Come mi sono sentito prima dell'inizio della scuola
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: oggi alle 15:29
Riepilogo:
Scopri come affrontare emozioni e ansie prima dell'inizio della scuola nelle superiori, preparando mente e cuore al nuovo anno scolastico 📚
L’inizio di un nuovo anno scolastico è sempre un momento carico di emozioni contrastanti e aspettative per uno studente delle scuole superiori. Durante l'estate appena trascorsa, ho cercato di non pensare troppo al ritorno in classe, ma come spesso accade, gli ultimi giorni di vacanza sono stati inevitabilmente pervasi da una crescente ansia mista a un'intensa curiosità.
Le settimane precedenti l'inizio della scuola le ho trascorse tra libri, campi sportivi e sessioni di studio su materie non del tutto comprese nel precedente anno scolastico. Tuttavia, quest'anno sentivo una tensione diversa, più acuta, probabilmente dovuta al fatto che, dopo tanti mesi di didattica a distanza a causa della pandemia di COVID-19, mi trovavo ad affrontare nuovamente la presenza fisica in aula. Avevo pensato spesso a come sarebbe stato tornare tra i banchi, rivedere i compagni di classe, riadattarmi alle lezioni frontali e interagire con i professori fuori dallo schermo del computer.
In me c'era una sorta di "bipolarità emotiva". Da un lato, c’era un pizzico di eccitazione al pensiero di riprendere una parvenza di normalità, abbandonando la solitudine delle mura domestiche per immergermi nella vivacità della vita scolastica. Le relazioni sociali, che tanto avevano sofferto durante i mesi di lockdown, potevano finalmente rifiorire. Ricordo il sorriso di Sara, la mia migliore amica, attraverso la telecamera del computer: una presenza costante ma bidimensionale che finalmente avrebbe ripreso una forma concreta, tridimensionale. Anche la consapevolezza che nuovi studenti avrebbero potuto unirsi alla classe mi riempiva di curiosità.
D'altra parte, però, c'era un'ansia palpabile, un nodo allo stomaco che si stringeva soprattutto durante le ore serali. La paura del contagio, pur mitigata dalle misure di sicurezza promesse dalla scuola e dalla campagna di vaccinazione in corso, rimaneva una costante preoccupazione. Inoltre, il ritorno alla presenza fisica significava anche un ritorno alla routine rigida, agli orari da rispettare e alla mole di lavoro scolastico che, temeva di essere opprimente. Frequentare l’ultimo anno di superiori, per giunta, aggiungeva una pressione ulteriore: l’esame di maturità era all’orizzonte, una montagna che avrei dovuto scalare, e questo pensiero non faceva che accentuare la mia ansia.
Nei giorni immediatamente precedenti al ritorno a scuola, ho cercato relax leggendo e ascoltando musica, ma la mente tornava spesso sugli stessi pensieri. Mi sono chiesto come le cose sarebbero cambiate in classe, quali argomenti di cui chiacchieravo con i compagni sarebbero stati recuperati, quali nuove dinamiche si sarebbero create.
Nonostante tutto, la sera prima del primo giorno di scuola mi sono forzato di preparare zaino, libri e quaderni affinché fosse tutto pronto. Avevo programmato la sveglia presto, sperando di evitare quella corsa frenetica tipica delle mattine scolastiche, e ho cercato di dormire anche se ogni ora sembrava allungarsi all’infinito.
Quando finalmente quella mattina arrivò, mi sentii pervaso da una strana mistura di adrenalina e preoccupazione. Mio padre mi accompagnò a scuola in macchina e durante il tragitto ci fu un lungo silenzio, rotto solo da qualche commento sporadico sull'inevitabile traffico mattutino. Arrivati davanti al cancello della scuola, ho salutato mio padre e mi sono incamminato verso l’edificio. Vedere i volti dei compagni di classe, sebbene coperti dalle mascherine, mi ha dato un senso di conforto. Riconoscersi negli occhi di chi aveva condiviso con me mesi di didattica a distanza e sapere che non ero l’unico a sentire quelle emozioni contrastanti ha alleviato parte della mia ansia.
Entrato in aula e sedutomi al mio banco, il rumore familiare delle sedie spostate e il chiacchiericcio dei compagni mi hanno dato un inaspettato senso di serenità. La campanella ha suonato e il professore è entrato. Così, con una lieve stretta al cuore e un respiro profondo, il nuovo anno scolastico ha iniziato a prendere forma.
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