Brexit ed Erasmus: impatto sulla mobilità studentesca europea
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Tipologia dell'esercizio: Analisi
Aggiunto: 30.01.2026 alle 14:59
Riepilogo:
Scopri l'impatto della Brexit su Erasmus e la mobilità studentesca europea, con analisi e consigli per gli studenti italiani che progettano il futuro.
Erasmus e Brexit: quali conseguenze?
Introduzione
L'ombra lunga della Brexit si è estesa ben oltre i confini politici ed economici del Regno Unito, investendo anche ambiti simbolici e concreti dell’Unione Europea, come l’istruzione e la cultura. La decisione storica del Regno Unito, sancita dal referendum del 2016, non ha solo ridefinito gli assetti tra Londra e Bruxelles, ma ha messo in discussione l’idea stessa di un’Europa aperta, cooperativa e integrata. Tra i primi e più immediati effetti percepiti dagli studenti italiani ed europei, si trova senza dubbio l’incertezza legata al futuro del programma Erasmus+, il fiore all’occhiello della mobilità studentesca continentale.Il Erasmus+ non è solo un’opportunità di studio all’estero: rappresenta, per molti, un vero e proprio rito di passaggio, un’esperienza che arricchisce la formazione accademica e personale, promuovendo l’integrazione culturale e il senso di cittadinanza europea. Proprio per questo, la prospettiva che la Brexit possa ostacolare o ridimensionare questa esperienza genera preoccupazione nelle università, tra docenti e soprattutto tra i giovani desiderosi di confrontarsi con altre realtà accademiche.
Questo saggio intende esplorare nel dettaglio le implicazioni che la Brexit ha prodotto e potrà produrre sul programma Erasmus, analizzandone l’attuale situazione e le possibili conseguenze future per la mobilità studentesca tra Italia, Europa e Regno Unito. Verranno inoltre offerti spunti di riflessione, dati ed esempi tratti dal contesto accademico italiano ed europeo, cercando di delineare scenari realistici e suggerimenti concreti per chi si trova oggi a progettare il proprio percorso formativo nell’Europa post-Brexit.
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1. Il Programma Erasmus+: caratteristiche e valenza internazionale
Per comprendere pienamente la portata delle preoccupazioni suscitate dalla Brexit, è necessario ripercorrere la storia, la struttura e la funzione che Erasmus+ ha assunto nel panorama accademico europeo.Origini e sviluppo del programma
Lanciato nel 1987, il programma Erasmus nasce con l’obiettivo di favorire la mobilità degli studenti universitari tra i paesi della Comunità Europea. Il nome stesso è un omaggio al filosofo umanista Erasmo da Rotterdam, simbolo di scambio intellettuale e apertura. Nel corso degli anni, il progetto si è notevolmente ampliato grazie ad una serie di evoluzioni che hanno portato, nel 2014, alla formulazione di Erasmus+, un contenitore ancora più ampio che include mobilità per studenti, docenti, staff amministrativo, tirocinanti e volontari. L’intento originario – favorire lo scambio culturale per rafforzare l’identità e la competitività europea – rimane il cardine attorno cui ruota tutto il programma.Composizione e partecipazione dei paesi
L’adesione al programma non si limita agli Stati membri dell’Unione Europea, ma coinvolge anche i paesi dello Spazio Economico Europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) e alcuni stati candidati o associati, come la Turchia e la Macedonia del Nord. La partecipazione comporta il rispetto di specifici accordi, spesso regolati da quadri multilaterali, che garantiscono la reciproca accoglienza degli studenti e il riconoscimento delle attività svolte all’estero secondo il sistema dei crediti ECTS, adottato anche dalle università italiane dopo il Processo di Bologna.Impatto sul mondo accademico e sociale
Dal punto di vista accademico, Erasmus+ ha rappresentato una rivoluzione. In Italia, atenei come La Sapienza di Roma, l’Università di Bologna o il Politecnico di Milano hanno costruito reti di partenariato con centinaia di università europee, favorendo la realizzazione di progetti congiunti di ricerca e doppi titoli di laurea. Per gli studenti, l’esperienza Erasmus si traduce spesso in un acceleratore di crescita: imparano nuove lingue, sviluppano autonomie, creano amicizie e conoscenze durature. Studi dell’ISTAT e dell’ANVUR hanno evidenziato come chi partecipa a Erasmus abbia maggiori chance di inserimento nel mercato del lavoro, anche internazionale.Flessibilità e strumenti del programma
