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Commissari interni Maturità 2023: modalità di scelta e ruolo nell'Esame

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 25.01.2026 alle 18:12

Tipologia dell'esercizio: Saggio

Riepilogo:

Scopri come vengono scelti e quale ruolo svolgono i commissari interni nella Maturità 2023 per una preparazione efficace all’Esame di Stato. 📚

Maturità 2023: il ruolo e la selezione dei commissari interni nell’Esame di Stato

Introduzione

L’Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione, comunemente noto come Maturità, rappresenta da sempre una tappa determinante per gli studenti italiani. Nel 2023, la Maturità ha assunto un significato ancora più simbolico: con il graduale ritorno alla normalità dopo gli anni di pandemia, gli studenti dell’ultima annata scolastica si sono trovati ad affrontare un esame che recupera buona parte della struttura tradizionale, con il reintegro completo delle prove scritte e dell’orale. In un percorso così delicato e ricco di aspettative, la figura dei commissari interni assume un ruolo centrale non solo nell’organizzazione, ma anche nell’assicurare una valutazione equa e coerente. Questo saggio si propone di analizzare nel dettaglio le modalità di scelta dei commissari interni, il loro ruolo pedagogico e valutativo e l’impatto che tali figure hanno sull’esperienza degli studenti nella preparazione e nello svolgimento della Maturità.

1. Il contesto dell’Esame di Maturità 2023

La Maturità 2023, pur recuperando il formato classico con due prove scritte nazionali e una prova orale, si svolge in un contesto profondamente influenzato dai precedenti anni di emergenza sanitaria. Gli studenti sono chiamati a sostenere una prima prova di italiano, comune a tutti gli indirizzi, seguita da una seconda prova specifica per il proprio percorso (ad esempio, matematica allo scientifico, greco o latino al classico, economia aziendale negli istituti tecnici). Il tutto culmina nell’orale, che rappresenta un momento chiave di sintesi e riflessione personale.

Le commissioni d’esame sono composte da sei docenti (tre interni e tre esterni) più il presidente esterno. Questa struttura mira a garantire un equilibrio tra valutazione oggettiva e conoscenza personale degli alunni. Nel 2023, si conferma la compresenza di commissari sia interni che esterni, sottolineando l’importanza di una valutazione che valorizzi il percorso individuale senza rinunciare all’imparzialità, principio fondante della scuola italiana sin dai tempi della Riforma Gentile.

Le novità principali introdotte nel 2023 riguardano soprattutto una maggior coerenza tra la progettazione didattica annuale (documento del 15 maggio) e le modalità di scelta dei commissari interni, imponendo una riflessione sulle competenze realmente acquisite durante il percorso scolastico.

2. Chi sono i commissari interni?

I commissari interni sono docenti titolari delle materie previste dal piano di studi dell’ultimo anno e che fanno parte del consiglio di classe degli studenti coinvolti nell’esame. Frequentemente, si tratta di insegnanti che hanno seguito la classe lungo tutto l’anno scolastico, maturando una conoscenza approfondita sia delle dinamiche del gruppo sia delle peculiarità di ciascun alunno.

Rispetto ai commissari esterni – docenti di altre scuole nominati dal Ministero principalmente nelle discipline centrali dell’indirizzo di studi – i commissari interni offrono un valore aggiunto: portano in commissione quella dimensione didattica e relazionale che nessun membro esterno potrebbe conoscere nel dettaglio. La loro presenza non si limita quindi ad una mera funzione tecnica, ma assume un significato pedagogico, in linea con la tradizione del pensiero pedagogico italiano che va da Don Milani a Maria Montessori, secondo cui l’insegnante deve accompagnare lo studente anche nella valutazione finale, facilitando una transizione consapevole verso la maturità.

3. Criteri e modalità di scelta dei commissari interni

La selezione dei commissari interni è responsabilità del consiglio di classe, che si riunisce in un’apposita seduta nelle settimane che precedono l’inizio degli esami. Secondo la normativa vigente, il docente della materia oggetto della seconda prova scritta deve essere obbligatoriamente designato come commissario interno qualora tale materia, per il singolo indirizzo, non sia affidata ad un esterno. Ad esempio, allo scientifico, se matematica è disciplina interna, sarà necessariamente il professore di matematica a ricoprire questo ruolo.

