Calendario maturità 2018: ecco le date della prima prova scritta
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Riepilogo:
Scopri le date della prima prova scritta della maturità 2018 e organizza al meglio lo studio per affrontare con successo l’Esame di Stato. 📅
Date maturità 2018: al via con la prima prova scritta
Introduzione
La maturità in Italia rappresenta, da oltre un secolo, uno spartiacque fondamentale nella vita di ogni studente. È il grande rito di passaggio che segna la conclusione del percorso nella scuola superiore e l’inizio dell’età adulta, un momento ricco di attese, sogni e, inevitabilmente, ansie. L’Esame di Stato, comunemente chiamato “maturità”, non è soltanto un test di conoscenze, ma un’esperienza che si sedimenta nella memoria collettiva: chiunque abbia frequentato il liceo, l’istituto tecnico o professionale porta dentro di sé il ricordo di giugno, della sospensione delle lezioni, delle notti insonni sui libri, dei pronostici sulle tracce.L’annuncio ufficiale delle date della maturità è uno dei momenti più attesi. Per il 2018, con il Ministero dell’Istruzione che stabilisce mercoledì 20 giugno il via alla prima prova scritta, l’interesse degli studenti cresce sospinto dal desiderio di pianificare, prepararsi e tenere sotto controllo l’ansia. Sapere quando ci si giocherà tutto aiuta a strutturare lo studio, a ipotizzare strategie e a mantenere il sangue freddo. In questo saggio, esaminerò nel dettaglio il calendario della maturità 2018, le prove da sostenere, le strategie organizzative e psicologiche più efficaci, intrecciando riflessioni, consigli pratici e riferimenti alla cultura didattica italiana.
Calendario generale della Maturità 2018: panoramica delle date fondamentali
Il calendario della maturità 2018 presenta quattro tappe principali, identiche a quelle degli anni precedenti ma sempre cariche di significato: la prima prova, la seconda prova, la terza prova e il colloquio orale.Prima prova: il debutto, tra sogni e timori
La prima prova, sempre molto sentita dagli studenti di qualsiasi indirizzo, si è tenuta mercoledì 20 giugno 2018 alle ore 8:30. Identica nei licei, tecnici e professionali, la prova di italiano rappresenta da decenni un vero banco di prova per la capacità di scrivere, argomentare e interpretare. Con sei ore a disposizione, tutto il paese si ritrova a riflettere su temi comuni: una sorta di grande assemblea letteraria a distanza, come se per un giorno lo Stivale intero si fermasse a meditare su un autore, un evento storico, o su temi d’attualità. La scelta di una prova identica sottolinea l’importanza che l’italiano assume come lingua veicolare della cultura e dell’identità nazionale.Seconda prova: la diversità degli indirizzi
Giovedì 21 giugno 2018, sempre alle 8:30, è stata la volta della seconda prova. Qui la maturità svela la sua natura di esame che sa cogliere le differenze tra i percorsi scolastici: il latino e il greco al liceo classico, la matematica allo scientifico, discipline tecniche nei professionali, discipline artistiche nei licei artistici, e così via. La durata cambia: da quattro ore (classico), fino a sei o più (artistico, tecnici), e la materia è annunciata mesi prima dal MIUR. Conoscere questa data permette una preparazione calibrata e mirata, dato che ogni indirizzo ha la “sua” disciplina-regina su cui si gioca il risultato.Terza prova: la variabilità che spiazza
La terza prova si svolge, secondo consuetudine, il lunedì successivo alle prime due prove (nel 2018, il 25 giugno). Tuttavia, nella realtà, sono le singole commissioni a gestire durata, modalità (domande aperte, test, problemi, ecc.) e spesso anche la data, specialmente in caso di “coabitazione” con le elezioni o altre esigenze logistiche. Le prove aggiuntive, riservate a chi segue percorsi particolari – ad esempio l’ESABAC per il doppio diploma franco-italiano – possono variare l’intero calendario.Il colloquio orale: l’ultima salita
