La strada da Matehuala a Real de Catorce negli anni '90 a bordo di un vecchio autobus locale: paesaggi e passeggeri
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 11.01.2026 alle 17:20
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 28.11.2025 alle 11:49
Riepilogo:
Un viaggio in autobus da Matehuala a Real de Catorce diventa esplorazione dell’anima messicana, tra paesaggi, tradizioni e storia senza tempo.
La strada polverosa che collega Matehuala a Real de Catorce non è soltanto un tragitto geografico, ma un vero e proprio viaggio nell'anima antica del Messico, soprattutto quando percorsa a bordo di un vecchio e malconcio autobus locale degli anni '90. Immaginatevi trasportati in un tempo e in uno spazio sospesi, dove la modernità sembra essersi fermata alla periferia di una civilizzazione che si aggrappa tenacemente alle sue radici ancestrali.
All'alba, l'autobus, con la sua carrozzeria scrostata e i sedili rattoppati, si staglia come una reliquia vivente nel piccolo terminal di Matehuala. Il suo motore tossisce e sbuffa, quasi a voler reclamare un po' di dignità prima di intraprendere l'ennesimo viaggio su una strada che promette sfide e meraviglie. Il cielo, ancora timidamente illuminato da una tenue striscia di luce, sovrasta il paesaggio immenso del deserto di San Luis Potosí. Le montagne celano il loro profilo sotto il velo del mattino, in attesa di mostrare la loro maestosità una volta riscaldate dal sole.
I passeggeri sono una variegata rappresentazione del Messico rurale. Una moltitudine di volti segnati dal tempo e dalle intemperie, abiti colorati, cappelli di paglia, risate e sguardi complici. Molti di loro sono indigeni, appartenenti alle comunità Huichol, che mantengono vive le tradizioni millenarie dei loro antenati. Ognuno porta con sé prodotti artigianali o modesti carichi di cibo, destinati al piccolo mercato di Real de Catorce. Donne con lunghe trecce adornate da nastri variopinti, bambini che giocano tra le gambe degli adulti, anziani dagli occhi profondi come pozzi ancestrali.
All'interno dell'autobus il tempo scorre diversamente. Ogni rumore — lo stridere dei freni, il rantolo del motore, il ruotare delle ruote sulla ghiaia — crea un sottofondo musicale che narra storie di altri viaggi e di altre vite. Mentre il veicolo lascia Matehuala, il paesaggio inizia a mutare. I cactus imponenti e le piante di agave dominano la scena, creando un tappeto verde tra le pietre e la sabbia. Più ci si avvicina a Real de Catorce, più la strada si fa tortuosa, costringendo l'autobus a manovre azzardate che mettono alla prova la destrezza del conducente e la pazienza dei passeggeri.
La polvere avvolge tutto, conferendo al viaggio un'atmosfera irreale, quasi apocalittica. Si potrebbe pensare di essere entrati in una dimensione onirica, dove ogni paesaggio che si apre dietro una curva è una scena nuova, inedita, da scoprire con occhi curiosi. Le montagne si innalzano come antichi guardiani, mentre nelle valli più scure si intravedono piccoli villaggi dimenticati dal tempo, dove la vita scorre lenta e immutata.
Il viaggio diventa un collage di sensazioni e immagini: il bagliore del sole che finalmente sorge, i canti improvvisati dei passeggeri, l'odore pungente delle erbe e della terra calda. I bambini si addormentano, cullati dal movimento oscillante del veicolo, mentre gli adulti si scambiano aneddoti e racconti, mantenendo viva la memoria collettiva di un popolo resiliente e orgoglioso delle sue origini. Ogni sosta lungo la strada è un rito, una pausa necessaria per ristorarsi e per contemplare la vastità del paesaggio, che sembra cambiare con ogni chilometro percorso.
Man mano che ci si avvicina alla meta, l'eccitazione tra i passeggeri cresce. Real de Catorce non è solo il punto d'arrivo, ma una meta di pellegrinaggio, di scambi commerciali e culturali. Arroccata tra le montagne, la cittadina si rivela come uno scrigno di tesori nascosti, pronta ad accogliere i viaggiatori con le sue stradine lastricate e le sue costruzioni coloniali. L'autobus, come un vecchio cavallo stanco ma fedele, entra trionfante, accolto dagli sguardi curiosi degli abitanti e dal sole ormai alto nel cielo.
Il viaggio si conclude, ma l'esperienza rimane impressa nella memoria come un affresco vivido di colori, suoni e odori. La strada da Matehuala a Real de Catorce è, in ultima analisi, un viaggio nell'essenza del Messico, un nastro d'asfalto che collega non solo due località, ma due mondi, due tempi, due anime che si fondono in un inno alla tradizione e alla bellezza senza tempo di una terra unica e affascinante.
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