Terza prova maturità 2017: perché è suddivisa in due turni distinti
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Aggiunto: oggi alle 7:28
Riepilogo:
Scopri perché la terza prova maturità 2017 è divisa in due turni e come questa scelta influenza la preparazione degli studenti e l’organizzazione dell’esame.
Terza Prova 2017: Ecco perché ci sono due turni
Nel sistema scolastico italiano, la maturità rappresenta non solo il conclusivo traguardo della scuola superiore, ma anche un passaggio simbolico verso la maturazione personale e intellettuale del giovane. Accanto alla prima e alla seconda prova, generalmente note e standardizzate, la terza prova ha sempre avuto una funzione peculiare e, per certi aspetti, insidiosa. Volendo valutare la preparazione multidisciplinare dello studente, la terza prova si distingue per la varietà delle materie coinvolte e la molteplicità dei formati di domanda, spesso ritenuti più complessi e imprevedibili.
Nel 2017 la terza prova ha subito un cambiamento organizzativo importante: la suddivisione in due turni distinti, uno mattutino e uno pomeridiano. Una scelta che all’epoca ha fatto discutere studenti, docenti e anche alcuni osservatori esterni, alimentando riflessioni sulle ragioni e sulle conseguenze di questa modalità. Per comprendere appieno il senso di questa decisione, è indispensabile analizzare in profondità la struttura della terza prova, le ragioni logistiche e didattiche di tale organizzazione e gli effetti concreti e psicologici su chi l’ha sostenuta.
Andremo dunque a ripercorrere la natura della terza prova nella maturità italiana, la motivazione e il funzionamento dei due turni adottati nel 2017, gli aspetti organizzativi e logistici di quella scelta, gli effetti sulla preparazione degli studenti e, infine, alcune considerazioni sulle eccezioni e sulle evoluzioni delle prove negli anni successivi.
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I. La natura della terza prova: caratteristiche e variabilità
A. Definizione e ruolo della terza prova nell’esame di maturità
La terza prova fu introdotta con la riforma dell’esame di stato negli anni Novanta allo scopo di garantire una verifica realmente interdisciplinare. A differenza della prima prova (solitamente un tema d’italiano) e della seconda (centrata sulla disciplina caratterizzante l’indirizzo frequentato), la terza prova mette insieme conoscenze e competenze acquisite in più materie, nella logica dell’integrazione tra saperi.Questo aspetto si inserisce nella tradizione pedagogica italiana che, a partire dall’umanesimo rinascimentale passando per la scuola gentiliana, ha sempre sottolineato l’importanza di una formazione ampia, capace di tenere insieme, ad esempio, la letteratura italiana di Dante e Leopardi, il pensiero filosofico da Aristotele a Croce, la storia d’Italia e dell’Europa, ma anche le scienze sperimentali e la matematica.
B. Le materie coinvolte
Il numero delle materie scelte per la terza prova viene solitamente determinato dal consiglio di classe, su disposizione ministeriale, e varia da quattro a cinque, a seconda del tipo di istituto. Licei classici, scientifici e linguistici spesso hanno una prevalenza di discipline teoriche (come latino, filosofia, lingue straniere, storia), mentre gli istituti tecnici e professionali includono anche materie più tecniche o laboratoriali (economia aziendale, progettazione meccanica, diritto, tecnologie applicate).Ad esempio, al liceo scientifico un tipico pacchetto di materie potrebbe essere composto da matematica, fisica, filosofia e inglese; mentre in un istituto tecnico commerciale, le scelte potrebbero coinvolgere economia politica, diritto, informatica e una lingua straniera. Il criterio fondamentale è garantire che la prova indaghi trasversalmente conoscenze e abilità costruite nei cinque anni.
C. Modalità di svolgimento
La terza prova si presenta in diverse tipologie di domanda: risposta multipla, risposta aperta sintetica, trattazione di casi, quesiti pratici o veri e propri mini-progetti. Ciascuna modalità ha i suoi punti di forza e di debolezza. La domanda a risposta multipla potrebbe sembrare più abbordabile, ma spesso è studiata per valutare la precisione e la comprensione sottile dei dettagli. La risposta aperta invece offre spazio all’argomentazione, ma richiede chiarezza, sintesi e strutturazione logica del discorso.I quesiti a caso, frequenti ad esempio negli indirizzi a indirizzo giuridico-economico, obbligano a inquadrare una situazione e proporre una soluzione, simulando problemi verosimili che lo studente potrebbe affrontare nella futura vita lavorativa. I progetti e le simulazioni, invece, sono più consueti in indirizzi tecnici e laboratoriali, dove si richiede un approccio pratico-compositivo.
