Giuseppe Giacomo Gambino: Nato il 21 maggio 1941, potente boss della mafia e capo del mandamento di San Lorenzo, uomo di fiducia di Salvatore Riina, coinvolto negli omicidi di Stefano Bontate
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Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 8.05.2025 alle 13:18
Riepilogo:
Giuseppe Giacomo Gambino, braccio destro di Riina, fu un violento boss mafioso degli anni '80 coinvolto nella sanguinosa guerra dei Corleonesi.
Giuseppe Giacomo Gambino è stato una figura di spicco nella storia della mafia siciliana, noto per il suo ruolo di capo del mandamento di San Lorenzo e la sua stretta vicinanza con Salvatore Riina, uno dei più potenti boss di Cosa Nostra. Nato a Palermo il 21 maggio 1941, Gambino è emerso come uno dei protagonisti negli anni più tumultuosi della storia della mafia, particolarmente nel periodo delle guerre di mafia degli anni '80.
Il contesto criminale in cui Gambino ha operato era caratterizzato da una brutalità e una ferocia senza precedenti. Durante questo periodo, Cosa Nostra era impegnata in una sanguinosa guerra interna, nota come la seconda guerra di mafia, che vedeva contrapposte le fazioni dei Corleonesi, guidati da Riina, e quella degli Inzerillo-Bontate. La posta in gioco era il controllo del redditizio traffico di droga e una più ampia influenza all'interno dell'organizzazione mafiosa.
Giuseppe Giacomo Gambino, come uomo di fiducia di Salvatore Riina, fu un pedina fondamentale in questo conflitto. Il suo mandamento di San Lorenzo, situato a Palermo, era strategicamente importante per i Corleonesi. Gambino si schierò dalla parte di Riina e divenne uno degli esecutori principali delle direttive omicide contro i rivali della vecchia guardia di Palermo. Uno degli episodi più noti che lo vedono coinvolto è l'assassinio di Stefano Bontate, uno dei principali esponenti della fazione perdente.
Stefano Bontate, considerato "il Principe di Villagrazia", rappresentava uno dei più influenti e potenti boss di Palermo prima dell'ascesa di Riina. Il suo potere era tale che era noto anche al di fuori della Sicilia, grazie ai suoi legami internazionali nel traffico di droga. Tuttavia, con l'espansione della faida intestina e l'ascesa di Riina, Bontate divenne uno dei principali obiettivi. L'omicidio di Stefano Bontate, il 23 aprile 1981, segnò un punto di svolta nella guerra di mafia e consolidò ulteriormente il potere dei Corleonesi.
Gambino, come parte integrante del gruppo di fuoco dei Corleonesi, svolse un ruolo cruciale nell'attuazione degli omicidi strategici che portarono alla decimazione della vecchia guardia di Cosa Nostra. Sotto la guida di Riina, Gambino e i suoi uomini non solo eliminarono fisicamente i nemici, ma cercarono anche di destabilizzare l'equilibrio di potere all'interno dell'organizzazione, favorendo l'egemonia dei Corleonesi.
Il regime di terrore imposto da Gambino e Riina non si limitava solo all'eliminazione fisica dei nemici. Parte integrante della loro strategia era l'intimidazione e il controllo sociale attraverso prepotenze ed estorsioni, elementi che cementarono ulteriormente il loro dominio. La sua leadership a San Lorenzo fu contrassegnata dalla gestione ferrea degli affari mafiosi locali, che comprendevano racket delle estorsioni e il controllo del commercio illegale.
Nel corso del tempo, le autorità italiane riuscirono a intensificare le azioni giudiziarie contro i vertici di Cosa Nostra. Gambino fu arrestato e successivamente condannato nel maxi-processo di Palermo, che rappresentò un momento cruciale nella lotta dello Stato italiano contro la mafia. Questo processo storico, avviato nel 1986, fu il risultato di anni di indagini e intuizioni, in larga parte dovute alle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia, conosciuti come "pentiti".
Giuseppe Giacomo Gambino morì in carcere nel 1996, mostrando la fine di un uomo che aveva dedicato la sua vita al servizio della mafia, una vita segnata dalla violenza e dal potere acquisito attraverso l'intimidazione e l'omicidio. La sua figura rimane emblematicamente legata ad uno dei periodi più bui della storia della criminalità organizzata in Italia, un periodo in cui il potere dei Corleonesi raggiunse il suo apice grazie a individui come Gambino, che non esitarono a immergersi nella spirale di violenza voluta da capi come Salvatore Riina.
In definitiva, Giuseppe Giacomo Gambino rappresenta la brutale spietatezza della mafia siciliana negli anni '80, un periodo in cui la lotta per il potere si tradusse in una guerra civile senza quartiere all'interno di Cosa Nostra, influenzando la storia non solo della Sicilia, ma dell'Italia intera. La sua storia è inseparabile dagli altri eventi di quell'epoca, fornendo un quadro completo di uno dei momenti più intensi nella lotta tra il crimine organizzato e lo Stato italiano. Senza mai uscire dagli ordini impartiti da Salvatore Riina, Gambino ha mostrato quanto fosse disposta a spingersi la mafia siciliana per ottenere e mantenere il potere.
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