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Il ragionamento di Nicolas nel diciassettesimo capitolo de "Il Principe": passaggi fondamentali e come piega il testo alle sue esigenze, allontanandone il senso originale

approveQuesto lavoro è stato verificato dal nostro insegnante: 23.01.2026 alle 11:26

Tipologia dell'esercizio: Tema

Riepilogo:

Scopri il ragionamento nel diciassettesimo capitolo de Il Principe di Machiavelli, passaggi chiave, uso della crudeltà e reinterpretazione di misericordia.

Nel capitolo diciassettesimo de "Il Principe" di Niccolò Machiavelli, vengono affrontate tematiche fondamentali per comprendere l'arte del governare, secondo il pensiero dello scrittore fiorentino. In questo capitolo, Machiavelli discute la natura della crudeltà e della misericordia nei confronti del principe, offrendo una riflessione sui mezzi necessari per mantenere il potere e garantire la stabilità dello Stato.

Uno dei passaggi cruciali su cui Machiavelli basa il suo ragionamento riguarda la questione se sia meglio essere amati o temuti. Il celebre adagio "È meglio essere amati che temuti o viceversa?" viene risolto con la seguente affermazione: "Si risponde che tutte due sarebbe l'ottimo, ma perché è difficile mettere insieme l'uno e l'altro, è molto più sicuro essere temuto che amato, quando si abbi a mancare l'uno de' due". Questo passaggio è fondamentale per comprendere come Machiavelli modelli il testo per le sue esigenze. In questa dichiarazione, egli non solo stabilisce una gerarchia tra amore e paura, privilegiando quest'ultima, ma suggerisce anche una necessità pragmatica che si traduce in un invito alla crudeltà, quando necessario.

Machiavelli non intende promuovere una crudeltà fine a sé stessa, bensì una "crudeltà bene usata". Egli scrive, infatti, che "Debbe pertanto uno principe non curarsi della infamia di crudele per tenere i suoi sudditi uniti e in fede". In questo contesto, la crudeltà non è un atto arbitrario o malvagio in sé, ma uno strumento utile e talvolta necessario per il bene dello Stato. Questo concetto rispecchia l'idea più ampia del "fine che giustifica i mezzi", una delle più celebri e controverse attribuite a Machiavelli.

Un altro passaggio significativo è quello in cui Machiavelli confronta il comportamento di Cesare Borgia con quello di altri leader. Borgia è citato come esempio positivo per come utilizza la crudeltà per consolidare il proprio potere. "E, venendo a re cruenti, come fu Cesare Borgia, si può vedere come lui fu temuto e riverito dai popoli; e maggiore rispetto e reverenza n'era portata al re crudele, non che in altri simili". Osservando l'azione di Borgia, Machiavelli intende dimostrare che la paura può portare alla stabilità e al rispetto per l'autorità. Tuttavia, qui si può vedere come Machiavelli distorc[a**] la realtà storica a suo favore: ignora o minimizza i difetti e gli insuccessi di Borgia per esaltarne soltanto gli aspetti che si accordano con la sua teoria.

Un ulteriore esempio del modo in cui Machiavelli piega il testo alle sue esigenze si trova nella discussione sull'uso della "misericordia". Contrariamente alla percezione comune che la misericordia sia universalmente positiva, Machiavelli sottolinea che un'eccessiva misericordia può condurre all'anarchia e al disordine. Scrive: "Sono esistite delle princìpi che per troppa misericordia se 'ano d'ogni cosa disarmati". Qui Machiavelli separa il concetto di misericordia dalle sue usuali connotazioni di bontà e giustizia, analizzando invece gli effetti pratici delle azioni misericordiose sullo Stato e sulla sua sicurezza.

In sintesi, nel capitolo diciassettesimo de "Il Principe", Machiavelli intreccia una serie di argomentazioni e citazioni strategiche per costruire il suo ragionamento sull'importanza di essere temuti piuttosto che amati e sulla necessità di utilizzare la crudeltà in modo "bene usata". Egli piega il testo alle sue esigenze dimostrative, spesso giustificando o esaltando comportamenti apparentemente moralmente discutibili come necessari per il bene comune e la stabilità dello Stato. Allontanandosi dal significato tradizionale di concetti come misericordia e crudeltà, Machiavelli li reinterpreta in un'ottica pragmatica e utilitaristica, influenzando profondamente il pensiero politico moderno.

Domande di esempio

Le risposte sono state preparate dal nostro insegnante

Quali sono i passaggi fondamentali del diciassettesimo capitolo de Il Principe?

I passaggi chiave riguardano la scelta tra essere amati o temuti e l'uso della crudeltà. Machiavelli privilegia il timore rispetto all'amore come mezzo più sicuro per mantenere il potere.

Come Machiavelli piega il testo alle sue esigenze nel diciassettesimo capitolo de Il Principe?

Machiavelli seleziona e interpreta esempi storici come quello di Cesare Borgia per rafforzare la sua teoria sulla necessità della crudeltà e della paura nel governo.

Cosa significa "crudeltà bene usata" nel diciassettesimo capitolo de Il Principe?

La "crudeltà bene usata" indica l'impiego della severità solo quando è utile alla stabilità dello Stato, evitando eccessi e arbitrarietà.

Qual è il messaggio principale del diciassettesimo capitolo de Il Principe?

Il messaggio principale è che è più sicuro per un principe essere temuto che amato, sottolineando il pragmatismo politico sopra la moralità tradizionale.

Come Machiavelli ridefinisce misericordia e crudeltà nel diciassettesimo capitolo de Il Principe?

Machiavelli vede la misericordia e la crudeltà come strumenti politici, valutando le loro conseguenze pratiche sulla sicurezza e stabilità dello Stato.

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