D. Durata della prova e come varia in base alla tipologia di quesiti
La durata della terza prova non è fissa: varia da istituto a istituto e in base al formato. Le prove prevalentemente a risposta multipla o con domande chiuse si esauriscono in circa 60-90 minuti, mentre laddove ci siano più risposte aperte, analisi di casi o brevi saggi, il tempo si prolunga fino a due ore e trenta, talvolta tre.La variabilità del tempo risponde a esigenze didattiche: la scuola italiana, pur tra mille difficoltà, cerca di offrire pari opportunità, garantendo che la complessità della prova sia bilanciata dal tempo a disposizione.
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II. Organizzazione dei due turni della terza prova nel 2017
A. Descrizione dei due turni
Nel 2017, giorni della maturità, molte scuole italiane scelsero di suddividere la terza prova in due turni distinti: uno il mattino (ad esempio dalle 8:30 alle 10:30) e l’altro nel primo pomeriggio (ad esempio dalle 16:30 alle 19:30). Questa scelta logistica non fu omogenea in tutto il territorio, ma frequente nei grandi istituti e nelle aree ad alta densità studentesca.B. Ragioni della suddivisione in due turni
La decisione fu motivata da necessità pratiche. In primis, l’aumento degli iscritti e la compresenza di più classi con indirizzi diversi obbligava la scuola a gestire contemporaneamente numerose prove differenti. Ad esempio, la 5A e la 5B di uno stesso liceo potevano sostenere la terza prova nello stesso giorno, ma su materie differenti e con tracce differenti, stilate dai relativi Consigli di classe.Effettuare tutte le prove contemporaneamente avrebbe significato sovraffollamento nelle aule, rischioso sia per il clima d’esame sia per la possibilità di confusione e scambio di informazioni non autorizzate. Il doppio turno, invece, consentiva di sorvegliare meglio, suddividere le classi, ridurre il rischio di errori nella distribuzione dei materiali e garantire un ambiente più silenzioso e concentrato.
Un ulteriore elemento di attenzione fu il lavoro dei commissari: gestire le correzioni e la raccolta degli elaborati di poche classi per volta è certamente più agevole.
C. Impatto sugli studenti
Per gli studenti i due turni rappresentarono sia un’opportunità che una difficoltà. Chi svolgeva la prova la mattina aveva spesso l’impressione di “togliersi il pensiero” rapidamente e di fruire di condizioni ottimali di lucidità mentale. All’opposto, chi aspirava al pomeriggio doveva gestire meglio l’attesa, le emozioni, la stanchezza che poteva accumularsi nelle ore precedenti.Sul piano psicologico, la divisione costringeva a pianificare con attenzione il risveglio, l’alimentazione, il ripasso e il rilassamento. Ma, indubbiamente, l’ambiente meno caotico risultava vantaggioso per tutti: basti pensare a certe immagini da film come “Notte prima degli esami”, dove il brusio delle aule piene e la tensione collettiva spesso rischiavano di penalizzare anche i più preparati.
