Testo horror psicologico, inquietante ed enigmatico su una ragazza di nome Alessandra che soffre di schizofrenia: la sua lotta contro le allucinazioni e la scoperta finale.
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 14:58
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 17.01.2026 alle 14:03
Riepilogo:
Scopri un testo horror psicologico su Alessandra, la sua lotta contro le allucinazioni e la scoperta finale sulla schizofrenia, spunti per il tema scolastico.
Alessandra era una ragazza riservata e introversa, sempre persa nei meandri dei suoi pensieri. La sua vita era immersa in una costante incertezza, poiché conviveva con un segreto che la tormentava quotidianamente: la schizofrenia. Questa malattia le faceva vedere e sentire cose che, per gli altri, non esistevano. Da tempo si era abituata a vivere in un mondo che solo lei era in grado di percepire, un universo interiore colmo di visioni e suoni che minacciavano il suo equilibrio mentale.
All'inizio, le allucinazioni di Alessandra apparivano quasi benevole, circostanze che le offrivano una sorta di conforto nei momenti di solitudine. Era come avere degli amici invisibili che riempivano il silenzio delle sue giornate. Ma col tempo, quelle presenze si trasformarono in figure oscure e oppressive, ombre minacciose che le sussurravano verità orribili, insinuando in lei un'inquietudine crescente e un senso di terrore che sembrava invaderle i pensieri.
Determinata a riprendere il controllo della propria vita, Alessandra dichiarò guerra a quelle allucinazioni. Si immerse in una battaglia disperata contro quelle entità che percepiva sempre più ostili. Nella sua mente, considerava quelle figure la causa del suo male, rappresentazioni tangibili delle sue paure più profonde. Ogni giorno si traduceva in una lotta serrata contro la sua stessa mente, nel tentativo di sradicare quelle visioni una volta per tutte.
Con il passare del tempo, Alessandra iniziò a notare un fenomeno inquietante: mentre "eliminava" una dopo l'altra quelle presenze, anche le persone a lei care sembravano allontanarsi, fino a svanire del tutto. Quegli esseri oscuri che aveva combattuto non erano altro che proiezioni mentali delle sue relazioni più significative. Non riusciva a distinguere il reale dall'illusorio, portandola a una scoperta devastante: nel suo tentativo di liberarsi delle allucinazioni, aveva tagliato fuori dalla sua esistenza coloro che amava.
Questa realizzazione la precipitò in un vortice di disperazione e solitudine, spingendola pericolosamente verso il limite della follia. Il suo nemico più grande si rivelò essere lei stessa. La realtà distorta la convinse che l'unica soluzione per porre fine al suo dolore fosse il suicidio. Decise di abbandonare quel mondo che le aveva inflitto sofferenze insopportabili.
Mentre si avvicinava al suo momento finale, incombeva una strana pace, un ingannevole senso di sollievo che la convinse che la morte fosse la sua unica via di fuga. Tuttavia, al momento cruciale, Alessandra fu sopraffatta da una luce intensa, sensazione che la svegliò in un ambiente sconosciuto: una stanza bianca e sterile. Ogni traccia delle sue allucinazioni era stata spazzata via, dissolta nella lucentezza di quel luogo immacolato.
Al suo risveglio, si rese conto di essere in un ospedale psichiatrico. Le voci e le ombre, un tempo così invadenti, erano svanite sotto la luce impietosa di quella stanza asettica. Il mondo che conosceva si era ridotto a pochi elementi semplici e ben definiti. Solitario nel suo nuovo ambiente, il suo rifugio si era trasformato in una prigione di bianco candore.
In quel momento critico, Alessandra comprese di essere stata salvata, ma a un prezzo elevato. Una vita passata a lottare con se stessa l'aveva lasciata sola, isolata da un mondo che non aveva mai capito del tutto. Di fronte a sé si stagliava un lungo percorso di ricostruzione, intrapreso con la speranza che un giorno avrebbe potuto trovare la pace e riconnettersi con la realtà in modo sano e positivo.
Quell'esperienza l'aveva segnata per sempre, insegnandole che la battaglia più difficile non era contro le sue visioni, ma contro l'indifferenza e l'incomprensione di chi non riesce a vedere oltre l'apparenza. La storia di Alessandra diventa un potente monito su come la mente possa trasformarsi in un labirinto oscuro e solitario, offrendo però anche uno spiraglio di speranza: la possibilità di rinascere, anche dalle esperienze più angoscianti.
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