Erasmus+: scopri le novità e come funziona il nuovo programma europeo
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Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 15.01.2026 alle 13:30

Riepilogo:
Erasmus+ amplia la mobilità europea per giovani e studenti, offrendo più opportunità, fondi, inclusività e strumenti digitali per una formazione globale.
Erasmus+, ecco come sarà
Introduzione
L’internazionalizzazione dell’istruzione e dei percorsi formativi ha rappresentato negli ultimi decenni uno dei temi centrali nei dibattiti sul futuro dell’Europa. Tra i protagonisti indiscussi di questo processo vi è il programma Erasmus, simbolo di apertura mentale, mobilità e scambio culturale, nato nel 1987 grazie alla lungimiranza delle istituzioni europee. Da allora, milioni di ragazzi hanno varcato i confini del proprio Paese per studiare, formarsi o lavorare all’estero, contribuendo a costruire una generazione più aperta e preparata.Negli ultimi giorni, proprio nella storica cornice di Palazzo Vecchio a Firenze, è stato ufficialmente presentato Erasmus+, il nuovo progetto europeo destinato a raccogliere ed espandere l’eredità del precedente Erasmus. La conferenza stampa, alla presenza del Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, ha sancito l’avvio di una nuova epoca per la mobilità internazionale dei giovani italiani ed europei, con importanti novità e opportunità.
Scopo di questo elaborato sarà dunque illustrare dettagliatamente come funziona Erasmus+, quali sono le sue innovazioni, le modalità concrete di partecipazione, nonché l’impatto previsto nel sistema universitario italiano, valorizzando i passaggi salienti espressi dal Ministro Giannini nel corso della presentazione. Nel corso dell’analisi si prenderanno in considerazione anche testimonianze, dati e riferimenti propri del contesto accademico e civile italiano, al fine di offrire una prospettiva attuale e concreta.
1. Il lancio ufficiale di Erasmus+
Il battesimo ufficiale di Erasmus+ si è svolto in uno dei luoghi simbolo della cultura italiana, Palazzo Vecchio a Firenze. Scelta tutt’altro che casuale: la città di Dante, Boccaccio e Petrarca, ma anche di Galileo Galilei e Leonardo da Vinci, incarna da sempre il connubio tra sapere umanistico e spirito d’innovazione, valori fondanti del programma stesso.Alla conferenza, presieduta dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, hanno partecipato figure di primo piano del mondo accademico e delle politiche giovanili. Nel suo intervento, il Ministro ha sottolineato come il nuovo Erasmus+ non sia solo la naturale prosecuzione di un’esperienza ormai consolidata, ma un necessario salto di qualità per rispondere alle sfide poste dalla globalizzazione e dalle esigenze delle nuove generazioni.
La conferenza stampa è stata oggetto di ampia attenzione da parte dei principali media e rappresenta un momento cruciale: per la prima volta, tutte le università italiane, insieme agli enti di formazione e alle associazioni giovanili, sono chiamate a confrontarsi con una visione più ampia di mobilità. Il Ministero dell’Istruzione, in coordinamento con l’Unione Europea, avrà il ruolo di guida e di controllo sulla trasparenza dei bandi, sulla qualità dei progetti e sulla diffusione delle informazioni, al fine di evitare le disparità territoriali che in passato hanno penalizzato alcune regioni o atenei meno attrezzati.
2. Che cos’è Erasmus+ e come funziona
Definizione e obiettivi
Erasmus+ è un programma promosso dall’Unione Europea, con l’obiettivo di favorire la mobilità internazionale, la formazione e lo scambio di buone pratiche tra giovani, studenti universitari, tirocinanti e operatori del settore educativo. La grande novità dell’attuale Erasmus+ rispetto al passato consiste proprio nell’ampiezza delle categorie coinvolte: oltre a studenti universitari, ora sono compresi anche diplomati, apprendisti, neolaureati, dottorandi, studenti degli istituti tecnici superiori (ITS), tirocinanti e persino giovani impegnati in attività di volontariato.L’intento dichiarato dell’Unione Europea è di rendere la mobilità una normalità per le nuove generazioni, attraverso strumenti semplici, digitali e inclusivi, in modo da abbattere le barriere linguistiche, informative o economiche. Per la prima volta, inoltre, vengono stanziate risorse economiche maggiori, pensate per coprire inclusivamente le spese di viaggio, soggiorno e formazione, così da incentivare anche i meno abbienti.
