Novella delle papere nel Decameron
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 31.01.2026 alle 17:17
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 30.01.2026 alle 15:39
Riepilogo:
Scopri la novella delle papere del Decameron e analizza temi di fortuna e inganno con esempi chiari per studenti delle scuole superiori. 📚
La novella delle papere, tratta dal "Decameron" di Giovanni Boccaccio, è un esempio significativo della straordinaria abilità dell'autore nel mescolare temi seri e comici, integrando questioni morali e sociali con l'intrattenimento. La storia è una delle cento novelle che compongono il "Decameron", un'opera composta nel XIV secolo durante un periodo di grandi trasformazioni sociali e culturali. La struttura del "Decameron", articolata in dieci giornate con dieci racconti ciascuna, offre uno sguardo caleidoscopico sulla società del tempo, esplorando i comportamenti umani attraverso aneddoti vivaci e spesso provocatori.
La novella delle papere si trova nella Quinta Giornata, dedicata a racconti di amori che, seppur ostacolati dalla sfortuna, si concludono in modo lieto. In essa emerge l'importanza della fortuna nel destino degli individui, un tema centrale nell'intero "Decameron". La storia narra di un giovane di nome Calandrino, un personaggio ricorrente nell'opera di Boccaccio, noto per la sua ingenuità e sfortuna.
Calandrino è un imbianchino di Firenze, una figura che serve spesso da bersaglio per scherzi e imbrogli da parte dei suoi amici, Bruno e Buffalmacco. Questi ultimi rappresentano l'archetipo dei burloni, sempre pronti ad approfittare della credulità di Calandrino per puro divertimento. Nella novella, Calandrino desidera ardentemente assaporare la carne di alcune papere, un pasto prelibato e, per l’epoca, poco accessibile per la maggior parte della popolazione.
Bruno e Buffalmacco escogitano un piano per deridere Calandrino, approfittando della sua smania per le papere. Costoro lo convincono che c'è un modo magico per ottenere queste papere senza pagare: devono recarsi insieme presso lo stregone maestro Simone, il quale, secondo i burloni, possiede un incantesimo in grado di far volare le papere direttamente a casa di Calandrino. Tuttavia, il raggiro consiste nel prendersi gioco della semplicità del protagonista facendogli fare un rito assurdo e tutt'altro che magico.
In realtà, maestro Simone non è affatto un mago, ma un ciarlatano connivente con Bruno e Buffalmacco. Questi ultimi convincono Calandrino a compiere dei gesti ridicoli e privi di senso, come camminare all’indietro o recitare delle frasi nonsense, facendogli credere che ciò attrarrà le papere. Calandrino, ignaro della burla, segue le istruzioni con scrupolo, sperando di ottenere la desiderata pietanza.
Il climax della storia arriva quando Calandrino, stanco e affamato, non riesce né a mettere le mani sulle papere né tantomeno a capire che è stato raggirato. Alla fine, i due burloni rivelano a Calandrino la verità, deridendolo per la sua credulità. Seppur questo possa sembrare crudele, Boccaccio intende umanizzare Calandrino, mostrandolo come una vittima della sua stessa ingenuità. Egli rappresenta quella parte di umanità che, nella sua semplicità, si lascia trasportare da false promesse e illusioni.
La novella delle papere offre numerose chiavi di lettura, evidenziando la differenza tra apparenza e realtà, un tema ricorrente nel "Decameron". Boccaccio usa l’ironia e il paradosso per esporre i vizi e le debolezze umane. In questo caso, la satira si concentra sulla tendenza a credere nei miracoli e nell’esoterismo come soluzione ai problemi quotidiani. Da un lato, il comportamento di Calandrino induce a riflettere su quanto facilmente gli esseri umani possano essere ingannati quando accecati dal desiderio o dalla smania; dall’altro, i comportamenti di Bruno e Buffalmacco rivelano il sottile confine tra scherzo e crudeltà, evidenziando le dinamiche sociali dell’epoca.
Infine, nella rappresentazione della società medievale che Boccaccio ci offre attraverso questa e altre novelle, emerge un mondo in cui il riso è insieme strumento di liberazione e rifugio davanti alle avversità. Nella Firenze del XIV secolo, così colpita dalla peste e dalle instabilità sociali, il "Decameron" diventa un simbolo di resilienza culturale, una testimonianza dell’ingegno e della capacità dell’uomo di trovare nel racconto e nell’umorismo una forma di sopravvivenza spirituale. La novella delle papere, attraverso la sua semplicità, diventa un paradigma eterno della capacità umana di trovare significato e sollievo nella narrazione, anche e soprattutto di fronte alle assurdità della vita.
Valutazione dell'insegnante:
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 31.01.2026 alle 17:17
Sull'insegnante: Insegnante - Giuseppe R.
Con 17 anni di esperienza, preparo all’Esame di Stato e supporto la secondaria di primo grado. Metto l’accento sulla chiarezza degli argomenti e sulla consistenza dello stile. Ambiente accogliente e sereno, con criteri trasparenti che guidano i miglioramenti.
Bel lavoro: struttura chiara, ottima contestualizzazione storica e analisi dei temi (fortuna, ironia).
Vota:
Accedi per poter valutare il lavoro.
Accedi