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III. Aspetti organizzativi e logistici dietro la scelta dei turni
A. Ruolo delle commissioni d’esame
La commissione d’esame gioca un ruolo centrale nella definizione della terza prova: dalla scelta delle materie alla stesura dei quesiti, fino alla vigilanza e alla correzione. La suddivisione in turni avviene spesso tramite criteri quali il numero di studenti, il tipo di prova predisposta e soprattutto le esigenze di sorveglianza. È la commissione che decide l’allocazione delle aule e delle tempistiche, rispettando le direttive ministeriali ma adattando la logistica alla realtà della singola scuola.B. Coordinamento con il calendario delle altre prove
A differenza del tema d’italiano e della seconda prova (che coinvolgono tutte le classi in contemporanea), la terza prova, essendo differenziata per singola classe e stilata “in casa”, impone un’organizzazione più attenta. Ecco perché è fondamentale evitare la sovrapposizione dei turni, assicurando ai commissari la possibilità di terminare tutte le operazioni in modo ordinato prima di accogliere un nuovo gruppo in aula.C. Implicazioni per la gestione dell’esame
Dal punto di vista gestionale, il doppio turno consente ai docenti-commissari di vigilare in modo più efficace, prevenendo copiature e smarrimenti di materiali. Inoltre, riducendo il numero di studenti per ciascun turno, aumenta l’attenzione alle esigenze individuali: ad esempio, in caso di studenti con bisogni educativi speciali, la gestione differenziata del tempo e dello spazio può risultare decisiva.---
IV. Effetti dell’organizzazione a doppio turno sulla preparazione dello studente
A. Come pianificare lo studio in base al turno assegnato
Sapere con anticipo in quale fascia oraria si sosterrà la prova è essenziale per organizzare il ripasso. Chi sa di dover affrontare la prova al mattino deve concentrarsi su uno studio intenso entro la sera precedente, mentre il pomeriggio richiede una gestione dell’attesa: evitare il sovraccarico mentale, ripassare solo il necessario, magari anche sfruttando tecniche di rilassamento o brevi passeggiate.B. Strategie di studio per la terza prova in relazione alla tipologia di domande
La varietà delle domande impone strategie differenti. Se la prova privilegia risposte multiple, il consiglio è lavorare su esercizi di sintesi, magari utilizzando schemi e mappe concettuali; se sono presenti domande aperte, esercitarsi con tracce simili, rispondere entro un tempo stabilito, curare lingua e argomentazione. Per le materie più tecniche, fondamentale è allenarsi su esercitazioni e simulazioni, consultando fonti come i manuali e i siti dedicati alla maturità, ad esempio Studenti.it e Skuola.net.C. Consigli psicologici e fisici per affrontare la prova in entrambi i turni
Indipendentemente dal turno, una sana alimentazione il giorno prima, un sonno ristoratore e l’uso di tecniche di rilassamento (respirazione, ascolto di musica, meditazione) possono davvero fare la differenza. Chi sostiene la prova nel pomeriggio deve prestare attenzione ai pasti: meglio pasti leggeri e idratarsi bene, evitando zuccheri eccessivi o cibi pesanti. Infine, è utile ricordare che la concentrazione si allena: brevi sessioni di studio, intercalate da pause rigeneranti, aumentano la resa rispetto a lunghi pomeriggi davanti ai libri.---
V. Contesti eccezionali e casi particolari legati alla terza prova 2017
A. Situazioni particolari: posticipo della prova
Non sono mancati casi di studenti che hanno dovuto sostenere la terza prova in giornata posticipata rispetto alla classe (per motivi di salute, personali, o persino per coincidenze con ricorrenze nazionali, come le elezioni amministrative). In questi casi la scuola, di concerto con la commissione, deve trovare soluzioni logistiche che garantiscano l’equità della prova, magari preparando tracce parallele o vigilando con particolare attenzione che non trapelino informazioni sugli argomenti.B. Il futuro della terza prova: evoluzioni e cambiamenti successivi al 2017
A partire dagli anni successivi, la terza prova è stata oggetto di una significativa riforma, che ne ha ridotto progressivamente la durata e la complessità e, negli indirizzi liceali, ne ha spesso decretato la scomparsa in favore di una seconda prova multidisciplinare. Questa scelta riflette la volontà di semplificare l’esame e allineare i criteri di valutazione nazionale, ma rimane comunque una testimonianza di come la terza prova sia stata per anni un banco di prova fondamentale per la preparazione trasversale degli studenti italiani.---
Conclusione
La decisione di organizzare la terza prova della maturità 2017 su due turni non nasce da un capriccio amministrativo, ma dalla volontà di garantire a ogni studente le migliori condizioni possibili per dimostrare il proprio valore. Oltre ai vantaggi logistici, il doppio turno ha offerto un ambiente più sereno e ordinato, seppure non privo di qualche difficoltà gestionale, specie per chi era chiamato alla prova nel pomeriggio.Alla base di tutto, resta però l’importanza della preparazione personale: solo un’organizzazione consapevole dello studio, un approccio mentale maturo e una cura di sé possono davvero fare la differenza, indipendentemente dalla modalità scelta per l’esame. In ultima analisi, la terza prova, nella sua complessità e mutevolezza, ha rappresentato una sfida autentica e formativa per generazioni di studenti italiani.
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