Strumenti e informazioni
Tutti i dettagli e i bandi aggiornati sono consultabili sul sito ufficiale dell’Agenzia Nazionale Erasmus+ Italia ([www.erasmusplus.it](http://www.erasmusplus.it)), che offre una panoramica chiara e aggiornata su progetti disponibili (studi, tirocini, scambi culturali), scadenze, requisiti e modalità di partecipazione. Gli studenti e i giovani interessati possono trovare anche una guida ufficiale in lingua inglese, fondamentale per chi intenda trasferirsi in Paesi extra-italiani o per gli studenti stranieri che scelgono l’Italia come meta.Non mancano inoltre strumenti multimediali: un video promozionale commissionato dalla Commissione Europea racconta esperienze concrete e indica, passo dopo passo, come iscriversi al programma. Si tratta di materiali utilissimi non solo per informarsi, ma anche per superare timori o diffidenze, soprattutto tra gli studenti che si affacciano per la prima volta fuori dai confini nazionali.
Esempi di progetti Erasmus+
Un esempio concreto lo offrono le numerose università italiane che, grazie a Erasmus+, hanno attivato partenariati con atenei europei, favorendo scambi bidirezionali. Si pensi al percorso di doppia laurea tra l’Università di Bologna e la Sorbona di Parigi, oppure ai tirocini formativi che permettono agli studenti di medicina della Sapienza di Roma di trascorrere un semestre negli ospedali di Berlino o Barcellona. Non mancano, inoltre, corsi di formazione professionalizzante per i diplomati degli ITS, come nel caso degli stage in aziende hi-tech fiamminghe o tedesche.3. Il ruolo dell’Italia e il punto di vista del Ministro Giannini
Il Ministro Stefania Giannini ha affrontato il tema del rilancio dell’università italiana come parte integrante della strategia Erasmus+. Nel suo discorso, la ministra ha ribadito l’esigenza di fare della mobilità internazionale una delle colonne portanti del sistema educativo, poiché “solo offrendo ai giovani una reale apertura verso l’Europa si può sperare di formare le classi dirigenti del futuro”.Fondamentale, secondo Giannini, è la necessità di un incremento stabile e programmato dei fondi destinati alle università, i quali non devono essere sottoposti a logiche emergenziali o ad aggiustamenti di bilancio dell’ultimo minuto. “Non si può pretendere eccellenza su un terreno di incertezza”, ha affermato, invitando il Governo a una pianificazione a medio-lungo termine che sostenga strutturalmente ricerca, didattica e mobilità.
Un altro tema centrale toccato dalla ministra riguarda il reclutamento dei giovani ricercatori: la burocrazia, gli iter troppo lunghi e la mancanza di certezze rallentano il rinnovamento delle università e scoraggiano i talenti italiani. “Abbiamo bisogno di percorsi trasparenti, di opportunità di carriera e di certezze, se vogliamo che i giovani migliori rimangano in Italia e contribuiscano a rendere il nostro sistema competitivo su scala europea”, ha sottolineato, trovando il consenso di molti rettori presenti.
Un sistema universitario forte, ben finanziato e internazionale, secondo Giannini, è infatti una condizione necessaria affinché Erasmus+ possa raggiungere il suo pieno potenziale, sia in termini di qualità dell’offerta sia di coinvolgimento di studenti provenienti da tutte le regioni italiane.
4. Le opportunità e i benefici del nuovo Erasmus+
L’ampliamento del programma Erasmus+ offre benefici tangibili a diversi livelli: personale, accademico e sociale.Per gli studenti
Per gli studenti, il significato del “fare un Erasmus” va ben oltre il puro trasferimento fisico. Si tratta di un’esperienza formativa che permette di misurarsi con diverse metodologie di studio — si pensi alla tradizione seminariale tedesca o all’accento interdisciplinare di alcune università francesi —, di imparare a gestire la quotidianità in una lingua diversa e di acquisire soft skills come l’autonomia, lo spirito di adattamento e la capacità di lavorare in gruppo.È oramai accertato che chi partecipa a Erasmus+, una volta tornato in Italia, ha mediamente migliori prospettive occupazionali: secondo i dati pubblicati dalla Commissione Europea, il tasso di impiego entro un anno dalla laurea è superiore del 15% per chi ha svolto un periodo di studio all’estero. Molte aziende, inoltre, vedono nell’esperienza Erasmus un segnale di flessibilità, determinazione e capacità di “pensare in grande”.
