Come vengono scelti i commissari interni per la maturità 2020
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 15.01.2026 alle 14:01
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 15.01.2026 alle 13:32

Riepilogo:
Nel 2020 la commissione di maturità era formata da 6 commissari interni (docenti della classe) e un presidente esterno, per garantire sicurezza e equità.
Commissari interni maturità 2020: come vengono scelti i 6
L’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, comunemente chiamato “maturità”, rappresenta un momento cruciale del percorso scolastico di ogni studente italiano. Nel 2020, questo rito di passaggio ha assunto un significato ancora più particolare a causa della pandemia di COVID-19 che ha radicalmente modificato la quotidianità scolastica, costringendo milioni di studenti e docenti ad abbandonare le aule e a reinventare la didattica attraverso le tecnologie digitali. In tale contesto, anche la commissione d’esame, istituzione che garantisce la serietà e l’equità della valutazione, è stata oggetto di profonde modifiche.
La principale novità introdotta dall’ordinanza ministeriale è stata la composizione della commissione composta per la quasi totalità da commissari interni, con il solo presidente esterno. Questo cambiamento, adottato dal MIUR, mira non solo a garantire la sicurezza sanitaria, limitando gli spostamenti, ma anche a favorire una valutazione più aderente a quanto realmente svolto durante un anno scolastico segnato da forti discontinuità. L’obiettivo di questo elaborato è dunque analizzare i criteri in base ai quali vengono scelti i sei commissari interni previsti per la maturità del 2020, chiarendo ruoli, responsabilità, obblighi e motivazioni alla base delle scelte operate dal Consiglio di Classe, alla luce delle disposizioni ministeriali e delle esigenze formative degli studenti.
In definitiva, la scelta dei commissari interni si configura come risposta concreta all’esigenza di garantire equità e coerenza valutativa in un periodo di profonda incertezza, incarnando così quello sforzo di adattamento e cura che la scuola italiana, nel tempo, ha sempre saputo mostrare nei confronti dei propri studenti, come ben ricordava don Lorenzo Milani: “La scuola siede fra il passato e il futuro, e deve averli presenti entrambi”.
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1. La Commissione Esaminatrice nella Maturità 2020
Per comprendere appieno il significato delle scelte sulla composizione della commissione, occorre ricordare come era strutturata tradizionalmente la commissione di maturità. Fino all’anno precedente, la commissione esaminatrice prevedeva di norma tre commissari interni (docenti della classe) e tre esterni (assegnati dall’Ufficio Scolastico Regionale e provenienti da altri istituti), oltre a un presidente esterno. Questa suddivisione, pensata per garantire un certo bilanciamento tra “interni” ed “esterni” al fine di assicurare imparzialità, era ritenuta fondamentale per una valutazione oggettiva.Nel 2020 però, l’emergenza sanitaria mondiale ha imposto una revisione radicale di tali procedure. L’Ordinanza Ministeriale firmata dalla Ministra Lucia Azzolina ha reso chiaro che “tutti i commissari sono interni, con la sola presenza di un presidente esterno”, abbandonando così la tradizionale suddivisione. Questa decisione è nata dall’esigenza di ridurre al minimo i contatti tra persone provenienti da contesti scolastici e territoriali differenti, contrastando così il rischio di ulteriore diffusione del virus. Al contempo, però, si è voluto riconoscere alle scuole, e in particolare ai docenti che hanno seguito i ragazzi lungo tutto il loro iter formativo, un ruolo centrale nel delicato processo valutativo di un esame che nel 2020 avrebbe avuto caratteristiche assolutamente uniche.
Così, per la prima volta nella storia recente della scuola italiana, la commissione della maturità si è trovata a essere composta quasi completamente da chi conosce più da vicino la storia, i successi e le difficoltà di ogni studente, rendendo ancor più significativa la familiarità pedagogica che la scuola ha sempre voluto coltivare.
