Tema horror di 500 parole con flashback, finale a sorpresa e narratore interno
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 5.02.2026 alle 18:18
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 3.02.2026 alle 13:29
Riepilogo:
Scopri come scrivere un tema horror di 500 parole con flashback, finale a sorpresa e narratore interno per migliorare la tua scrittura creativa scolastica.
La notte era calata sul piccolo villaggio di Blackwood, portando con sé una fitta nebbia che avvolgeva le case e le strade in un abbraccio gelido. Ero nella mia stanza, seduto alla scrivania con il vecchio libro che avevo trovato nella soffitta. La copertina di cuoio era logora, e le pagine ingiallite emanavano un odore di muffa e polvere. Era una raccolta di storie antiche e leggendarie, tramandate di generazione in generazione. Le parole scritte a mano tremolavano leggermente, come se il loro autore avesse raccontato le storie in un frettoloso momento di paura.
Cominciai a leggere una storia sulla Leggenda della Dama Bianca, una contessa che, secondo il racconto, era stata ingiustamente accusata di stregoneria e, per colpa di un amore tradito, era stata arsa sul rogo. Si diceva che la sua anima inquieta vagasse ancora tra le rovine del vecchio maniero, cercando vendetta. Le descrizioni nel libro erano così vivide che mi persi completamente nella lettura, la mia immaginazione dipingendo ogni dettaglio nella mia mente.
Improvvisamente, sentii un rumore fuori dalla finestra. Abbassai il libro e guardai fuori. La nebbia era così densa che non riuscivo a vedere nulla, ma un'inquietudine mi prese. Lasciai il libro e mi avvolsi in una coperta, accendendo una candela per avere un po' di luce nelle tenebre. Sentii di nuovo il rumore — questa volta più forte.
Con il cuore che batteva forte, decisi di scendere le scale e vedere cosa stava succedendo. La casa era silenziosa, ogni passo rimbombava nel silenzio opprimente. Raggiungendo il piano terra, mi fermai davanti alla porta del seminterrato. Era socchiusa. Una sensazione di freddo mi attraversò la schiena.
Entrai nel seminterrato, le pareti di pietra umida e il pavimento coperto da un sottile strato di polvere. Il bagliore della candela gettava ombre lunghe e inquietanti. Un’altra volta, sentii quel rumore: un sussurro, quasi un lamento. Mi avvicinai lentamente a una vecchia cassapanca. Ricordo chiaramente la sensazione che provai quando la aprii: un misto di curiosità e terrore.
Dentro la cassapanca trovai un vecchio diario. Lo aprii e cominciai a leggere. Raccontava la storia di un giovane ragazzo del villaggio, accusato ingiustamente di furto e linciato dalla comunità. Prima di morire, aveva maledetto il villaggio intero, promettendo che la sua vendetta non avrebbe conosciuto pace. Lessi con stupore che il ragazzo era mio bisnonno, e questo mi riempì di un'oscura premonizione.
Ecco il flashback: Ricordo che mia nonna mi raccontava storie di quegli anni difficili. Molte volte mi aveva detto di come gli abitanti del villaggio fossero superstiziosi e che ogni notte durante l'autunno, la nebbia portava con sé lo spirito inquieto di qualcuno in cerca di vendetta. Aveva spesso parlato di una figura vestita di bianco che appariva nei sogni dei più giovani del villaggio, chiedendo giustizia.
Tornai al presente con un sussulto. Il rumore di passi nel seminterrato mi fece gelare il sangue nelle vene. Alzai lo sguardo e vidi una figura bianca, come uno spettro. La luce della candela tremolò e poi si spense con una folata di vento glaciale. Avevo il cuore in gola e non potevo muovermi, paralizzato dal terrore.
Poi, con un movimento rapido, la figura avanzò verso di me. Chiusi gli occhi, aspettandomi il peggio. Ma invece di sentire dolore o paura, sentii solo un caldo abbraccio. Riaprii gli occhi e riconobbi il volto della Dama Bianca, ma non era spettrale. Sembrava triste, desiderosa di pace.
Con un filo di voce sussurrò: "Libera la mia anima, giovinetto, e la tua famiglia sarà risparmiata." Le sue parole mi fecero capire tutto. Dovevo raccontare la vera storia a tutto il villaggio e riabilitare l'anima del mio bisnonno.
Il finale a sorpresa arrivò il giorno dopo, quando raccontai tutto al villaggio. Invece di scacciarmi come pazzo, gli anziani riconobbero la verità nelle mie parole. Organizzammo un rito di purificazione per placare gli spiriti inquieti.
Da quella notte in avanti, la nebbia smise di portare con sé l'eco dei lamenti e il villaggio di Blackwood ritrovò finalmente la pace. Forse le storie antiche che tanto mi affascinavano non erano solo leggende, ma testimonianze di eventi reali che chiedevano soltanto di essere rivelati.
Ero salvo, ma mai più quella sensazione di freddo e terrore mi abbandonò completamente.
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