Romanzo di realismo fantastico: Margot che lavora in un negozio di oggetti usati e racconta un giallo a Leo partendo da una vecchia foto di sua madre
Questo lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 21.01.2026 alle 12:00
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: 20.01.2026 alle 12:29
Riepilogo:
Scopri il romanzo di realismo fantastico dove Margot racconta un giallo a Leo partendo da una foto misteriosa della madre. Un racconto avvincente📚
Il realismo fantastico è un genere letterario che mescola elementi di realtà con aspetti fantasiosi, creando un'ambientazione in cui il quotidiano si fonde con l'incredibile. È in questo contesto che si inserisce la storia di Margot, una giovane donna che lavora in un negozio di oggetti usati e trova nel suo impiego non soltanto un modo per guadagnarsi da vivere, ma un'opportunità di esplorare mondi immaginari attraverso gli oggetti del passato.
Ogni giorno, Margot ha un appuntamento speciale con Leo, un bambino curioso che visita regolarmente il negozio con la madre. Leo, affascinato dalle storie che Margot crea attorno agli oggetti, è sempre pronto a immergersi nelle narrazioni che la giovane donna costruisce con fantasia e delicatezza.
Un giorno, rovistando tra scatole polverose, Margot s'imbatte in una vecchia fotografia che ritrae sua madre. Incuriosita dal ritrovamento, decide di condividere con Leo una storia che parte proprio da questo scatto ingiallito. La fotografia diventa il punto d'inizio di un racconto complesso e avvincente, un giallo che intreccia realtà e fantasia in un'unica trama.
Nel racconto di Margot, il ritrovamento della fotografia è collegato a un omicidio avvenuto molti anni prima. La madre di Margot, protagonista della storia, è rappresentata come una donna misteriosa con una vita segreta, intrisa di enigmi e relazioni pericolose. Margot immagina che sua madre sia coinvolta, per pura casualità, in una serie di eventi che culminano in un delitto irrisolto.
L'azione si snoda in una piccola cittadina, il cui fascino antico e al contempo sinistro fa da sfondo alla vicenda. Gli abitanti del luogo sono personaggi pittoreschi, ciascuno con le proprie peculiarità e segreti inconfessabili. La madre di Margot, nel suo racconto, viene vista passeggiare per le strade acciottolate, interagendo con figure dall'aspetto ambiguo e dall'atteggiamento sfuggente.
Mentre Leo ascolta con occhi spalancati, Margot dipinge un quadro vivido e dettagliato degli eventi che conducono al drammatico colpo di scena: un omicidio al quale nessuno sembra aver prestato la giusta attenzione. Un antico orologio da tasca ritrovato vicino al corpo è l'unico indizio, un oggetto tanto intrigante quanto pieno di simbolismi.
La suspense cresce mentre Margot descrive il ritmo serrato delle indagini condotte da un detective malinconico, il quale, sebbene intento a risolvere il caso, fatica a districarsi nel fitto intreccio di menzogne e mezze verità tessuto dagli abitanti della cittadina. Ogni personaggio sembra possedere un alibi incontestabile, eppure tutti appaiono sospettabili agli occhi dell'investigatore.
Nel suo racconto, Margot immagina sua madre non soltanto come testimone, ma come figura chiave in grado di offrire al detective le informazioni decisive per svelare l'enigma. La donna osserva ogni dettaglio, ascolta ogni sussurro, soppesando con intelligenza ciascun indizio che le capita a tiro.
Margot, di fronte allo sguardo attento di Leo, costruisce una tensione narrativa degna di un romanzo giallo, con colpi di scena impensabili e una soluzione che, come spesso accade nel realismo fantastico, sfuma i confini tra il possibile e l'impossibile. Il finale è un susseguirsi di rivelazioni che gettano nuova luce sugli eventi: l'orologio, ricoperto da un simbolismo arcano, è la chiave che sblocca finalmente la verità celata.
Il racconto di Margot non si limita a narrare un omicidio. Attraverso la sua storia, la giovane donna esplora il concetto di memoria e la complessità delle relazioni umane, permettendo a Leo, e indirettamente a se stessa, di riflettere sul valore della verità. Realtà e fantasia, in questa narrazione di realismo fantastico, si intrecciano in modo inestricabile, lasciando un eco che va ben oltre le mura del negozio di oggetti usati.
La storia di Margot e Leo, nata da una vecchia fotografia, dimostra come gli oggetti, testimoni silenziosi di vite passate, possano trasformarsi in varchi verso mondi ulteriori e narrazioni che sfidano le convenzioni della quotidianità, offrendo nuove prospettive attraverso cui interpretare la natura della realtà stessa.
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