Il principio fondamentale che guida la scelta è quello dell’equilibrio rappresentativo tra le discipline, per garantire che tutte le aree d’apprendimento affrontate durante l’anno siano adeguatamente coperte. Si cerca inoltre una ripartizione che consenta, ai membri interni, di valutare studenti anche su materie non affrontate dagli esterni, integrando così la valutazione con competenza e coerenza.

Un elemento chiave nel processo decisionale è il "documento del 15 maggio": una relazione dettagliata stilata dai docenti sul percorso didattico svolto, i risultati raggiunti, le metodologie e le attività condotte. Questo documento funge da guida sia nella scelta dei commissari sia nella preparazione delle prove finali, garantendo che la commissione rappresenti effettivamente ciò che è stato insegnato e appreso nel corso dell’anno.

La procedura di nomina richiede una votazione interna al consiglio di classe, il cui esito viene verbalizzato e trasmesso alla segreteria scolastica, che si occupa delle procedure formali. Il tutto deve avvenire secondo le tempistiche fissate dal Ministero, in genere entro la seconda metà di maggio.

4. Il ruolo specifico del commissario interno nella valutazione

Il commissario interno, nella fase degli esami, svolge una funzione di ponte tra la commissione e il percorso personale degli studenti. Durante le prove scritte e nel colloquio orale, può offrire chiavi interpretative importanti grazie alla conoscenza approfondita dei singoli candidati: ciò si riflette nell’attenzione che dedica alle difficoltà affrontate, alle strategie di apprendimento maturate e alle potenzialità espresse durante l’anno.

La collaborazione con i commissari esterni è fondamentale nel momento della valutazione finale: la pluralità di punti di vista consente di arrivare a un giudizio più oggettivo, mentre la voce degli interni arricchisce la riflessione, aiutando a evitare giudizi eccessivamente “freddi” o distaccati. Tuttavia, proprio la vicinanza agli studenti può talvolta generare conflitti di interesse; per questo, il regolamento prevede procedure chiare, come votazioni collegiali e obbligo di verbalizzazione di ogni scelta, al fine di garantire trasparenza e imparzialità. In caso di pareri discordanti, è il presidente a coordinare il dibattito e, se necessario, a dirimere i conflitti riportando la discussione sul terreno del merito e della conformità normativa.

5. Il commissario interno e la seconda prova scritta

Un aspetto particolarmente delicato riguarda la seconda prova scritta, incentrata sulle discipline caratterizzanti l’indirizzo di studi. Qui il commissario interno, se titolare della materia oggetto di prova, gioca un ruolo sostanziale non solo nella valutazione ma anche nella predisposizione della commissione ad un’adeguata gestione della prova stessa. Ad esempio, al liceo scientifico, il docente di matematica interno non solo valuta la prova scritta ma può chiarire ai colleghi eventuali passaggi tecnici o metodologici, contribuendo a contenere l’ansia degli studenti grazie alla presenza di un volto familiare.

La conoscenza pregressa delle strategie, dei progressi e delle difficoltà incontrate dagli studenti durante l’anno offre al commissario interno elementi preziosi per una valutazione più “umana” e aderente al reale percorso di apprendimento. Tuttavia, ciò deve essere sempre equilibrato dalla necessità di mantenere una valutazione rigorosa e coerente con gli standard nazionali.

6. Strumenti e risorse a supporto dei commissari interni

Per svolgere adeguatamente il proprio compito, il commissario interno fa riferimento a una serie di strumenti operativi. Il documento del 15 maggio è sicuramente la guida principale, ma rivestono importanza anche l’analisi dei programmi svolti, le simulazioni delle prove svolte durante l’anno e le verifiche in itinere, che consentono di avere una visione d’insieme dei progressi degli studenti.

