La mia scuola media come l'inferno dantesco: ruoli e personaggi nella classe seconda
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 13.01.2026 alle 17:31
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 14.12.2025 alle 18:48
Riepilogo:
Scopri come La mia scuola media si trasforma in un inferno dantesco: analisi dei ruoli e personaggi nella classe seconda, spunti per riflessione e tema.
Immaginiamo di trasformare la nostra scuola in una versione moderna dell'"Inferno" di Dante Alighieri. In questo contesto, gli insegnanti, i ragazzi meno attenti, i bidelli e la preside ricoprono ruoli specifici all’interno dei gironi danteschi, ognuno con le proprie colpe e le proprie pene. Ambientiamo questa storia durante l'inverno, un periodo che amplifica il disagio e la difficoltà del nostro percorso scolastico.
Nel primo girone, simile al Limbo dantesco, troviamo gli studenti che cercano almeno di impegnarsi, ma che sono spesso distratti dai social media e dai videogiochi. Questi studenti, nonostante la buona volontà, sono intrappolati in una perenne bolla di distrazione. La loro condanna non è afflittiva come quella degli altri gironi: vivono un continuo senso di insoddisfazione e rimpianto per non aver saputo raggiungere i propri obiettivi a causa di distrazioni futili.
Nel secondo girone si trovano i "lussuriosi dell'ozio", quei ragazzi che preferiscono poltrire anziché dedicarsi agli studi. Dante li avrebbe forse condannati come coloro che, svagandosi, peccano contro il vero valore dell'istruzione. Qui, la loro condanna è ascoltare senza pausa le lezioni registrate da insegnanti, su un nastro infinito, chiusi in una stanza gelida senza possibilità di svago o di fuga. Il freddo dell'inverno penetra nelle ossa e simboleggia la freddezza della loro indifferenza verso la conoscenza.
Nel terzo girone, troviamo i bidelli che hanno sempre evitato le loro responsabilità, lasciando che la scuola rimanesse sporca e disordinata. Questi bidelli, simili ai golosi che Dante punisce immersi nel fango ghiacciato, sono ora costretti a pulire a mani nude sotto una nevicata incessante, senza mai poter vedere il proprio lavoro completarsi, poiché la neve e la sporcizia continuano a cadere senza sosta.
Nel quarto girone, come nel girone degli avari e dei prodighi danteschi, troviamo quegli studenti che sono sempre alla ricerca di voti alti, ma non per amore della conoscenza. Sono condannati a scrivere su fogli che rapidamente si sciolgono in mezzo al freddo, simbolizzando la vanità e la fugacità del successo senza sostanza. Il continuo scioglimento dei fogli rappresenta l'impossibilità di conservare i risultati ottenuti con metodi non sinceri o non meritati.
Nel quinto girone, che richiama il girone degli iracondi, troviamo gli insegnanti che hanno perso la passione per il loro lavoro. Giovani ma già stanchi, gridano contro gli studenti senza realmente volerli aiutare. Questi insegnanti sono ora costretti ad ascoltare il suono delle loro stesse grida, amplificato e distorto, mentre tentano di insegnare a fantomatici studenti invisibili. Il gelo in questa parte della scuola è profondo come la loro frustrazione e amarezza.
Il sesto girone è abitato dagli studenti ipocriti, che fingono con meticolosa attenzione di essere studiosi e rispettosi solo davanti agli insegnanti, ma che nel cuore sono indifferenti e superficiali. Per loro, Dante prevedrebbe una penitenza simile a quella riservata agli eretici: sono condannati a vivere in scuole ghiacciate dall'interno, dove il freddo li penetra fin nelle ossa, e ogni segreto viene rivelato e discusso incessantemente tra le pareti di ghiaccio.
Nel settimo girone, si trovano quegli studenti che hanno danneggiato la reputazione dei propri compagni attraverso pettegolezzi malevoli o bullismo. Come i violenti nella "Commedia", sono costretti a scrivere i pettegolezzi su lavagne di ghiaccio, solo per vederli svanire ogni volta che cercano di comunicare qualcosa di malevole; il dolore delle dita ghiacciate rappresenta il loro desiderio di causare sofferenza.
L’ottavo girone è riservato ai falsari, coloro che mentono sui compiti copiati o sugli esami imbrogliati. Essi sono puniti come i truffatori danteschi: devono rispondere a domande infinite ininterrottamente, sempre consapevoli che ogni risposta viene registrata e analizzata. L’incessante gelo in questa area è un continuo promemoria della freddezza delle loro azioni fraudolente.
Infine, il nono girone, simile al lago ghiacciato di Cocito, dove Dante colloca i traditori, è riservato alla preside che, pur conoscendo il peso del proprio ruolo, si è dimostrata incapace di gestire la scuola con giustizia e dedizione. E' intrappolata in una sala del preside ghiacciata, continuamente bombardata da richieste e lamentele, senza la possibilità di soddisfare le esigenze di studenti e insegnanti. Qui, il freddo rappresenta la distanza e l'indifferenza che ha mostrato durante il suo mandato.
In questa versione infernale della nostra scuola, ogni personaggio vive le conseguenze delle proprie azioni, immerso in un inverno che simboleggia la rigidità e la severità delle loro punizioni. Un viaggio attraverso questi gironi ci fa riflettere non solo sull'importanza di compiere il nostro dovere, ma anche sulla necessità di farlo con passione, onestà e rispetto reciproco.
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