Discussione sui migliori personaggi de 'I Promessi Sposi': analisi della caratterizzazione e dello stile
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Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 9.05.2025 alle 21:36
Riepilogo:
Don Abbondio ne "I Promessi Sposi" è un personaggio realistico, codardo e ironico, simbolo della paura umana e della difficoltà di cambiare.
Ne "I Promessi Sposi", celeberrimo romanzo storico di Alessandro Manzoni, la caratterizzazione dei personaggi è uno degli aspetti più affascinanti e intricati dell'opera. Grazie alla sua maestria narrativa, Manzoni riesce a dare vita a una serie di figure indimenticabili, ciascuna dotata di una propria personalità e complessità psicologica. Tra tutti i personaggi, però, Don Abbondio risulta essere uno dei più interessanti e ben costruiti, sia dal punto di vista della caratterizzazione, sia dal punto di vista formale.
Don Abbondio è il parroco del piccolo villaggio di Pescarenico e il suo ruolo iniziale è quello di officiante del matrimonio tra Renzo e Lucia. Tuttavia, non appena si presenta un ostacolo sotto forma della minaccia ricevuta dai bravi di Don Rodrigo, il personaggio di Don Abbondio esprime tutta la sua natura timorosa e vile. Sin dalle prime pagine in cui appare, Manzoni ci delinea con precisione la sua paura cronica nei confronti di qualsiasi forma di pericolo. Uno dei passaggi più celebri che descrive Don Abbondio è quello del "così era e così morì", espressione che sintetizza la sua riluttanza al cambiamento e la sua incapacità di affrontare le sfide con coraggio.
Dal punto di vista della caratterizzazione, Don Abbondio rappresenta perfettamente l'uomo comune, privo di spiccate qualità eroiche, e questo lo rende estremamente umano e realistico. Manzoni non ne fa un personaggio malvagio, ma nemmeno lo eleva a modello di virtù: Don Abbondio è semplicemente un uomo che cerca di sopravvivere in un mondo difficile, anteponendo il proprio interesse personale e la sicurezza alla giustizia e al dovere. Questa caratterizzazione complessa viene ulteriormente arricchita da momenti di ironia e autoironia, che Manzoni sapientemente intreccia nel testo, rendendolo un personaggio quasi tragicomico.
La sua codardia è costantemente bilanciata da situazioni che suscitano nel lettore una sorta di compassione e talvolta comprensione per le sue azioni. Manzoni riesce così a evitare una caratterizzazione unidimensionale, dando invece vita a un individuo sfaccettato, con cui, pur non simpatizzando, il lettore può empatizzare. Questa scelta narrativa permette di esplorare la tematica della paura e della codardia non solo come difetti morali, ma come tratti umani universali e riconoscibili.
Dal punto di vista formale, Don Abbondio è anche notevole per la funzione che svolge all'interno della struttura narrativa del romanzo. La sua presenza è centrale in molte delle scene iniziali e il suo comportamento codardo è il catalizzatore di molti degli eventi che si susseguono. Manzoni utilizza Don Abbondio per introdurre nel romanzo il conflitto e lo stato di tensione che caratterizzano la vicenda di Renzo e Lucia, facendo sì che la trama assuma da subito una dimensione avvincente.
Inoltre, Don Abbondio funge da contrasto non solo rispetto ai protagonisti principali, Renzo e Lucia, ma anche nei confronti di altri personaggi secondari, come Fra Cristoforo e l'Innominato, che intraprendono un percorso di crescita e cambiamento. Don Abbondio, al contrario, rimane sostanzialmente immutato nel corso della narrazione, rivelando così una consuetudine e un'incapacità di metamorfosi che caratterizza anche gran parte dell'umanità. Questa staticità offre un riflesso del mondo statico e oppressivo in cui il personaggio vive, amplificando il messaggio sociale e storico che Manzoni intende comunicare.
In conclusione, Don Abbondio emerge come uno dei personaggi meglio riusciti de "I Promessi Sposi" grazie alla sua profondità psicologica e alla sapiente costruzione narrativa. Manzoni riesce a combinare con maestria ironia e realismo per creare una figura che, nonostante la sua natura codarda, riesce a restare impressa nella memoria del lettore, stimolando riflessioni profonde sulla natura umana. Questa capacità di Manzoni di dipingere un personaggio tanto complesso e dinamico attraverso un linguaggio accessibile e tuttavia ricco di sfumature è la prova della sua straordinaria abilità letteraria e della modernità del suo genio creativo, rendendo Don Abbondio una delle figure più indimenticabili dell'intero romanzo.
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