La paziente che ci chiama è un’adolescente di 15 anni: richiesta di un primo colloquio per problema di dismorfofobia
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 5.02.2026 alle 18:41
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 3.02.2026 alle 12:43
Riepilogo:
Scopri come riconoscere e affrontare la dismorfofobia nell’adolescenza, migliorando autostima e benessere psicologico a 15 anni.
Iniziamo affrontando una storia ipotetica ma basata su dati realmente rilevabili e situazioni comunemente analizzate nella letteratura psicologica. Una ragazza di 15 anni, affrontando i cambiamenti tumultuosi e significativi dell'adolescenza, chiama il nostro studio perché preoccupata per una condizione che potrebbe essere riferita come dismorfofobia o disturbo da dismorfismo corporeo (DDB). Questo disturbo, come rilevato in varie ricerche, è caratterizzato da una preoccupazione eccessiva e ossessiva per un difetto percepito nell'aspetto fisico, che può non essere visibile o essere minimo agli altri.
La storia che potrebbe raccontarci inizia probabilmente con un'insoddisfazione crescente verso il proprio corpo, amplificata forse da commenti sconsiderati di coetanei, esposizione ai media che promuovono ideali di bellezza irrealistici o confronti con modelli di bellezza non raggiungibili. È comune che queste preoccupazioni si intensifichino durante l'adolescenza, un periodo in cui l’accettazione sociale e l'identità personale diventano temi centrali.
La ragazza ci potrebbe raccontare di aver cominciato a sentirsi a disagio con il suo aspetto fisico già dall'inizio della pubertà, quando il suo corpo ha iniziato a cambiare. Potrebbe riportare come episodi a scuola o sui social media abbiano intensificato la sua insicurezza. Forse ha ricevuto commenti negativi sul suo peso o sulla sua figura, i quali hanno fatto sì che iniziasse a vedersi sotto una luce distorta. Il guardarsi allo specchio potrebbe essere diventato un incubo, e le fotografie una fonte di ansia.
Le aspettative che la ragazza potrebbe avere nei nostri confronti riguardano principalmente il desiderio di essere ascoltata senza giudizio e di trovare qualcuno che possa aiutarla a vedersi in modo diverso, più realistico e meno critico. Potrebbe sperare di ricevere strumenti per ridurre l’ansia legata alle sue percezioni corporee e migliorare la sua autostima. Importante è anche il suo desiderio di mantenere questo problema nascosto dai suoi genitori, forse per paura di deluderli o di essere fraintesa.
Per raccogliere adeguate informazioni anamnestiche, indagheremo su diverse aree della sua vita. Innanzitutto, la storia familiare: qualsiasi possibile parentela con casi di disturbi alimentari o di disturbi psichiatrici. Poi, le dinamiche relazionali, soprattutto in famiglia ma anche con amici e partner sentimentali, per capire il suo sistema di supporto. Esamineremo le sue esperienze scolastiche ed extracurricolari per identificare eventuali stressor o fonti di pressione. Chiederemo anche delle sue abitudini alimentari e delle sue routine quotidiane per valutare l’impatto fisico del disturbo sul suo benessere.
Considereremo infine i suoi pensieri e le sue emozioni associate al corpo e all’identità personale, cercando di comprendere quali eventi specifici potrebbero aver scatenato o aggravato la sua dismorfofobia.
Per quanto riguarda l’intervento, un approccio terapeutico che potremmo ipotizzare include la terapia cognitivo-comportamentale (CBT), che è stata dimostrata efficace per il DDB. Tale terapia aiuterebbe la ragazza a riconoscere e modificare i pensieri distorti riguardo al corpo e a sviluppare un'immagine corporea più positiva e realistica. Potremmo anche integrare tecniche di mindfulness per aiutarla a gestire l'ansia e migliorare la consapevolezza del proprio corpo.
Una consultazione con un nutrizionista potrebbe essere suggerita se il dimagrimento rapido richiede un intervento immediato per evitare conseguenze più gravi sulla salute fisica. Avvieremmo anche un dialogo sulla possibilità di coinvolgere gradualmente la famiglia, quando e se la paziente si sentirà pronta, per lavorare insieme in un contesto di supporto.אָד
In sintesi, il nostro obiettivo principale sarà costruire un percorso di fiducia e comprensione, in modo che la ragazza possa affrontare le sue paure e costruire un'immagine di sé che vada oltre l'apparenza fisica, promuovendo un sano equilibrio psico-fisico.
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