Libertà e libera scelta in Don Abbondio
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 14.02.2026 alle 17:18
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 13.02.2026 alle 13:41
Riepilogo:
Analizza la figura di Don Abbondio ne I Promessi Sposi per comprendere il rapporto tra libertà, scelta e responsabilità morale nel Seicento italiano.
Nel romanzo "I Promessi Sposi" di Alessandro Manzoni, la figura di Don Abbondio rappresenta emblematicamente il conflitto tra le nozioni di libertà e la paura di esercitarla attraverso scelte autonome e coraggiose. La storia si svolge in un'Italia del Seicento, dove la società è dominata da strutture gerarchiche e oppressive, non solo in termini di potere politico e religioso, ma anche nelle dinamiche sociali e personali.
Don Abbondio è un parroco di campagna, un uomo di chiesa il cui dovere morale lo chiamerebbe ad agire secondo principi di giustizia e verità. Tuttavia, Manzoni lo caratterizza come un personaggio pavido e insicuro, spesso incapace di prendere posizioni che richiedano una reale forza d'animo. Questo aspetto della sua personalità si manifesta in modo evidente quando Renzo e Lucia gli chiedono di celebrare il loro matrimonio. Don Abbondio è messo di fronte a una scelta: adempiere al suo dovere ecclesiastico e sostenere i diritti dei due giovani o sottomettersi alla pressione e alle minacce dei potenti locali, rappresentati in questo caso dai Bravi, emissari di Don Rodrigo.
La sua reazione alle intimidazioni dei Bravi è esemplificativa della sua incapacità di esercitare la libertà di scelta. Di fronte al pericolo, Don Abbondio opta per la strada della sottomissione e dell'obbedienza al più forte, tradendo il suo ruolo e minando la sua integrità morale. In questo contesto, la libertà di Don Abbondio è limitata non tanto da fattori esterni, quanto dalla sua stessa incapacità di agire secondo coscienza e coraggio. Egli giustifica la sua condotta con la frase celebre: "Il coraggio, uno non se lo può dare". Questa ammissione di debolezza personale esprime l'essenza della sua schiavitù interiore: la paura lo paralizza e gli impedisce di compiere azioni che potrebbero contrapporsi a ingiustizie evidenti.
Manzoni usa il personaggio di Don Abbondio per illustrare il concetto di libertà come non solo un diritto esterno, ma anche una forza interiore. La libertà implica la capacità e la volontà di fare scelte, spesso difficili e impopolari, in linea con principi etici e morali. Don Abbondio, mancando di questa capacità, rappresenta non solo una persona oppressa dal sistema, ma anche complice del perpetuarsi delle ingiustizie a causa della sua inerzia.
La natura della libertà è al centro del romanzo di Manzoni, che si interrogava sulla responsabilità individuale e collettiva nel contesto di una società in cui le strutture di potere sono spesso oppressive. Don Abbondio, nel suo piccolo microcosmo, diventa un simbolo di come l'assenza di coraggio personale possa contribuire alla perpetuazione di un sistema corrotto. Mentre il contesto storico offre la scusa di un ambiente ostile e pericoloso, Manzoni non concede al suo personaggio la grazia dell'assoluzione completa; piuttosto, lo dipinge come una figura che riflette una più ampia mancanza di iniziativa morale.
Nell'analisi finale, Don Abbondio rappresenta l'antitesi dell'eroe. La sua condotta serve a Manzoni per criticarne, attraverso l'inettitudine, il fallimento nell'esprimere la vera libertà che risiede nel coraggio di scegliere il bene nonostante il rischio. In questo modo, attraverso le vicende di un modesto parroco, il romanzo affronta un dibattito eterno su ciò che realmente significa essere liberi e saper esercitare la propria libertà in una società spesso ostile a chi cerca di cambiare lo status quo.
In conclusione, nel "I Promessi Sposi", la libertà non è rappresentata semplicemente come un diritto che può essere concesso o tolto, ma emerge piuttosto come una questione di integrità personale, di forza interiore di agire secondo giustizia e verità. Don Abbondio, attraverso le sue scelte – o la mancanza di esse – è il perfetto esempio di come la paura e l'oppressione possono intrappolare l'individuo, evidenziando l'importanza di un coraggio morale per raggiungere una vera libertà.
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