Un giallo ambientato a Londra con l'uso del trapassato prossimo, gerundio e passato prossimo
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: ieri alle 8:57
Riepilogo:
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Durante una serata piovosa del 1936 a Londra, l'aria della metropoli era pervasa da un senso di mistero che sembrava quasi tangibile. Le luci dei lampioni, riflettendosi sulle strade bagnate, creavano giochi di luce e ombra che aggiungevano ulteriore suspense al paesaggio urbano. In questa atmosfera carica di tensione, i signori Smith, che avevano cenato in un confortevole ristorante nel quartiere Mayfair, decisero di dirigersi verso il noto bar Klein.
Il bar, un luogo frequentato da artisti e scrittori dell'epoca, era famoso non solo per i suoi cocktail, ma anche per le sue conversazioni brillanti. Tuttavia, quella sera, il Klein sembrava più tranquillo del solito. L’ansia nell'aria non era dovuta solo al meteo avverso. Questa sensazione era accentuata dal racconto che la cameriera iniziò a condividere con i coniugi Smith: pochi giorni prima, il noto barista e artista Rupert Finch era stato trovato morto nel suo appartamento sopra il bar.
Rupert Finch era stato una figura di spicco nella scena artistica londinese degli anni '30. Aveva frequentato artisti come Mabel Duncan, con la quale aveva avuto una relazione tempestosa e carica di creatività. Un quadro dipinto su richiesta di Mabel, che rappresentava un paesaggio cupo e tempestoso, era stato trovato nello studio di Finch, aggiungendo agli investigatori un ulteriore elemento di perplessità. La fama di Rupert non era limitata al suo talento artistico: era ben conosciuto anche per la sua vita privata, descritta dai media dell'epoca come tumultuosa e piena di eccessi.
L'investigatore James Bosworth, che aveva ricevuto l'incarico di seguire il caso, aveva studiato attentamente le dinamiche della scena londinese del tempo. Ben presto, Bosworth cominciò a sospettare non solo di Mabel, ma anche di Henry De Vries, un critico d’arte olandese che aveva incontrato Rupert durante un viaggio nei Paesi Bassi. Si sospettava che Henry avesse avuto una profonda invidia per il talento di Finch, un sentimento che lo aveva portato a diventare ossessionato dalle sue opere.
L’indagine, proseguendo con ritmo incalzante, portò Bosworth a scoprire contraddizioni nelle dichiarazioni dei testimoni. Henry De Vries, che si trovava a Londra per una conferenza, aveva suggerito un incontro a Finch la sera della sua morte. Henry lo aveva convinto a condividere alcune delle sue opere inedite. Insieme erano andati al Klein per discutere delle potenzialità di una futura collaborazione artistica. Finch, ovviamente entusiasta, aveva deciso di offrire un brindisi al loro sodalizio.
Nel frattempo, mettendosi alla ricerca di ulteriori indizi, Bosworth si rese conto dell'importanza di Mabel nella vita di Rupert. La donna, che aveva vissuto un rapporto turbolento con lui, era stata trovata in possesso di una serie di lettere minatorie che Rupert le aveva scritto durante uno dei loro frequenti litigi. Uno degli scritti lasciava intendere una spirale discendente di paranoia e gelosia, particolarmente accentuata negli ultimi tempi, sfruttando i toni cupi dei periodi difficili attraversati dall'artista.
Passando al setaccio il bar, l’investigatore notò un particolare curioso: un bicchiere, inspiegabilmente lasciato intatto, conteneva tracce di veleno. Questo dettaglio, che sembrava quasi insignificante a una prima analisi, appariva come un importante tassello del puzzle. Bosworth ricordò che, durante la loro discussione nel bar, Finch aveva espresso profonde preoccupazioni riguardo alle recensioni feroci che De Vries aveva scritto sulle sue precedenti opere.
Collegando ogni pezzo dell’indagine, il detective Bosworth arrivò alla conclusione che l'invidia aveva spinto De Vries a un gesto estremo. Temendo il successo di Finch e volendo appropriarsi delle sue idee rivoluzionarie, Henry aveva approfittato di quell'incontro apparentemente amichevole per avvelenarlo. Proprio il giorno della conferenza a Londra con la comunità artistica, Henry aveva attentamente ordito il suo piano, scegliendo un veleno difficile da tracciare.
La scoperta portò Henry De Vries a un processo molto seguito dalla stampa londinese, risvegliando nei cittadini una nuova paura per l’ignoto. Mabel Duncan, sentendosi finalmente libera dal passato travagliato, dedicò il resto della sua carriera artistica a dipinti ispirati a Rupert, continuando a difenderne la reputazione e il talento.
Londra, sospesa in quest'atmosfera densa di misteri, continuò così a fare da sfondo a numerosi altri enigmi affascinanti che, nel corso degli anni, avrebbero riguardato non solo il mondo dell’arte, ma anche quello di celebri personalità, tratteggiando uno scenario ancora più intrigante e complesso.
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