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2. Criteri per la scelta dei commissari interni
Quali criteri regolano concretamente la selezione dei sei commissari interni? La normativa attribuisce al Consiglio di Classe la responsabilità di individuare i commissari: tale collegio, formato dagli insegnanti della classe impegnata all’Esame di Stato, dovrà dunque prendere decisioni che siano al contempo rispettose della normativa e attente ai bisogni della comunità scolastica.Il primo requisito essenziale è che i commissari selezionati debbano essere docenti della classe che sostiene l’esame, quindi titolari di almeno una disciplina effettivamente insegnata nell’anno scolastico 2019/2020 a quegli studenti. La normativa, pubblicata attraverso l’Ordinanza del MIUR, precisa tuttavia che è possibile individuare un docente con titolo diverso da quello della disciplina d’esame, a patto che sia in effetti l’insegnante di quella materia per la classe in questione. Questo punto è rilevante, soprattutto nei licei, negli istituti tecnici o professionali dove possono esistere materie affini o classi di concorso estensive.
Il numero dei commissari interni è tassativamente fissato a sei. Tale scelta, non casuale, si collega anche all’esigenza di coprire le principali aree disciplinari della scuola superiore e assicura la presenza di docenti rappresentativi dei diversi indirizzi formativi.
Due figure di commissario, in particolare, sono imprescindibili:
- Il commissario di Italiano, insegnante della disciplina considerata “ponte” e fondamento culturale del percorso liceale e tecnico, secondo una tradizione che da Dante a Moravia vede nella padronanza della lingua madre la chiave di ogni cittadinanza attiva e consapevole. - Il commissario della materia seconda prova: solitamente, la seconda prova è quella che caratterizza l’indirizzo di studi (Matematica al Liceo Scientifico, Greco al Liceo Classico, Estimo negli Istituti Tecnici per Geometri ecc.); nel 2020, pur essendo stata abolita la prova scritta, la nomina di questo commissario si è mantenuta per garantire la possibilità di accertare le competenze disciplinari specifiche anche durante il “maxi orale”.
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3. Altri vincoli e raccomandazioni nella scelta
La titolarità disciplinare resta un caposaldo: solo i docenti abilitati per la disciplina insegnata possono svolgere la funzione di commissario relativo a quella materia. Tuttavia, soprattutto nei contesti in cui alcune discipline sono insegnate da un solo docente su più classi o in cui si alternate discipline affini, la normativa prevede alcune eccezioni e limitazioni.Nel dettaglio, un docente che insegna la stessa materia in più classi terminali può essere nominato commissario in non più di due commissioni salvo circostanze eccezionali, per evitare un sovraccarico di impegni che andrebbe a ripercuotersi sulla qualità della conduzione dell’esame e sulla serenità del docente stesso.
In sede di Consiglio di Classe, la scelta dei sei commissari richiede un equilibrio fra le diverse esigenze: non solo occorre rispettare le norme, ma anche agire con buon senso. Un esempio pratico: se il professore di Italiano dell’ultimo anno ha seguito la classe sin dal terzo anno, sarà logico che venga nominato commissario interno, “per accompagnare i ragazzi verso il compimento di un percorso che conosce nel profondo”. Allo stesso modo, sarà opportuno valutare la capacità dei docenti di adattarsi alle nuove modalità d’esame (ad esempio il colloquio orale unico su più discipline), la loro predisposizione al dialogo educativo, la familiarità con gli strumenti digitali e la loro eventuale propensione a sostenere studenti particolarmente in difficoltà.
Infine, la normativa raccomanda di prendere in considerazione la distribuzione dei carichi di lavoro e la compatibilità di ruolo: ad esempio, evitare di coinvolgere nel massimo numero di commissioni lo stesso docente o di nominare come commissario docenti supplenti di breve periodo o appena giunti nella classe.
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4. Implicazioni della composizione interna sulle modalità dell’Esame di Stato 2020
L’effetto più immediato della commissione composta da soli docenti interni è la possibilità di valorizzare al massimo la conoscenza approfondita del percorso scolastico di ciascun studente. Le biografie didattiche, spesso fatte di cadute e rilanci, di difficoltà superate e di talenti scoperti tardi, possono finalmente essere tenute più fortemente in considerazione, evitando che il giudizio finale sia affidato a chi non ha conosciuto i ragazzi nel loro cammino.In particolare, nel 2020 la modalità dell’esame è stata plasmata attorno a un maxi orale da 60 punti, che ha sostituito tutte le tradizionali prove scritte. In questa prova unica e trasversale, i commissari interni hanno assunto un ruolo determinante. Essendo a conoscenza del reale percorso degli studenti nella didattica a distanza, hanno potuto impostare quesiti, richieste di approfondimento e dialoghi in maniera più mirata e pertinente, valorizzando le acquisizioni effettive e tenendo conto dei limiti imposti dalla situazione.