Uno dei punti di forza di Erasmus+ è la sua flessibilità: le opportunità riguardano non solo gli studenti, ma anche laureandi, neo-laureati, dottorandi, insegnanti e personale amministrativo. Esistono inoltre progetti di mobilità verso paesi extra-UE, come Russia, Ucraina e paesi del Mediterraneo, nell’ottica di una formazione il più possibile globale.---
2. Brexit e iniziali reazioni: incertezza e timori sulla mobilità accademica
Sin dalle prime ore dopo l’esito referendario del 2016, il mondo accademico italiano ed europeo è stato attraversato da un’ondata di preoccupazione: sarebbe stato ancora possibile partire per un Erasmus al King’s College di Londra, a Oxford o ad Edimburgo? Avrebbero gli studenti inglesi continuato a frequentare le università italiane?Reazioni immediate post-referendum
Le prime notizie, spesso confuse e veicolate dai media in modo allarmistico, lasciavano intendere una rottura imminente. In molti temevano che gli studenti già selezionati avrebbero visto sfumare la propria opportunità o che le università italiane avrebbero dovuto rivedere accordi costruiti in anni di collaborazione.Analisi delle fonti ufficiali
In realtà, le comunicazioni delle principali agenzie Erasmus, come l’Agenzia Nazionale INDIRE e le dichiarazioni della Commissione Europea, hanno da subito invitato alla calma: l’uscita del Regno Unito dall’UE non implicava automaticamente la sua esclusione dal programma fino alla naturale conclusione dei fondi e dei bandi già approvati. Anzi, nei primi anni dopo il referendum, studenti e università sono stati tutelati dalla cosiddetta “clausola di transizione”.Perché il panico era ingiustificato
Da un punto di vista giuridico, gli accordi Erasmus sono regolati da contratti pluriennali e multilaterali: solo una revisione degli stessi could portare a una vera modifica della partecipazione. La confusione iniziale era quindi più frutto di un clima di incertezza generale che di dati oggettivi.---
3. Situazione attuale: cosa è cambiato realmente dopo Brexit per Erasmus?
Condizioni per studenti 2016-2017 e transizione
Coloro che erano già coinvolti nel programma Erasmus nel Regno Unito tra il 2016 e il 2020 hanno potuto portare a termine il proprio soggiorno senza variazioni formali o tagli ai finanziamenti. Le università italiane hanno continuato a inviare e accogliere studenti britannici fino alla fine dei contratti vigenti.Modalità di partecipazione futura del Regno Unito
Con l’entrata in vigore della Brexit, dal 2021 il Regno Unito ha scelto di non aderire più a Erasmus+, preferendo lanciare un proprio progetto di mobilità, il cosiddetto Turing Scheme. Questo ha prodotto una situazione di disparità: studenti italiani ed europei non possono più beneficiare dei contributi Erasmus per studiare nel Regno Unito e viceversa; d’altra parte, resta aperta la possibilità di partecipare ad accordi bilaterali diretti tra singoli atenei, come accade spesso tra le Università di Padova, Torino o Firenze e i loro partner britannici.Effetti sulla gestione dei fondi e risorse Erasmus
La fuoriuscita formale del Regno Unito dal programma ha comportato una ridistribuzione dei fondi Erasmus tra gli altri paesi partecipanti, incrementando leggermente le risorse a disposizione delle università continentali, ma togliendo attrattività a mete storicamente molto richieste come Londra o Cambridge.---
4. Prospettive future: ipotesi e scenari per la mobilità universitaria post-Brexit
Scenario ottimista: mantenimento o rafforzamento della cooperazione
Nonostante l’uscita ufficiale, molti accademici auspicano che, con il tempo, si possano costruire nuove forme di collaborazione: Erasmus+ prevede possibilità di estendere alcune attività anche a paesi terzi tramite i cosiddetti “partenariati strategici”. Un futuro accordo quadro potrebbe permettere una partecipazione almeno parziale del Regno Unito, a modello di quanto avviene oggi con la Svizzera, esclusa dall’UE ma coinvolta in molti progetti su base negoziata.Scenario di parziale separazione
Più realisticamente, nel medio periodo il Regno Unito continuerà a promuovere la propria mobilità tramite il Turing Scheme, privo tuttavia delle componenti di reciprocità e di coordinamento riconducibili a Erasmus+. Gli studenti italiani dovranno quindi orientarsi maggiormente verso paesi UE o verso mete extra-europee, mentre le università inglesi vedranno ridursi il flusso di giovani europei interessati ai loro corsi.Scenario più restrittivo
