Il bosco delle fate gialle: racconto breve di amici punti da uno sciame d'insetti e travolti da visioni
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 23.01.2026 alle 9:28
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 17.01.2026 alle 12:29
Riepilogo:
Scopri riassunto e analisi per tema: Il bosco delle fate gialle, racconto breve su quattro amici punti da uno sciame d'insetti e travolti da visioni. Subito.
Era una giornata serena e assolata quando quattro amici universitari decisero di prendersi una pausa dagli studi per una rilassante passeggiata nel bosco. Marco, Sofia, Luca e Giulia erano in cerca di un po' di tranquillità e di ristoro nel verde, lontano dallo stress delle lezioni e degli esami. Camminavano tranquillamente lungo un sentiero, condividendo battute e ricordi, quando furono improvvisamente circondati da uno sciame di piccoli insetti che iniziarono a pungerli.
All'inizio credettero si trattasse di normali insetti, ma presto si accorsero che quelli che li stavano attaccando non erano insetti comuni. Erano infatti piccoli esseri luminescenti, con ali trasparenti che brillavano di una delicata luce giallastra. Le creature fluttuavano intorno ai loro corpi con movimenti aggraziati, rilasciando una polvere dorata che sembrava bruciare a contatto con la pelle. In un primo momento, gli amici pensarono di essere stati punti da fate, ma ben presto il dolore si propagò in tutto il corpo, lasciandoli storditi e incapaci di mantenere l'equilibrio. Caddero a terra doloranti, incapaci di distinguere la realtà dalla fantasia.
Le visioni che seguirono furono straordinariamente vivide. Marco vide immense foreste di alberi parlanti, con foglie che sussurravano segreti millenari. Sofia fu trasportata in un castello di cristallo sospeso nel cielo, ogni sua parte splendente di luci iridescenti. Luca si ritrovò in un deserto infinito, dove ogni granello di sabbia vibrava di energia propria, trasformandosi in creature bizzarre che danzavano al suo passaggio. Giulia, invece, si trovò immersa in un oceano di colori, circondata da musicali creature marine che intonavano melodie incantatrici.
La realtà che percepivano era talmente divergente da renderli incapaci di comunicare tra loro. Iniziavano a descrivere le loro visioni, ma le parole sembravano non avere senso per gli altri. La discordanza delle esperienze provocò un aumento vertiginoso della tensione. Marco gridava di lezioni e sussurri vegetali che Sofia non poteva vedere; Sofia rispondeva con racconti di castelli tra le nuvole che nessun altro comprendeva. La discussione degenerò rapidamente in un litigio.
In preda al caos mentale, Luca improvvisamente decise di dimostrare la sua percezione. Credeva di essere in grado di volare e si arrampicò su un albero massiccio. Gli altri cercarono invano di fermarlo, ma ancora abbagliati dai loro mondi separati, non riuscirono a coordinarsi. Luca salì sempre più in alto fino a che, convinto di poter spiccare il volo, si lanciò nel vuoto. Cadde a terra con un tonfo devastante, morto sul colpo. La sua morte sconvolse profondamente i suoi amici, ma non riuscivano più a distinguere il lutto dalla realtà alterata in cui erano immersi.
Col passare del tempo, gli amici rimanenti persero completamente il contatto con la realtà. Convinti di essere intrappolati in un videogioco, iniziarono a comportarsi come se il bosco fosse una realtà virtuale magica dove le regole dello spazio e del tempo non avevano più senso. Attraversavano gli alberi come fossero portali dimensionali, percorrevano sentieri che si snodavano verso mondi non esistenti nei confini terreni.
Lentamente, la loro sanità mentale si sgretolò. In preda a deliri e paure sempre più tangibili, giunsero a un punto in cui tutte le loro visioni convergevano in un'unica mostruosa illusione: un gigantesco buco nero che torreggiava davanti a loro. Oscuro, vorace, sembrava attirare ogni frammento di coscienza e percezione. Non riuscendo a comprendere cosa stesse succedendo, si avvicinarono sempre di più all'orizzonte degli eventi.
Una volta giunti all'interno del buco nero, il tempo iniziò a rallentare in maniera percettibile fin quasi ad annullarsi. Tutto ciò che conoscevano scomparve, divorato dal nero infinito. Il terrore mescolato alla meraviglia fu l'ultimo sentimento che provarono. Corpi e menti vennero risucchiati completamente, dissolvendosi in un baleno di oscurità. La fine della loro esistenza fu così completa e improvvisa che rimaneva solo un silenzio spettrale, là dove si trovavano.
Non è dato sapere che fine abbiano fatto. Il bosco tornò alla sua calma apparente, le fate gialle svanirono nell'aria sottile, e il mistero delle ultime gesta dei quattro amici universitari restò inghiottito dall'oscuro e insondabile buco nero.
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