità organizzata in Italia.
Le misure di prevenzione nel sistema giuridico italiano hanno radici storiche e normative nei tentativi dello Stato di combattere la criminalità e la devianza, fenomeni che non possono sempre essere affrontati efficacemente attraverso il solo sistema penale tradizionale. Il Decreto Legislativo 6 settembre 2011, n. 159, meglio conosciuto come Codice Antimafia, rappresenta un pilastro essenziale di questa strategia. Questo decreto consolida e riorganizza, in un testo unico, le disposizioni in materia di misure di prevenzione personali e patrimoniali, con l'obiettivo di offrire una risposta più efficace alle minacce poste dalla criminalità organizzata e comune.
Il Codice Antimafia si propone di aggiornare e sistematizzare un quadro normativo che, fino a quel momento, risultava frammentario a causa delle successive stratificazioni legislative che risalivano fino alla Legge 27 dicembre 1956, n. 1423, nota anche come "Misure di prevenzione nei confronti delle persone pericolose per la sicurezza e per la pubblica moralità". L’approccio preventivo è stato sottolineato nel sistema legislativo italiano come uno strumento cruciale nella lotta alla criminalità organizzata. Esso è riuscito, in più occasioni, a bloccare la crescita dei patrimoni illegali e ha portato a una reinterpretazione del concetto di "pericolosità sociale".
La "pericolosità sociale qualificata" è un concetto fondamentale nell'ambito delle misure di prevenzione. Si riferisce all'insieme di comportamenti e atteggiamenti che, pur non configurando direttamente un reato, indicano una predisposizione a delinquere o a contribuire a fenomeni criminali. Questo concetto permette alle autorità di intervenire in casi in cui la pericolosità di un soggetto sia determinata da elementi inequivocabili, come l'appartenenza a un’organizzazione criminale o il coinvolgimento in traffici illeciti rilevanti.
Le misure di prevenzione si distinguono in personali e patrimoniali. Le misure personali includono disposizioni come la sorveglianza speciale con o senza obbligo di soggiorno, applicabili a individui ritenuti socialmente pericolosi senza la necessità di un procedimento penale tradizionale. Le misure patrimoniali, invece, mirano a togliere alla criminalità organizzata e alla delinquenza comune le risorse economiche illecitamente acquisite, attraverso strumenti come il sequestro e la confisca di beni.
Una delle principali innovazioni introdotte dal D.lgs. 159/2011 riguarda proprio la gestione dei beni confiscati. Questi beni, spesso appartenenti a organizzazioni mafiose, vengono sottratti ai loro proprietari illegittimi e destinati a fini sociali, contribuendo così al recupero e al rafforzamento del tessuto sociale delle comunità colpite. Per gestire questi beni con maggiore efficienza e trasparenza, è stata istituita l’ANBSC (Agenzia Nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata).
Nel contesto delle misure personali, il decreto definisce una gamma di soggetti che possono essere destinatari delle stesse, tra cui coloro che, per il loro comportamento, si ritiene possano contribuire in maniera determinante alla commissione di reati, soprattutto se facenti parte di associazioni mafiose o coinvolti in traffici illeciti rilevanti. Queste misure sono indirizzate a soggetti che, pur non essendo stati formalmente condannati per un reato specifico, sono considerati un pericolo per l'ordine pubblico e la sicurezza.
Dal punto di vista giuridico, la previsione di misure preventive ha sollevato questioni complesse in merito alla compatibilità con i principi costituzionali, come la presunzione di innocenza e il diritto alla difesa. Tuttavia, la Corte Costituzionale italiana ha più volte confermato la legittimità di tali misure, considerandole compatibili con la Costituzione sulla base del presupposto della loro natura non punitiva ma preventiva. Pertanto, esse sono viste come strumenti necessari per proteggere la collettività da minacce gravi e imminenti.
In definitiva, il D.lgs. 159/2011 rappresenta una risposta normativa raffinata e comprensiva alla necessità di strumenti efficaci nella lotta alla criminalità organizzata. Esso cerca di bilanciare la necessità di tutela della sicurezza pubblica con il rispetto dei diritti fondamentali, nel contesto di una fenomenologia criminale in continua evoluzione. Nonostante alcune critiche e problematiche operative, il sistema delle misure di prevenzione rimane una componente centrale della strategia italiana nel contrasto alla criminalità organizzata, con l’obiettivo di garantire che lo Stato prevalga nel sottrarre risorse economiche e influenze sociali alle consorterie criminali.
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