L'irriducibilità a un codice di valori condivisi e la sfida alle convenzioni sociali: La condizione del "diverso" e dell’escluso nell'isolamento e nell'emarginazione
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 12.01.2026 alle 10:04
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 5.11.2025 alle 14:58
Riepilogo:
"La lupa" di Verga racconta il dramma di una donna che sfida le norme sociali, diventando simbolo di emarginazione e riflessione sulla libertà.
La novella "La lupa" di Giovanni Verga, contenuta nella raccolta "Vita dei campi" pubblicata nel 188, offre un esempio squisito delle conseguenze che comporta la trasgressione delle norme sociali. Verga, uno dei principali esponenti del Verismo, intende rappresentare la realtà in modo crudo e realistico, evitando qualsiasi tipo di abbellimento. La protagonista, conosciuta con il soprannome di "Lupa", si distingue per il suo comportamento audace e fuori dagli schemi, incarnando la sfida alle convenzioni sociali e rappresentando un'irriducibilità a un codice di valori condivisi.
La Lupa, vedova che vive con la figlia Maricchia, è descritta come una donna di mezza età dalla bellezza ancora vivida. La sua sessualità esuberante e la libertà con cui si muove in un villaggio siciliano di mentalità patriarcale e conservatrice la rendono oggetto di voci e maldicenze. Nonostante le norme rigide che regolano la società in cui vive, la Lupa non si conforma e, al contrario, esprime apertamente e senza vergogna il suo desiderio, rappresentando così una trasgressione evidente e disturbante agli occhi dei suoi concittadini.
Nel contesto rurale in cui è ambientata la novella, la sua condotta assume un significato ancora più marcato. La comunità è infatti permeata da una forte moralità cattolica, dove ci si aspetta che le donne mantengano un comportamento modesto e subordinato agli uomini. In questa cornice, la Lupa si erge a simbolo di un'autonomia femminile che viene vista con sospetto e repulsione dagli abitanti del villaggio.
Il conflitto principale della storia si sviluppa attorno alla relazione che la Lupa avvia con Nanni, un bracciante giovane e desiderato dal villaggio. La sua capacità di sedurre Nanni con atteggiamento predatorio non solo sconvolge il giovane, ma anche l’equilibrio della comunità. Nonostante le resistenze iniziali, Nanni cede alla passione, innescando un conflitto interiore che finirà per avere ripercussioni distruttive su di lui e sugli altri personaggi. Questo rapporto rappresenta una chiara infrangere delle leggi sociali e morali, diventando così un catalizzatore di disordine nella realtà comunitaria.
La conseguenza di tale comportamento è la totale distruzione della reputazione della Lupa; ella diventa un simbolo di immoralità, una figura di avvertimento per le altre donne. Anche la figlia Maricchia subisce questo isolamento, portando un doppio peso: la vergogna della madre e il matrimonio imposto con Nanni, volto a normalizzare una situazione ormai compromessa. La Lupa si trova così sempre più emarginata, ma il suo persistente rifiuto di rinunciare ai propri desideri la condanna ulteriormente, accentuando la sua esclusione sociale e morale.
Alla fine, la trasgressione della Lupa risulta in un devastante epilogo, con una famiglia e una comunità incapaci di integrare una figura così dirompente. Il suo comportamento fa emergere le debolezze e le rigidità dell’ordine costituito, mettendo in luce non solo il costo personale della trasgressione, ma anche la fragilità delle strutture sociali che non riescono a gestire la diversità.
Le dinamiche descritte nella novella di Verga sono rilevanti anche al giorno d'oggi. In una società moderna apparentemente più emancipata, coloro che si oppongono alle convenzioni sociali rischiano ancora l’isolamento e l’emarginazione. Le esperienze quotidiane e la cronaca attuale, senza andare troppo lontano, ci mostrano come chi sfidi i valori dominanti si trovi spesso di fronte a dure battaglie per l'accettazione e l'inclusione. Pensiamo, per esempio, alle lotte per i diritti LGBTQ+ o all'integrazione razziale: il bisogno di conformarsi, dettato dal desiderio di appartenenza a un gruppo, porta spesso a reprimere le inclinazioni naturali per evitare il giudizio sociale.
La novella "La lupa" di Giovanni Verga non solo rappresenta una lotta personale contro le imposizioni sociali, ma offre anche una riflessione profonda sulla libertà personale e sulle conseguenze della trasgressione delle norme. La figura della Lupa diventa così un emblema di resistenza, invitandoci a riflettere sulla necessità di una società più aperta e inclusiva, capace di valorizzare le differenze anziché condannarle all'emarginazione.
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