Dal punto di vista organizzativo, è stato necessario un maggiore coordinamento fra i commissari per la gestione delle sessioni in presenza (soggette a rigidi protocolli sanitari, inclusa la distanza interpersonale, l’uso di mascherine e la sanificazione degli ambienti), ma anche per comunicare tempestivamente agli studenti la composizione della commissione e le modalità previste, offrendo rassicurazione e trasparenza. Numerose scuole hanno organizzato incontri virtuali informativi nelle settimane precedenti la maturità, rispondendo ai tanti dubbi che studenti e famiglie hanno espresso in una stagione di forti incertezze.
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5. Novità e misure relative all’Esame 2020 (collegate alla commissione)
L’Ordinanza Ministeriale emanata nei primi mesi del 2020 e il successivo decreto hanno sancito ufficialmente la formazione interna della commissione e fissato tutte le misure di sicurezza da adottare. Fra queste, oltre alle disposizioni sui commissari, spiccavano le misure per lo svolgimento dell’esame in presenza (ove possibile) e la valorizzazione del cosiddetto “Documento del 15 maggio”, che quest’anno ha assunto grande rilevanza: “Il Documento del 15 maggio – ha ricordato più volte la Ministra Azzolina – sarà la bussola delle commissioni e degli stessi studenti, poiché fotografa quanto effettivamente svolto durante un anno segnato dall’emergenza”. Tale documento riassume obiettivi, contenuti e modalità didattiche adottate, rappresentando una vera carta d’identità didattica dell’annata.Le reazioni alle novità introdotte sono state molteplici. Moltissimi studenti e famiglie hanno espresso sia preoccupazione che sollievo: da una parte l’ansia per una formula d’esame completamente nuova, dall’altra il conforto di ritrovare tra i commissari figure note e di riferimento. Non sono mancate petizioni e richieste di chiarimento, prevalentemente orientate a chiedere equità nei criteri di valutazione e trasparenza sulle domande proposte.
Dal lato dei docenti, la nuova centralità del ruolo di commissario interno ha richiesto adattamento e responsabilizzazione: molti si sono autodidatticamente formati sulle nuove modalità del maxi orale, si sono confrontati in riunioni online e hanno cercato di adottare un approccio il più possibile inclusivo; altri ancora hanno sentito con maggiore peso la responsabilità di essere giudici delle emozioni, delle paure e delle speranze degli studenti in un anno così complesso. La stessa Ministra Azzolina, in più occasioni, ha voluto rassicurare su come lo svolgimento dell’esame sarebbe stato improntato “alla massima attenzione per la sicurezza sanitaria e per la qualità della valutazione, che non dovrà essere una sanatoria ma il giusto riconoscimento di un percorso, ‘tenendo conto delle difficoltà effettive vissute’”.
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Conclusione
In sintesi, la maturità 2020 ha visto la commissione d’esame composta da sei commissari interni e un presidente esterno, scelta motivata dal duplice obiettivo di tutelare la salute pubblica e di assicurare una valutazione corrispondente al reale percorso scolastico, nelle sue luci e ombre, in un anno irripetibile. I Commissari sono individuati fra i docenti della classe secondo criteri chiari: titolarità sulle discipline, appartenenza al Consiglio di Classe, presenza obbligatoria del docente di Italiano e di quello della seconda prova. Il tutto guidato da un principio di equità, prossimità e responsabilità.Questa scelta si è rivelata non solo una risposta emergenziale, ma anche un’occasione preziosa per riaffermare il valore educativo e umano della scuola italiana, che ha saputo reagire con senso di responsabilità e spirito di adattamento. La maturità 2020 rimarrà nella memoria collettiva come una sfida, ma anche come un esempio di cura, empatia e impegno comune. Affrontare con fiducia questa prova, valorizzando la presenza dei propri docenti come commissari, significa cogliere pienamente il senso più profondo dell’esame di maturità: non solo verifica di conoscenze, ma riconoscimento di tutto ciò che si è diventati durante il cammino scolastico.
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