Conoscere me stessa: pregi, difetti e cambiamenti
Tipologia dell'esercizio: Tema
Aggiunto: oggi alle 9:24
Riepilogo:
Scopri pregi, difetti e cambiamenti per conoscere me stessa, riflettere sulla sensibilità, l’insicurezza e crescere con un tema chiaro e personale.
Conoscere se stessi: quello che sono e quello che vorrei diventare
Conoscere se stessi non è una cosa semplice, soprattutto alla mia età. A quasi tredici anni mi sento un po’ in mezzo: non sono più una bambina, ma non mi sento nemmeno grande. Ci sono giorni in cui mi sembra di sapere bene chi sono, mentre in altri mi sento confusa e diversa persino da me stessa. Però penso che provare a capirsi sia importante, perché solo così si può migliorare senza smettere di essere se stessi.
Se dovessi descrivermi, direi che sono una ragazza dolce e sensibile. Tengo molto alle persone a cui voglio bene e quando qualcuno sta male mi dispiace davvero, anche se a volte non so trovare le parole giuste per aiutarlo. Mi accorgo facilmente se una persona è triste, arrabbiata o delusa, forse proprio perché anch’io provo le emozioni in modo molto forte. Credo che la sensibilità sia uno dei miei pregi più grandi, anche se qualche volta può sembrarmi quasi un peso, perché mi fa prendere tutto troppo a cuore.
Un altro lato di me che considero positivo è che, quando mi affeziono a qualcuno, sono sincera e leale. Non mi piace fingere e non sopporto i rapporti falsi. Preferisco avere poche persone accanto, ma sapere che con loro posso essere me stessa. Penso anche di essere capace di ascoltare, perché quando un’amica mi racconta un suo problema cerco di non giudicarla subito. Forse non sempre riesco a dare consigli perfetti, ma almeno ci sono.
Accanto ai pregi, però, ci sono anche i miei difetti, e alcuni li conosco fin troppo bene. Uno dei principali è che sono permalosa. A volte basta una parola detta con un tono sbagliato, una battuta o una critica anche piccola, e io ci rimango male subito. Magari chi parla non ha davvero intenzione di ferirmi, ma io sento tutto in modo amplificato e finisco per pensarci per ore. Questo difetto influenza molto il mio rapporto con gli altri, perché a volte mi chiudo, divento fredda o rispondo male anche quando non sarebbe necessario. In certi momenti mi comporto come se dovessi difendermi da qualcosa, ma in realtà mi sto solo proteggendo troppo.
Essere permalosa, secondo me, è collegato anche a un’altra parte del mio carattere: l’insicurezza. Spesso ho paura di non essere abbastanza, di non piacere davvero, di essere giudicata. Così, quando qualcuno mi fa un’osservazione, invece di prenderla con leggerezza, la vivo quasi come una conferma dei miei dubbi. È come se dentro di me ci fosse una vocina che mi fa pensare subito al peggio. Questo mi rende fragile nei rapporti, perché a volte interpreto male i comportamenti degli altri e mi convinco che ce l’abbiano con me, quando magari non è affatto così.
L’insicurezza si vede anche in altre situazioni. Per esempio, prima di fare qualcosa ho spesso paura di sbagliare o di non essere all’altezza. Mi confronto con gli altri e finisco per sentirmi meno capace, meno interessante o meno sicura. So che non dovrei farlo, perché ognuno ha i suoi tempi e le sue qualità, ma non sempre è facile ricordarselo. Crescere, secondo me, significa anche imparare ad accettarsi senza sentirsi sempre in gara con qualcuno.
Nonostante questo, mi accorgo che sto cambiando. Forse non in modo improvviso, ma piano piano sì. Sto iniziando a capire che non tutto quello che gli altri dicono è un attacco personale e che non devo prendere ogni cosa come un’offesa. Mi rendo conto che a volte mi costruisco da sola dei problemi nella testa e li faccio diventare più grandi di quello che sono davvero. Questo è un cambiamento importante, perché vuol dire che sto imparando a osservare meglio me stessa.
La cosa del mio carattere che vorrei cambiare di più è proprio la mia tendenza a essere troppo permalosa e insicura. Non voglio diventare una persona fredda o indifferente, perché la mia sensibilità fa parte di me e non la considero un difetto. Vorrei però imparare a essere più forte senza perdere la dolcezza. Vorrei riuscire a distinguere una critica cattiva da un consiglio utile, una battuta da una vera offesa, un momento di nervosismo da parte degli altri da un rifiuto nei miei confronti.
Per cambiare, penso che dovrei cominciare da alcune cose semplici ma importanti. Prima di tutto, dovrei imparare a fermarmi prima di reagire subito. Quando qualcosa mi ferisce, invece di chiudermi o arrabbiarmi immediatamente, potrei provare a respirare e chiedermi se ho capito bene. Magari potrei anche parlare con calma con la persona che mi ha fatto stare male, invece di tenermi tutto dentro e immaginare mille cose. Un altro passo sarebbe quello di avere più fiducia in me stessa, ricordandomi che il mio valore non dipende dal giudizio di una singola persona o da un commento negativo.
Credo che potrei migliorare anche cercando di valorizzare di più i miei pregi. Spesso vedo subito i miei difetti e dimentico ciò che di bello ho dentro. Invece dovrei ricordarmi che essere dolce, sensibile e affettuosa non è una debolezza, ma una qualità. Se imparassi a volermi un po’ più bene, forse mi sentirei meno minacciata dagli altri e più sicura nei rapporti.
Conoscere se stessi, alla fine, non significa solo fare l’elenco di ciò che va bene e di ciò che non va bene. Significa guardarsi con sincerità, accettare di non essere perfetti e trovare il coraggio di cambiare quello che ci fa stare male o fa stare male gli altri. Io so di avere ancora molto da imparare su di me, ma penso che questo faccia parte della crescita. Sto scoprendo che si può essere sensibili senza essere troppo fragili, dolci senza farsi mettere da parte, e insicure senza per questo smettere di provarci.
Forse conoscersi davvero è proprio questo: capire chi si è oggi, senza smettere di costruire la persona che si vuole diventare domani.

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