Molte scuole organizzano, per i commissari interni, momenti di aggiornamento e confronto normativo, in modo da prevenire errori formali e promuovere un clima di collaborazione all’interno della commissione. Non mancano materiali di supporto anche per la gestione dello stress: dagli integratori naturali (come la camomilla o la melissa, menzionate spesso anche nelle guide per gli studenti) a brevi pause di mindfulness consigliate da alcuni istituti, l’attenzione alla salute psicofisica dei docenti è divenuta un aspetto importante, soprattutto dopo i difficili anni di pandemia.

7. Implicazioni per gli studenti e raccomandazioni pratiche

Per gli studenti, conoscere il ruolo e il modus operandi dei commissari interni può fare la differenza in termini di preparazione e serenità. Un dialogo costruttivo con i professori interni durante il corso dell’anno scolastico consente di chiarire dubbi, individuare punti di forza e aree di miglioramento, instaurando quel rapporto di fiducia che si rivelerà prezioso al momento dell’esame.

È consigliabile, in particolare, rivolgersi ai commissari interni per affinare la preparazione della seconda prova e per esercitarsi sull’esposizione orale. Ricordare che questi docenti conoscono il percorso compiuto permette agli studenti di non sentirsi “giudicati a freddo”, ma valutati da chi ha realmente assistito alla loro crescita.

Dal punto di vista del benessere personale, è fondamentale non trascurare l’aspetto emotivo. L’esame di Maturità è anche una prova di equilibrio psicologico: mantenere un dialogo aperto con i docenti interni, partecipare alle simulazioni d’esame e affrontare con serenità le ultime settimane di studi rappresentano strategie utili a superare la tensione e a presentarsi in commissione con maggiore sicurezza.

Conclusioni

La scelta dei commissari interni per la Maturità 2023 conferma il valore di un sistema scolastico che punta a unire rigore valutativo e attenzione alla persona. I commissari interni, grazie alla loro competenza e alla conoscenza personale degli studenti, garantiscono una valutazione aderente al percorso svolto, pur mantenendo un livello elevato di obiettività grazie alla presenza di commissari esterni e alla guida del presidente di commissione.

Una commissione ben bilanciata tra membri interni ed esterni esprime al meglio la vocazione educativa della scuola italiana: promuovere il merito, ma anche valorizzare il percorso, offrendo a tutte e tutti la possibilità di esprimere davvero il proprio potenziale. In quest’ottica, è auspicabile che anche in futuro la normativa continui a perfezionarsi per garantire trasparenza, equità e attenzione sia agli studenti che ai docenti coinvolti.

L’esame di Maturità non è semplicemente una prova nozionistica: è il primo vero passaggio nella vita adulta, dove si impara, con il supporto di chi ci ha accompagnato fino a questo momento, ad affrontare responsabilmente le sfide, a credere nelle proprie capacità e a guardare oltre, verso nuove conquiste culturali e umane.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Come vengono scelti i commissari interni Maturità 2023?

I commissari interni sono selezionati dal consiglio di classe tra i docenti dell'ultimo anno. Sono principalmente gli insegnanti delle materie cardine seguite dagli studenti durante l'anno scolastico.

Quale ruolo hanno i commissari interni nell'Esame di Maturità 2023?

I commissari interni valutano e supportano gli studenti durante tutte le fasi dell'esame. Offrono una prospettiva pedagogica grazie alla profonda conoscenza del percorso di ciascun alunno.

Quali differenze ci sono tra commissari interni e esterni alla Maturità 2023?

I commissari interni sono docenti della classe, mentre gli esterni provengono da altre scuole e sono nominati dal Ministero. Quelli interni conoscono meglio studenti e didattica annuale.

Quante persone compongono la commissione d'esame Maturità 2023?

La commissione d'esame è composta da sei docenti, tre interni e tre esterni, oltre a un presidente esterno. Questa struttura garantisce equilibrio e imparzialità nella valutazione.

Perché sono importanti i commissari interni nella Maturità 2023?

I commissari interni assicurano coerenza tra il percorso scolastico e la valutazione finale. La loro presenza favorisce una valutazione più personalizzata e attenta ai reali apprendimenti.

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