Per le università italiane
Anche per le università italiane, Erasmus+ rappresenta una boccata d’ossigeno. Grazie ai fondi europei e ai progetti di collaborazione, gli atenei hanno la possibilità di aumentare l’offerta dei corsi in lingua straniera, di migliorare le infrastrutture digitali e di accrescere la propria visibilità a livello internazionale. Basti citare l’Università di Trento, che negli ultimi anni ha più che raddoppiato il numero di studenti Erasmus ospitati, o la Bocconi di Milano, ormai punto di riferimento europeo per gli scambi in ambito economico-finanziario.Per la società
Sul piano sociale, infine, Erasmus+ contribuisce a rafforzare il senso di cittadinanza europea, il dialogo interculturale e la coesione tra i giovani di Paesi diversi. Attraverso la mobilità e lo scambio, si supera il rischio di provincialismo o di isolamento, aprendosi a valori di rispetto, solidarietà e inclusione. Tale aspetto, sottolineato anche dagli scrittori contemporanei – si pensi ai racconti di Melania G. Mazzucco o alle testimonianze di studenti pubblicate su riviste come “Internazionale” – è un investimento nei valori democratici e nella crescita collettiva.5. Come iscriversi e partecipare a Erasmus+
Passaggi principali
Partecipare a Erasmus+ richiede innanzitutto un’attenta consultazione del sito ufficiale dell’Agenzia italiana (www.erasmusplus.it) e delle pagine dedicate all’orientamento internazionale del proprio ateneo. Qui vengono pubblicati in anticipo tutti i bandi, i requisiti specifici per ogni tipologia di progetto (universitario, tirocinio, volontariato), le destinazioni e l’importo delle borse di studio.Dopo aver verificato i requisiti, occorre preparare con anticipo la documentazione (candidatura, curriculum, lettera motivazionale e, in alcuni casi, certificato di conoscenza linguistica). La domanda va inoltrata telematicamente entro le scadenze stabilite. Gli uffici Erasmus delle università offrono, generalmente, un servizio di tutoraggio, incontri informativi, help desk per i problemi logistici e amministrativi.
Consigli pratici
È vivamente consigliato informarsi in modo approfondito anche sulle modalità specifiche della destinazione scelta, sui programmi di studio o lavoro previsti e sui servizi di accoglienza per studenti stranieri. Importantissima la conoscenza di almeno una lingua veicolare (inglese, francese, tedesco o spagnolo), requisito spesso richiesto sia in fase di selezione sia per una piena integrazione sul posto.Per facilitare la preparazione, molte università mettono a disposizione guide dettagliate, forum di studenti e incontri con ex partecipanti, utili per fugare dubbi e prepararsi ad affrontare l’esperienza con consapevolezza.
Conclusione
Il nuovo Erasmus+ si presenta come una delle più rilevanti iniziative di apertura e innovazione che il sistema educativo italiano abbia avuto negli ultimi anni. Grazie a risorse aumentate, strumenti digitali più efficienti e una maggiore inclusività, Erasmus+ mira a coinvolgere non solo studenti universitari, ma tutte le categorie giovanili impegnate nel lifelong learning.L’Italia svolge un ruolo di primo piano in questa sfida, sia attraverso il Ministero, sia grazie all’impegno delle università, degli enti formativi e delle associazioni giovanili. Per il nostro Paese, la posta in gioco è alta: si tratta non solo di formare individui più preparati, ma anche una società più aperta, dinamica e realmente europea.
Alla luce delle dichiarazioni ufficiali e delle nuove opportunità offerte, si può affermare che Erasmus+ rappresenta oggi il passaporto migliore per la crescita dei giovani e per il rafforzamento dell’identità europea. Tuttavia, perché il progetto realizzi pienamente i suoi obiettivi, sarà fondamentale un impegno condiviso tra istituzioni, università e studenti stessi, affinché la mobilità diventi davvero un diritto accessibile a tutti e non un privilegio per pochi.
In conclusione, l’invito rivolto ai giovani studenti italiani è quello di informarsi, prepararsi e mettersi in gioco, abbracciando la sfida di un futuro sempre più internazionale. Perché viaggiare, studiare e confrontarsi oltre i confini significa anche, come scriveva Italo Calvino ne “Le città invisibili”, “cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio”. Erasmus+ è proprio questo spazio di crescita, tolleranza e speranza.
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