Dal mercoledì 27 giugno 2018, e nei giorni successivi, iniziano i colloqui orali. Qui la tempistica è meno prevedibile: dipende dal numero di candidati e dalle esigenze della commissione. Si arriva di solito all’ultima settimana di giugno, ma non sono rari i casi di esami che si prolungano ai primi di luglio. L’attesa del proprio turno è spesso uno degli aspetti più stressanti, ma il colloquio segna anche la conclusione del percorso.Approfondimenti su ciascuna prova: caratteristiche e consigli pratici
Prima prova: italiano, identità e scelte
La prima prova offre più tipologie: analisi del testo, saggio breve/articolo di giornale, tema storico, tema d’attualità. Come insegnano gli storici manuali di scrittura di Cesare Segre o i consigli pratici di Luca Serianni, è fondamentale leggere attentamente tutte le tracce prima di scegliere. Spesso l’emozione fa precipitare verso il tema d’attualità, ma l’analisi di un testo letterario (sempre di un autore noto, da Manzoni a Montale, da Calvino a Pirandello) può riservare sorprese positive. Nell’ambito del saggio breve, invece, la capacità di collegare fonti diverse e attualizzare l’argomento è premiata.Un consiglio condiviso da molti professori: ripassare temi e autori connessi a anniversari significativi (centenari di nascita o morte, eventi storici), poiché la commissione ministeriale tende spesso a proporre tracce che richiamano celebrazioni nazionali.
Seconda prova: la necessità di specializzazione
Affrontare la seconda prova significa, nei mesi precedenti, raccogliere quante più informazioni possibili sulla materia prescelta (il MIUR di solito l’annuncia a gennaio). È questo il momento in cui il percorso di cinque anni viene messo davvero a frutto: declinazioni latine, problemi di matematica, progetti tecnici, temi artistici. Organizzare il tempo a casa riproducendo le condizioni della prova (anche con simulazioni in classe) e preparare con largo anticipo il materiale consentito (dizionari, strumenti di disegno, calcolatrici) possono fare la differenza.Terza prova: la sfida dell’imprevedibilità
La terza prova è sempre fonte di ansia e discussioni: può toccare ogni disciplina studiata durante l’anno ed è spesso multidisciplinare. Il protagonista qui è il dialogo tra studenti e professori: capire quale equilibrio la commissione intenderà adottare tra domande nozionistiche e ragionamento è, quando possibile, un vantaggio. In ogni caso, la preparazione migliore consiste nello studiare trasversalmente e fare gruppo con i compagni per colmare eventuali lacune.Colloquio orale: comunicazione e padronanza di sé
Il colloquio valuta, oltre alle conoscenze, la capacità di esprimersi con chiarezza, costruire collegamenti tra le materie e difendere il percorso della tesina. Le simulazioni con i compagni aiutano a smorzare l’ansia, mentre la cura della presentazione e un atteggiamento sereno giocano un ruolo non secondario. Come ricorda Natalia Ginzburg nel suo saggio “Le piccole virtù”, l’importante non è soltanto “sapere”, ma saper raccontare ciò che si sa con umanità e autenticità.Aspetti organizzativi e logistici: come arrivare pronti
Aule e ambienti: adattarsi alle condizioni
Gli esami avvengono di solito nell’aula della classe, ma non sono rare situazioni di emergenza (gym, corridoi, biblioteche). Rumori, caldo, spazi stretti possono disturbare la concentrazione, quindi è utile abituarsi a studiare anche in condizioni non perfette ed essere pronti a qualche imprevisto.Materiale necessario e cose “invisibili”
Il materiale indispensabile comprende carta d’identità, penne funzionanti, correttore, e – dove permesso – calcolatrice scientifica, righe, compassi, dizionari. Il cellulare è assolutamente vietato: ogni anno le cronache riportano casi di esclusione per uso indebito di smartphone. Occhio quindi a lasciare ogni apparecchio elettronico a casa o spento nello zaino.Scadenze e consegne
