Tema horror: due conti dell'Ottocento, il pianoforte e la festa di luna piena con mantelli bianchi e spiriti
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 18:38
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 17.01.2026 alle 14:51
Riepilogo:
Scopri il tema horror dei conti dell'Ottocento: come il pianoforte e la festa di luna piena con mantelli bianchi evocano spiriti; analisi di trama, personaggi e simboli
Nel cuore dell'Ottocento, tra le colline nebbiose della campagna inglese, sorgeva il maestoso il Castello di Ashmore, una dimora antica che apparteneva alla nobile famiglia dei conti di Ashmore da generazioni. Si raccontava che il castello fosse abitato da spiriti e fantasmi, da quando, nel lontano medioevo, vari nobili avevano perso la vita in circostanze oscure all'interno delle sue mura. Pur essendo luogo di leggende inquietanti, ogni anno, nella notte della luna piena, il castello era animato da una grande festa a cui partecipavano nobili provenienti da ogni angolo del paese. Gli ospiti, secondo la tradizione, indossavano tutti un mantello bianco, simile a quello che si credeva indossassero gli spiriti che infestavano le sale del maniero.
I protagonisti di questa storia sono il conte Edward e la contessa Isabella di Ashmore, gli ultimi eredi della nobile stirpe. Isabella era una talentuosa pianista, e la sua musica era considerata l'anima della festa. Si narrava che il suo tocco sulle note fosse in grado di evocare emozioni profonde, capaci di incantare chiunque le ascoltasse, perfino le entità ultraterrene.
Durante la notte della luna piena, l'atmosfera era pervasa da un'elettricità palpabile, che pareva rendere il confine tra il mondo dei vivi e quello dei morti sempre più sottile. Gli invitati, avvolti nei loro mantelli candidi, si aggiravano per le ampie sale e i corridoi illuminati dalla luce fioca delle candele, creando ombre danzanti che sembravano avere una vita propria.
E quell'anno, sembrava che l'evento seguisse un copione già scritto da tempo. Mentre i mantelli bianchi si muovevano tra una sala e l'altra, si sentì un sussurro inquietante che risuonava come un mormorio di vento tra la folla. Era l'annuncio dell'ingresso degli spiriti che, come tutti sapevano, non mancavano mai di partecipare alla celebrazione di quella notte speciale.
La festa era al suo culmine quando Isabella prese posto al pianoforte, il cuore pulsante della serata. Iniziò a suonare un pezzo che non aveva mai suonato prima, un pezzo il cui ricordo sembrava riaffiorato improvvisamente dalla sua anima più profonda; era una melodia eterea, quasi ultraterrena. Al suo tocco, le note fluttuavano nell'aria, riempiendo ogni angolo del castello, e la temperatura parve scendere di diversi gradi, portando con sé un brivido che percorse la schiena di tutti i presenti.
Mentre suonava, si diffuse un'intensa nebbia bianco latte che permeò la sala, avvolgendo gli astanti come un velo silenzioso e impalpabile. E fu allora che accadde qualcosa di strano: le ombre dei mantelli iniziarono a danzare autonomamente, animate da una vita propria, disegnando figure misteriose sulle pareti del salone. Gli occhi dei nobili invitati erano fissi su Isabella, ma molti fra loro iniziarono a scorgere, al di là della musica, presenze invisibili che si materializzavano accanto a loro, come eterei compagni di danza.
La musica continuava a crescere di intensità, mentre gli sguardi tra Edward e Isabella si incontravano ripetutamente, nascondendo un segreto che solo loro conoscevano. Era il segreto del castello, un patto sigillato dai loro antenati con le anime intrappolate tra quelle mura. Ogni anno, il loro sacrificio consentiva agli spiriti di partecipare alla celebrazione, legati per l'eternità al mondo dei vivi. Ed era proprio attraverso quella melodia, quelle note arcane che vibravano nell'aria, che il legame con il passato prendeva forma.
In un climax di note e sensazioni, Isabella eseguì l'ultimo accordo, liberando nell'aria un lungo e riverberante suono. Gradualmente, la nebbia si dissolse, le ombre tornarono ai piedi dei loro legittimi possessori, e il freddo svanì, lasciando dietro di sé un tiepido tepore. Gli invitati, come risvegliati da un magnetico incantesimo, tornarono alla realtà della festa, sotto il bagliore della luna piena che illuminava il cielo, ora sereno e nitido.
Quella notte terminò come tutte le altre, con un ritorno alla normalità, mentre il Castello di Ashmore tornava a celare i suoi segreti fino alla prossima luna piena. Edward e Isabella, in silenzio, guardarono la gente andarsene, consolati dalla certezza che gli spiriti che animavano la loro dimora erano, per un altro anno, in pace. E così, il castello rimase un luogo enigmatico, custode silenzioso dei suoi antichi segreti e delle melodie che, rievocate una volta all'anno, univano in un unico respiro mondi separati.
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