Passeggiata romanzata dalla spiaggia di Zipolite a Mazunte nel sud del Messico in compagnia di Laura
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 10.01.2026 alle 9:59
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 23.12.2025 alle 20:21
Riepilogo:
Cammino da Zipolite a Mazunte con Laura, viaggiatrice coraggiosa: natura selvaggia, storie di vita, sogni e libertà tra oceano e sabbia dorata.
La brezza dell’oceano e il rumore delle onde sembravano accompagnare ogni nostro passo sulla sabbia calda della spiaggia di Zipolite. La mia compagna di viaggio era Laura, una toscana dai capelli dorati e dalla pelle color del miele, una donna di qualche anno più grande di me, incontrata proprio in quei giorni in quel tratto di costa messicana che sembrava un sogno sospeso tra cielo e mare.
Laura viaggiava da anni, tornava a casa solo per lavorare qualche mese, poi ripartiva per nuove avventure. Mentre camminavamo, mi raccontava del suo amore per l’India, che aveva visitato l'anno precedente. "Sai," mi diceva con gli occhi che le brillavano, "l’India è un luogo unico. C'è una vibrazione nell’aria che ti entra nelle ossa. Ogni angolo è un tripudio di vita, un caos organizzato che ti trascina e ti cambia per sempre". Le sue parole dipingevano paesaggi esotici nella mia mente, visi curiosi, colori vividi e i suoni delle preghiere al calar del sole.
Quella mattina avevamo deciso di intraprendere la passeggiata da Zipolite a Mazunte, un itinerario di circa cinque chilometri lungo una costa selvaggia e magnetica. La sabbia era dorata, punteggiata da conchiglie e piccoli frammenti di coralli. A volte incontravamo grandi massi, arroccati sulla battigia come antichi giganti stanchi. L’oceano, di un blu profondo, si infrangeva contro di essi con una forza primordiale.
La vegetazione era lussureggiante. Palme alte e cactus scolpivano il paesaggio, mentre arbusti fioriti sprigionavano un profumo dolce e penetrante. Il canto acuto di qualche uccello tropicale si alternava al frinire delle cicale, creando una sinfonia naturale che ci accompagnava costantemente. Ogni tanto, uno scoiattolo curioso faceva capolino tra i rami, fissandoci con occhi vivaci prima di sparire nel folto delle foglie.
Laura, intanto, continuava a condividere con me frammenti delle sue esperienze. "Tre anni fa," mi raccontava abbassando leggermente lo sguardo, "ero già stata in Messico. Purtroppo, un tatuaggio fatto in spiaggia mi aveva causato una terribile infezione, la peggiore delle epatiti." Il suo tono si fece più serio. "Sono una portatrice sana ora, ma devo stare sempre attenta ai rapporti sessuali; ho il terrore di infettare altre persone". Le sue parole mi colpirono profondamente. Pensai subito a quanto il coraggio potesse essere una lama a doppio taglio, portando sia bellezza sia sofferenza.
Il sole stava iniziando a salire, e la luce diveniva sempre più intensa, riflettendosi sull’acqua come diamanti. Il sentiero iniziava a salire leggermente, conducendoci verso una scogliera. Da lassù, la vista che ci si apriva davanti era mozzafiato. Il mare sembrava estendersi all’infinito, mentre i delfini giocavano tra le onde in lontananza. Restammo qualche minuto in silenzio, respirando profondamente quell’aria salmastra e osservando il ciclo eterno della vita marina.
Proseguimmo, scendendo lentamente verso la Baia di Mazunte. Le rocce diventavano più rosse, con venature dorate che scintillavano sotto il sole. A volte, piccoli granchi scappavano rapidamente alla nostra presenza, nascondendosi tra le crepe delle rocce. Mazunte si svelò ai nostri occhi come un angolo di paradiso: la spiaggia era meno affollata, il rumore delle onde più gentile, come un sussurro. Potevamo vedere alcune capanne di pescatori e il profilo del Centro Mexicano de la Tortuga, un luogo dedicato alla protezione delle tartarughe marine.
Mentre camminavamo sulla sabbia fine di Mazunte, Laura mi parlava dei suoi sogni futuri. "Vorrei andare in Africa il prossimo anno," disse con un sorriso, "vedere la savana, le grandi migrazioni. Ma chissà, il mondo è così grande e io ho ancora tante strade da esplorare." La sua voglia di vivere e di scoprire mi affascinava profondamente.
Ci fermammo in una piccola caffetteria sulla spiaggia. Il profumo del caffè appena tostato e il suono delle tazze creavano un'atmosfera di accogliente intimità. Parlammo ancora, tra un sorso e l'altro, della vita, dei sogni, del destino e delle infinite possibilità che il mondo ci offriva. Laura era una viaggiatrice instancabile, una donna che aveva scelto la libertà e che, nonostante tutto, continuava a credere nei sogni.
Quel tratto di costa, tra Zipolite e Mazunte, rimarrà per sempre impresso nella mia memoria. Un luogo di bellezza selvaggia, di storie condivise e di notti stellate. Un cammino percorso in compagnia di Laura, la ragazza dai mille viaggi e dal cuore indomito.
Vota:
Accedi per poter valutare il lavoro.
Accedi