Le tesine o i percorsi vanno di solito consegnati una o due settimane prima della prova orale. Stilare una tabella di marcia, dividere il lavoro in fasi (ricerca, scrittura, revisione) e confrontarsi spesso con il docente di riferimento sono le strategie consigliate.Aspetti psicologici ed emotivi: affrontare l’ansia
La maturità non è solo una questione di studio, ma anche di gestione della pressione. L’ansia, se tenuta sotto controllo, può essere positiva: “quella tensione giusta” che – come insegnava Luigi Pirandello – spinge a dare il meglio, a superare la maschera della paura. Tecniche di rilassamento (respiro profondo, brevi meditazioni, visualizzazione del successo) sono ormai parte integrante della preparazione nei licei più attenti al benessere degli studenti.Forza del gruppo e supporto
Molti trovano beneficio nel confrontarsi con i compagni: organizzare riunioni di studio, scambiarsi materiali e suggerimenti, condividere timori e successi. Il gruppo aiuta ad alleggerire il peso dell’attesa e a evitare una competitività malsana: la maturità è davvero una prova collettiva, dove ciascuno sostiene l’altro.Routine e stile di vita
Un ritmo di studio bilanciato – con pause regolari, orari stabili, sonno sufficiente e alimentazione regolare – aiuta il cervello a restare lucido. Rinunciare a qualche ora di sonno difficilmente produce buoni risultati: anche nei Promessi sposi, Renzo trova la soluzione non quando si affanna, ma quando il pensiero si placa.Notizie e curiosità
Le “scommesse” sulle tracce
Ogni anno, nel chiacchiericcio delle ultime settimane, fioriscono le “previsioni delle tracce”, i famosi “tototemi”. Nonostante qualche volta queste puntate si avvicinino alla realtà (come ai tempi di don Milani, in cui la fantasia popolare si scatenava), nella maggior parte dei casi si tratta di puro folklore. Meglio un ripasso serio che affidarsi alle dicerie.Vip a sostegno dei maturandi
Cantanti, scrittori, persino calciatori, ogni anno inviano messaggi di incoraggiamento sui social. Nel 2018, artisti come Lorenzo Jovanotti hanno dedicato tweet agli studenti, ricordando la bellezza di questa prova come momento di crescita. Sentirsi parte di un rito nazionale contribuisce a rendere la maturità non solo una prova individuale, ma un’esperienza condivisa.Statistiche e comportamenti a rischio
Nel 2018 circa il 96% degli studenti italiani è stato ammesso alla maturità. Le principali cause di esclusione: troppe assenze, insufficienze in più materie, o problemi disciplinari. L’uso scorretto dei cellulari è sempre più frequente, ma espone a rischi enormi: meglio fidarsi della propria preparazione che cedere alla tentazione di copiare.Conclusione
Ricapitolando, per affrontare al meglio la maturità 2018 era fondamentale conoscere il calendario dettagliato, prepararsi con intelligenza e metodo per ogni prova e curare sia gli aspetti organizzativi sia quelli emotivi. Non esistono formule magiche, ma l’esperienza degli anni insegna che sicurezza di sé, collaborazione, organizzazione e rispetto delle regole sono la chiave del successo.La maturità, comunque vada, segna la conquista di una prima grande autonomia. È un’opportunità unica per conoscersi meglio, superare i propri limiti, prendersi la responsabilità del proprio futuro. Che il risultato sia da 60 o da 100, quel che davvero conta è la crescita vissuta lungo il percorso e la consapevolezza che, da quel momento, si potrà guardare avanti con strumenti nuovi e più forti.
In bocca al lupo a tutti i maturandi: ricordate che l’esame è solo un capitolo – importante, certo – ma non l’ultimo, del vostro romanzo personale.
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