L’ansia prima di un’interrogazione: il racconto in prima persona di Margherita su Ugo Foscolo
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: ieri alle 15:25
Riepilogo:
Scopri come gestire l’ansia prima di un’interrogazione su Ugo Foscolo e approfondisci le sue poesie con il racconto di Margherita 📚
Mi chiamo Margherita e frequento il quarto anno del liceo classico. Tra tutte le materie, letteratura italiana è quella che mi piace di più, ma anche quella che mi provoca più ansia. Oggi ci sarà un'interrogazione su Ugo Foscolo e, anche se sto andando bene, non posso fare a meno di sentire quel familiare nodo allo stomaco che mi accompagna nei giorni come questo.
Ho sempre trovata la figura di Foscolo affascinante: i suoi versi, le sue passioni, i conflitti interiori che trasmette nelle sue opere. Amo immergermi nelle sue poesie, lasciandomi trasportare dalla profondità dei suoi sentimenti. Nonostante ciò, l'idea di essere interrogata mi intimorisce. La nostra professoressa è notoriamente severa e sa mettere in difficoltà chiunque.
Arrivo a scuola e mi dirigo in classe, cercando di mantenere la calma. Il corridoio è affollato di studenti, ognuno con i propri pensieri e preoccupazioni. Mi unisco ai miei compagni di classe, che già discutono su chi potrebbe essere chiamato oggi. Da un lato sono tranquilla, perché so di avere una media del 9, e la professoressa tende a interrogare chi ha voti più bassi. Tuttavia, dall'altro lato, non posso evitare di pensare che potrebbe comunque chiamarmi, magari per premio o per mettermi alla prova.
La prima ora sembra trascorrere più lentamente del solito. Non riesco a concentrarmi su nulla tranne che sul mio libro di letteratura, nel tentativo di ripassare mentalmente le poesie e i saggi di Foscolo. Il tempo passa e finalmente arriva il momento cruciale: la lezione di italiano. La professoressa entra in classe con il suo solito passo deciso, e un brivido percorre la schiena di tutti noi.
Dopo aver fatto l'appello, inizia a spiegare qualcosa riguardo le "Ultime lettere di Jacopo Ortis". Mi appunto mentalmente alcune osservazioni, mentre il mio cuore batte forte. Poi arriva il momento che tutti noi temiamo e aspettiamo al contempo: la scelta dei nomi degli interrogati.
La professoressa esita un attimo, guarda l'elenco dei nomi e alza lo sguardo verso di noi. In quel momento mi sento come se il cuore volesse saltare fuori dal petto. "Chi sarà? Sta per chiamarmi? Sono pronta se succede?" mille pensieri mi attraversano la mente.
Finalmente pronuncia due nomi: "Luca e Maria". Un sospiro collettivo riempie la classe. Io mi rilasso sulla sedia, sentendomi allo stesso tempo sollevata e un po’ stupida per essermi agitata così tanto. Mentre Luca e Maria si alzano e si dirigono verso la cattedra, mi riprometto di continuare a mantenere alta la mia media.
L'interrogazione prosegue e ascolto con attenzione le risposte dei miei compagni. Luca sembra agitato, parla in fretta e a tratti si confonde nei suoi discorsi. Maria, al contrario, appare più sicura di sé, le sue risposte sono concise e puntuali. Ripasso mentalmente le stesse domande, cercando di capire come avrei risposto io.
A poco a poco, mi rilasso e riesco a godermi la lezione, partecipando anche a una discussione sulla differenza tra l'approccio classico e quello romantico di Foscolo. La professoressa sembra apprezzare l'interesse della classe e conclude l'ora con un elogio al nostro impegno.
Quando la campanella suona, ho un misto di sensazioni. Sono felice di non essere stata interrogata, ma allo stesso tempo mi sento un po' delusa perché so che avrei potuto dire la mia su Temi a me cari. Decido allora di utilizzare questo entusiasmo per continuare a studiare e migliorarmi. So che l'occasione per dimostrare ciò che so arriverà presto, e voglio farmi trovare pronta.
Lasciando l'aula, mi sento più leggera. L'ansia sta svanendo e mi concedo un momento per riflettere sul fatto che, nonostante tutto, l’interrogazione è una sfida che mi aiuta a crescere e a migliorare giorno dopo giorno.
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