Scrivere un tema su un mondo distopico: regole, riti e assenza di libertà dal punto di vista di un abitante
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: l'altro ieri alle 13:05
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 23.01.2026 alle 15:01
Riepilogo:
Scopri come scrivere un tema su un mondo distopico con regole e assenza di libertà dal punto di vista di un abitante controllato e soggetto a riti.
Vivo in un mondo in cui il destino di ciascuno è scolpito nella pietra; un mondo che procede al ritmo di regole e rituali immutabili imposti sin dalla nascita. La nostra società è sotto il dominio di un Imperatore enigmatico, una figura avvolta nel mistero, di cui si parla con reverenza e timore nei racconti tramandati di generazione in generazione. Pochi hanno avuto l’onore di ammirarne il volto: esso rimane celato dietro una maschera che ne nasconde l'identità. Solamente le Guardie Reali hanno visto il suo vero volto, ma sono vincolate da un giuramento solenne a mantenere il segreto.
Il mio nome è Aarav, risiedo nel settore di Lunos: una divisione del nostro mondo in cui preghiamo l'Imperatore al mattino appena svegli e al calare della notte. La mia famiglia, come tutte le altre, segue una routine precisa e immutabile. Al sorgere del giorno, il suono penetrante delle campane d'avorio segna l’inizio delle nostre attività quotidiane, simbolo tangibile dell'implacabile controllo esercitato dall'Imperatore su di noi. Ogni mia azione è rigidamente prescritta: le ore di lavoro nei campi, il tempo dedicato allo studio delle leggi sacre, e persino i momenti di svago sono dettati da un programma.
Ogni quindici giorni, in occasione del rito della "Visione", i cittadini si radunano nella piazza centrale. Durante questa antica cerimonia, l'Imperatore appone il suo sigillo su di noi tramite uno schermo gigante, apparendo brevemente per impartire ordini e benedizioni. La sua maschera resta però sempre presente, e ci hanno proibito di porre domande sulla sua identità. In quei momenti, un silenzio assoluto grava sull'assemblea, e l'aria è tesa di una reverente deferenza. Assistiamo con devozione, inchinandoci alla fine della sua apparizione.
Come abitante di Lunos, non ho mai conosciuto la libertà di decidere il mio destino. Alla mia nascita, un veggente decretò il percorso che avrei dovuto seguire per la vita intera, come è consuetudine. Sono destinato a coltivare la terra fino a che le forze me lo consentiranno, poi trasmetterò le mie conoscenze ai miei figli, senza mai poter ambire ad altro. Ogni accenno di ribellione o volontà di infrangere il percorso assegnato è severamente sanzionato, e le Guardie Reali vigilano affinché l'ordine venga rispettato.
Mi turba il sapere che molti sembrano trovar conforto nell'accettazione di questa esistenza, rassicurati dalla stabilità e dalla certezza del proprio ruolo. Eppure, non riesco a ignorare quella piccola voce dentro di me che invoca la libertà. Ricordo un episodio in particolare: durante una cerimonia della Visione, un improvviso colpo di vento sollevò leggermente la maschera dell'Imperatore, rivelando per un attimo fugace l’espressione di un volto umano, un volto normale che celava la divinità remota e inaccessibile che avevo sempre immaginato. Quell’attimo mi fece comprendere che l’Imperatore potrebbe non essere così distante da noi come abbiamo sempre creduto.
Ciononostante, il desiderio di libertà cresce dentro di me, nonostante i pericoli insiti in tale ambizione. Parlare apertamente di libertà resta un argomento tabù; chiunque nutra simili aspirazioni rischia l'esilio o peggio, la reclusione nelle torri d'ombra, luoghi avvolti da un’aura di paura e rispetto. Tuttavia, non posso fare a meno di chiedermi se altri, come me, non si domandino cosa si celi oltre il volto mascherato dell'Imperatore e le solide mura del nostro ordine sociale.
Nonostante la paura, mi sono unito a un gruppo segreto di individui che si incontrano clandestinamente per discutere di un futuro diverso, un futuro in cui ognuno possa essere libero di scegliere il proprio cammino. È una strada rischiosa e pericolosa, ma ho deciso di ascoltare quella voce interiore. Sogniamo un tempo in cui le maschere cadranno, un giorno in cui potremo finalmente vedere il mondo per ciò che è veramente: non solo il regno di un Imperatore distante, ma il frutto delle azioni e delle scelte di ogni individuo. Questa è la speranza che mi anima, e per essa sono disposto a rischiare ogni cosa.
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