Lo scenario meno desiderabile sarebbe uno stallo prolungato, con la completa esclusione del Regno Unito da ogni forma di cooperazione Erasmus+ e un progressivo allentarsi dei legami culturali e accademici tra la “vecchia Europa” e le università britanniche.Strategie di adattamento per studenti e università
Gli studenti italiani interessati al Regno Unito dovranno informarsi su borse di studio alternative – come quelle offerte dal British Council, dal programma Fulbright o da singoli atenei – e prepararsi ad affrontare nuovi adempimenti burocratici, come il visto di studio. Le università italiane potranno però potenziare accordi bilaterali fuori dal quadro Erasmus, mantenendo viva la collaborazione.Ruolo delle istituzioni e delle autorità
Fondamentale sarà il ruolo delle istituzioni europee, italiane e britanniche nel favorire un clima di cooperazione culturale e scientifica, facendo prevalere la logica dell’apertura su quella delle chiusure identitarie.---
5. Implicazioni culturali, economiche e sociali dell’eventuale cambio nel programma Erasmus
Perdita di apertura culturale e internazionalizzazione
Uno dei rischi più temuti è quello di un rallentamento nel processo di internazionalizzazione dei giovani e delle università. Le esperienze Erasmus hanno permesso a generazioni di italiani di studiare a Londra, Edimburgo o Manchester, confrontandosi con metodi accademici diversi, tessendo reti di amicizie e contatti sempre più preziosi in un mercato del lavoro globale.Influenza sul mercato del lavoro e mobilità professionale
L’esperienza Erasmus, come riconosciuto anche da indagini della Fondazione Agnelli e dell’UNESCO, è spesso associata a una maggiore facilità d’ingresso in contesti lavorativi internazionali. Una riduzione degli scambi potrebbe quindi avere ripercussioni anche sulle future prospettive professionali dei giovani italiani.Effetti sul settore universitario e ricerca scientifica
La diminuzione dei progetti di mobilità rischia di impoverire l’ambiente universitario sia italiano che britannico, rendendo più difficili i progetti di ricerca congiunta, la circolazione delle idee e l’accesso a fondi europei per l’innovazione, come quelli legati a Horizon Europe.Dimensione politica e simbolica del programma Erasmus
Erasmus ha rappresentato negli ultimi trent’anni uno dei pochi veri simboli tangibili dell’unità europea, molto più di tante direttive spesso percepite come calate dall’alto. La sua riduzione implicherebbe non solo minori occasioni pratiche per gli studenti, ma anche un indebolimento dell’identità e del dialogo tra cittadinanza europea e britannica.---
Conclusioni
Nel quadro qui delineato, è possibile affermare che la Brexit ha rappresentato una cesura importante anche per il mondo della formazione e della mobilità accademica. Se da una parte sono stati salvaguardati i progetti Erasmus in corso e le posizioni già acquisite dagli studenti italiani e europei fino alla fine del periodo transitorio, dall’altra permane una forte incertezza per il futuro della cooperazione educativa tra Regno Unito e Unione Europea.Rimane fondamentale l’impegno delle istituzioni nel mantenere vivi i ponti della conoscenza, cercando soluzioni negoziate e strategie innovative per evitare il rischio di isolamento. Per gli studenti e le università, essere sempre informati, esplorare nuove opportunità e sostenere la flessibilità resta la ricetta migliore per affrontare il cambiamento.
Guardando avanti, il programma Erasmus va difeso non solo per il suo valore pratico, ma per quello simbolico e politico, come vero laboratorio di cittadinanza europea e di dialogo interculturale. L’auspicio è che la Brexit non si traduca in una chiusura definitiva, ma segni piuttosto un nuovo capitolo nella rinascita della cooperazione transnazionale, capace di includere anche chi, come il Regno Unito, ha deciso di percorrere una strada autonoma ma non per forza solitaria.
Una riflessione che vale la pena mantenere viva, alimentando il dibattito, monitorando gli sviluppi normativi e studiando le soluzioni alternative che continueranno a emergere nel contesto globale della formazione superiore.
Valutazione dell'insegnante:
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: l'altro ieri alle 12:18
Sull'insegnante: Insegnante - Sara B.
Da 9 anni aiuto a scrivere senza paura. Preparo alla maturità e, nella secondaria di primo grado, rinforzo comprensione e forme brevi. In classe ci sono attenzione e calma; il feedback è chiaro e operativo, per sapere cosa migliorare e come farlo.
Bravo lavoro: saggio ben strutturato, argomentazione chiara e ricca di esempi concreti.
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